Da giorni gli anarchici avevano annunciato la commemorazione per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti mentre fabbricavano una bomba in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti. Il questore di Roma nei giorni scorsi ha vietato l'evento, ma che gli anarchici non avrebbero rispettato le indicazioni era ovvio. Infatti, ieri mattina nel parco sono stati dispiegati agenti in forze, che hanno individuato 91 persone ritenute pericolose e sospette: per loro è scattato il fermo preventivo e sono state accompagnate negli uffici della Questura per il fotosegnalamento e l'adozione, in alcuni casi, dei fogli di via obbligatori. È una conseguenza del Decreto Sicurezza, come ha spiegato Giorgia Meloni, confermando «quanto fosse necessaria questa norma». Non serve, sottolinea il premier, «a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra» ma, al contrario, «a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione», garantendo le tutele a chi vuole manifestare serenamente. «È in questa direzione - conclude - che il governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente».
Una troupe Rai del Tgr Lazio è stata aggredita mentre cercava di raccontare il raduno: «La giornalista stava semplicemente ponendo una domanda a uno dei partecipanti alla manifestazione quando è stata minacciata e il suo microfono gettato a terra». Appena una settimana fa un'altra troupe impegnata nella realizzazione di un servizio Rai è stata aggredita dagli anarchici: operatore in ospedale e telecamera distrutta.
«La Rai è vicina alla collega della Tgr Lazio e ribadisce che nessuna forma di intimidazione, verbale o fisica, può essere accettata. Il rispetto per il lavoro dell'informazione è condizione essenziale per la tutela della libertà di stampa e per la qualità della vita democratica del Paese«, si legge ancora nella nota della Rai. Immediata la solidarietà, tra gli altri, anche di Ignazio La Russa, il quale ottolinea che «siamo di fronte all'ennesimo grave episodio di intimidazione ai danni della stampa, in un clima che, sia nelle piazze che nelle facoltà, si fa sempre più preoccupante». Messaggi sono giunti anche dai partiti di opposizione e anche il sindacato Unirai ha condannato «questi atti intollerabili e deplorevoli che, oltre a minacciare la sicurezza e la libertà dei giornalisti, comprimono il diritto-dovere di informare». È opportuno, si legge ancora, «dare il giusto peso ai due episodi e non sottovalutare che l'obiettivo di questi ultimi giorni siano proprio gli operatori dell'informazione». Sulla scia di quanto già fatto da Donald Trump e Viktor Orban, la Lega sta preparando una proposta «che definirà gli antifa, che nulla hanno a che vedere con il vero antifascismo, organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti». Così dice Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in Commissione Difesa alla Camera.
Ma gli anarchici, dopo i fatti di oggi, hanno rilanciato.
«A quanti si indignano per le azioni dirette e a quanti agitano lo spauracchio del terrorismo, rispondiamo che terrorista è lo Stato» e che «ogni forma concreta di resistenza allo sterminio imperialista, al capitalismo e all'occupazione coloniale è una boccata di ossigeno e di speranza».