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Meloni: "Italia lavora senza sosta per proteggere i nostri cittadini"

La premier segue l’escalation nella regione e assicura contatti continui con alleati e partner. Priorità alla sicurezza dei connazionali e al sostegno di ogni iniziativa diplomatica

Meloni: "Italia lavora senza sosta per proteggere i nostri cittadini"
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Sono giorni di fortissime tensioni internazionali, il conflitto in Medioriente si sta espandendo in tutta la regione come conseguenza del tentativo dell’Iran di trascinare altri Paesi con sé. Il regime islamico non ha più nulla da perdere e tutto il mondo ora ha il fiato sospeso per quelle che potrebbero essere le conseguenze. Anche l’Italia si sta muovendo in questo alveo, come ha spiegato il premier Giorgia Meloni in un comunicato affidato ai social, in cui si spiega che il governo sta continuando “a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente”.

L’esecutivo è in stato di massima allerta da, ormai, una settimana, “è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani”. La priorità assoluta in questo momento, ha ribadito Meloni, “è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, “stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti”. L’Italia, ha precisato il premier, “continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere”.

I ministri Tajani e Crosetto hanno riferito ieri alle Camere sull’attuale situazione in Medioriente, facendo il punto su quanto sta accadendo e sul ruolo dell’Italia nello scacchiere internazionale. Ieri sono rientrati in Italia 1700 connazionali con diversi voli commerciali dal Medioriente e stanno proseguendo i rimpatri di chi lo ha richiesto o di chi si è organizzato in tal senso.

L’Italia, ha detto ieri il premier, non è in guerra “non vogliamo entrare in guerra”. E mentre le opposizioni continuano a pretendere la presenza del premier in Aula, anche dopo le dichiarazioni dei ministri di Difesa ed Esteri, la stessa ha confermato che nei prossimi giorni riferirà al parlamento.

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