«Un grave sbaglio essersi allontanati da quell’ufficio»

Del pasticciaccio romano parliamo con il vicecoordinatore regionale Alfredo Pallone che conosce molto bene le dinamiche interne al Pdl del Lazio, avendo ricoperto il ruolo di capogruppo alla Regione, prima di essere eletto al Parlamento europeo.
Con questa vicenda il Pdl ha toccato il fondo...
«Guardi, appena informato di quanto stava accadendo, mi sono precipitato sul posto e ho constatato che era in atto una vera e propria intimidazione fisica per impedire ai nostri rappresentanti l’accesso agli uffici del Tribunale. Ho avuto la precisa sensazione che qualcosa di profondamente antidemocratico stesse accadendo e che si fosse ingenerata una situazione di caos totale, artificiosa e creata per danneggiarci».
Ma esistono responsabilità all’interno del Pdl?
«Se di colpa si può parlare, è quella di essersi lasciati trascinare in un vero e proprio agguato che ha portato i nostri delegati ad allontanarsi per pochi secondi dall’ufficio. È stato un grave errore. Questo non basta a inficiare l’enorme lavoro fatto nella preparazione della documentazione da presentare e nel quale si sono impegnati per giorni centinaia di militanti ai quali va il mio più sincero ringraziamento. Comunque non è questo il momento di andare alla ricerca di eventuali responsabilità interne».
Come finirà?
«In un nulla di fatto. Non posso credere che la volontà popolare possa essere calpestata e derisa dall’interpretazione personale e troppo fiscale di alcune norme che devono esserci, ma nello stesso tempo devono essere attuate con assoluto buon senso e non nel senso così restrittivo a cui abbiamo assistito».
Nel caso in cui venga respinto anche il ricorso all’ufficio elettorale presso la Corte d’appello, teme che ci possano essere ripercussioni nei confronti del Pdl da parte degli esclusi?
«Non credo. E se dovesse accadere che la lista non venga ammessa, cosa che ritengo assolutamente improbabile, faremo di tutto affinché possa continuare senza alcuna defezione la campagna elettorale del Pdl a fianco di Renata Polverini. Sono convinto che se questa ingiustizia dovesse prevalere, l’elettorato moderato della provincia di Roma e non solo si mobiliterà con ancora più energia per far sì che questa sinistra giustizialista e forcaiola, che utilizza ogni pretesto pur di eliminare l’avversario politico, non abbia la meglio. Se è vero che la libertà è il sale di ogni democrazia, la negazione della libertà di espressione sarà la bandiera e il simbolo sui quali costruiremo il nostro successo elettorale».
Quali saranno ora le prime mosse del Pdl?
«Abbiamo concordato ieri durante una prima riunione con tutti i candidati della lista Pdl, alla presenza di Alemanno e Polverini, l’inizio di una fase di mobilitazione di piazza immediata per sensibilizzare l’opinione pubblica e chi è chiamato a tutelare i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, in particolar modo il presidente Napolitano».