La Groenlandia va al voto, pronta a dire «addio per sempre» alla Danimarca

Quasi 60mila elettori eleggeranno 31 deputati. Il Siumt, al potere dal '79 e autore della semiautonomia dal paese scandinavo, è a picco nei sondaggi dopo una serie di scandali. Il leader del partito di sinistra Kleist: grande coalizione per avviare il processo d'indipendenza

Si vota oggi in Groenlandia, l'enorme territorio coperto da ghiacci semi-autonomo danese dove i cittadini, in stragrande maggioranza Inuit, sono chiamati a eleggere i rappresentanti al parlamento locale. La scelta che i quasi 60mila groenlandesi che abitano le coste meridionali di un territorio di 2,2 milioni di km quadrati quasi interamente ricoperto di ghiacci compiono oggi affluendo alle urne servirà a verificare chi li guiderà verso l'indipendenza.
Stando ai sondaggi, lo storico partito socialdemocratico Siumut, che nel 1979 decise il distacco dalla Danimarca e che da allora ha sempre dominato tutte le coalizioni che hanno formato il governo autonomo della grande isola nordica rischia di perdere il potere. Le rilevazioni lo danno in calo di 9 punti al 31%.
Si profila una vittoria del partito di sinistra Inuit Ataqatigiit (Ia), dato al 44%, che potrebbe divenire il maggiore soggetto politico groenlandese. In flessione anche gli attuali alleati di governi del Siumut, i liberai di Atassut, che scenderebbero dal 14% al 7%. Non è la prima volta che i sondaggi ipotizzano una forte flessione del Siumt, che poi i risultati elettorali hanno sempre smentito. Potrebbe accadere anche in questa occasione. Ma una serie di scandali che negli ultimi mesi hanno coinvolto i suoi dirigenti politici, con i rimborsi ingiustificati, il nepotismo, gli abusi di potere e infine i gravi problemi sociali che gravano sulla piccola popolazione della grande isola nordica, fanno pensare che la gente desideri davvero voltare pagina. Il quotidiano danese Politiken Pia, commentando i sondaggi, ha scritto: «Gli elettori hanno perduto fiducia e vogliono fare tabola rase degli ultimi trent'anni di governi corrotti del Siumut». Il governo che si verrà a formare una volta eletti i 31 deputati (per i quali sono in lizza 222 candidati) avrà comunque un compito storico, quello di avviare il processo d'indipendenza deciso a larghissima maggioranza nelle elezioni dello scorso novembre, quando il referendum che prevedeva una maggiore autonomia del paese, da tre secoli sotto la Danimarca, ha visto approvare un nuovo regime di maggiore indipendenza col 75% dei voti e questo regime entrerà in vigore il 21 giugno, giorno della festa nazionale.
Le elezioni anticipate (siamo a sei mesi dal termine previsto) sono state indette dal capo del governo, il socialdemocratico Hans Enoksen: «È giusto che la popolazione si esprima sulla scelta di un'eventuale nuova squadra di governo per gestire questa "epoca nuova" - ha detto il premier - e prepararsi all'indipendenza totale dalla Danimarca», che dovrebbe venir sancita nel 2011, trecentesimo anniversario della colonizzazione danese.


Kuupik Kleist, il leader del partito che i sondaggi danno come favorito, ha dichiarato che in caso di vittoria punterà a un' ampia coalizione che escluda il solo Siumut. Le urne, che hanno aperto alle 9.00 locali (le 13.00 italiane), chiudono alle 20.00 (le 24 in Italia).

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