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Axios: "Negoziati in stallo, probabilità di attacco americano al 90%". Khamenei: "Potremmo affondare le navi Usa". E Teheran annuncia esercitazioni con la Russia

Le trattative tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica sembrano essersi definitivamente arenate. Secondo diversi membri dell'amministrazione Trump, il presidente si è "stufato" e una guerra sarebbe imminente

Diretta Axios: "Negoziati in stallo, probabilità di attacco americano al 90%". Khamenei: "Potremmo affondare le navi Usa". E Teheran annuncia esercitazioni con la Russia
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Nonostante le trattative in corso, il conflitto tra Iran e Stato Uniti sembra avvicinarsi inesorabilmente.

Analisti e membri dell'amministrazione Trump hanno dichiarato ad Axios che il presidente avrebbe intenzione di procedere con l'opzione militare contro la Repubblica islamica, nella forma di una campagna su vasta scala che potrebbe durare settimane e vedrebbe anche il coinvolgimento di Israele.

Teheran, stiamo elaborando un quadro coerente per i futuri colloqui con Usa

"L'Iran sta elaborando un quadro coerente per portare avanti i futuri colloqui con gli Stati Uniti": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una conversazione telefonica con il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi. Araghchi e Grossi, che si sono incontrati a Ginevra il giorno prima del secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti, tenutosi martedì in Svizzera, hanno discusso i risultati dei colloqui durante la conversazione telefonica. Secondo Irna, Grossi ha valutato positivamente l'esito dei colloqui e ha espresso la disponibilità dell'Aiea a fornire sostegno e cooperazione per elaborare il quadro dei futuri colloqui tra Iran e Stati Uniti.

Mosca, minacce e ricatti non favoriscono negoziati

"Minacce e ricatti non favoriscono il successo dei negoziati sul programma nucleare iraniano". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. "La Russia è convinta che trovare soluzioni reciprocamente accettabili alla questione nucleare iraniana richieda un dialogo equo e rispettoso. Non esiste un'alternativa ragionevole a questo dialogo", ha aggiunto secondo quanto riportato dalle agenzie russe.

Axios, accordo fra Teheran e Usa improbabile, guerra più vicina

Una "guerra su larga scala" fra Iran e Usa è "più vicina" di quanto si pensi e "potrebbe iniziare molto presto". Lo scrive Axios spiegando che - secondo alcune fonti - un'operazione militare statunitense in Iran sarebbe probabilmente una campagna massiccia, "della durata di settimane", che assomiglierebbe più a una guerra vera e propria rispetto all'operazione mirata del mese scorso in Venezuela. Le stesse fonti hanno sottolineato che si tratterebbe probabilmente di una campagna congiunta Usa-Israele di portata molto più ampia rispetto alla 'guerra dei 12 giornì dello scorso giugno. Axios sottolinea come al momento l'amministrazione Usa abbia adottato un approccio "a due binari" ovvero colloqui sul nucleare abbinati a un massiccio rafforzamento militare. Al momento però, sebbene entrambe le parti abbiano affermato che i colloqui abbiano "fatto progressi", le divergenze sono ampie e i funzionari statunitensi non sono ottimisti sulla possibilità di colmarle.

Inoltre viene messo in luce come l'armata americana nel Golfo sia cresciuta fino a comprendere due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di aerei da combattimento e molteplici sistemi di difesa aerea con altra potenza di fuoco ancora in arrivo e "non è nella natura di Trump spostare tutto quell'hardware come un bluff". Secondo Axios il presidente americano si starebbe "stufando" della situazione e nonostante alcune persone intorno a lui lo stiano "mettendo in guardia" sui rischi di un'eventuale azione militare le probabilità di un attacco nelle prossime settimane sarebbe "del 90%". In conclusione - si legge - "non ci sono prove che una svolta diplomatica con l'Iran sia all'orizzonte ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente".

Usa, impediremo all'Iran di aver armi nucleari in un modo o nell'altro

Gli Stati Uniti impediranno all'Iran di acquisire armi nucleari "in un modo o nell'altro", ha avvertito il Segretario all'Energia statunitense Chris Wright. "Sono stati molto chiari su cosa avrebbero fatto con le armi nucleari. È del tutto inaccettabile", ha detto Wright ai giornalisti a Parigi, a margine delle riunioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia.

"Sono stati molto chiari su cosa avrebbero fatto con le armi nucleari. È del tutto inaccettabile", ha detto Wright. "Quindi, in un modo o nell'altro, porremo fine alla marcia dell'Iran verso l'arma nucleare", ha aggiunto. Funzionari statunitensi e iraniani hanno tenuto colloqui a Ginevra ieri per scongiurare la possibilità di un intervento militare statunitense per frenare il programma nucleare di Teheran. L'Iran ha dichiarato, dopo i colloqui, di aver concordato "principi guida" per un accordo volto a evitare conflitti. Il vicepresidente statunitense JD Vance, tuttavia, ha affermato che Teheran non ha ancora riconosciuto tutte le linee rosse imposte da Washington.

Erdogan ribadisce l'opposizione a un intervento contro l'Iran

"Come Turchia, abbiamo comunicato a tutti i nostri interlocutori che siamo contrari a un intervento militare contro l'Iran". Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo che nelle scorse settimane aveva già espresso opposizione a interventi militari contro la Repubblica islamica, nel contesto delle tensioni tra Teheran e Washington, per le proteste anti governative in Iran, e del dispiegamento militare degli Usa nelle acque del Medio Oriente. "Una nuova guerra contro l'Iran non porterebbe alcun vantaggio a nessuno, anzi, la nostra regione ne subirebbe le conseguenze", ha aggiunto il leader turco, riferisce Anadolu, parlando con giornalisti a bordo dell'aereo che lo riportava in Turchia dopo una visita ufficiale in Etiopia.

Cremlino, pronti a prendere l'uranio arricchito dall'Iran

Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca è "disposta a prelevare l'uranio arricchito iraniano" per permettere un accordo sul programma nucleare di Teheran. Ma al contempo ha esortato a non affrettare le conclusioni sull'esito dei colloqui tra l'Iran e gli Usa. "Abbiamo avanzato un'iniziativa, abbiamo dichiarato la nostra disponibilità ad accettare l'uranio arricchito", ha dichiarato Peskov, citato da Tass. "Tutto il resto è materia di discussione tra iraniani e statunitensi. I negoziati sono in corso, quindi non sarebbe corretto dare giudizi anticipati sull'esito", ha aggiunto il portavoce del Cremlino.

L'Iran annuncia un'esercitazione militare navale con la Russia

Il comandante del primo distretto navale della Marina della Repubblica islamica, Hassan Maghsoodloo, ha annunciato che domani si terrà un'esercitazione navale congiunta con la Russia nel mare di Oman, che si trova nei pressi dello stretto di Hormuz, e nell'Oceano Indiano settentrionale. L'annuncio arriva mentre a partire da lunedì la Marina delle Guardie della Rivoluzione islamica ha tenuto un'esercitazione militare nello stretto di Hormuz e da gennaio gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Lincoln e altri dispositivi militari nelle acque del Medio Oriente, dopo le tensioni scatenate dalle proteste anti governative iraniane. Secondo quanto riferisce Mehr, Maghsoodloo ha affermato che tra gli obiettivi dell'esercitazione militare congiunta con la Russia c'è la "cooperazione navale" con Mosca, "la convergenza e il coordinamento nelle azioni congiunte per contrastare le attività che minacciano la sicurezza marittima, in particolare nel campo della protezione delle navi commerciali e delle petroliere, nonché la lotta al terrorismo marittimo". L'esercitazione navale congiunta è stata pianificata anche con l'obiettivo di approfondire le relazioni amichevoli tra Teheran e Mosca, ha aggiunto il militare.

Vance, Teheran non è disposta ad accettare certi limiti

JD Vance ha riferito in un'intervista a Fox News di avere parlato con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner riguardo ai negoziati con l'Iran. "Il presidente ha tutte le opzioni sul tavolo", ha detto il vicepresidente Usa, riferendo che i negoziati, "per certi versi, sono andati bene" e le parti hanno concordato di incontrarsi di nuovo. Ma, ha aggiunto "Per altri versi, era molto chiaro che il presidente ha posto alcuni limiti che gli iraniani non sono disposti a riconoscere e superare", ha aggiunto. "Continueremo a lavorarci", ha proseguito, "ma, naturalmente, il presidente si riserva la facoltà di dire quando riterrà che la diplomazia abbia raggiunto la sua fine naturale.Speriamo di non arrivare a quel punto, ma se dovesse succedere, sarà il presidente a decidere".

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