Leggi il settimanale

Chaklun Jet: il drone ucraino progettato per fermare gli sciami russi

Kiev ora punta su un intercettore UAV a propulsione jet: il sistema integra radar tattici, capacità anti-jamming e acquisizione automatica del bersaglio per rafforzare la difesa aerea tattica ucraina

Dal sito u24.gov.ua
Dal sito u24.gov.ua
00:00 00:00

L’Ucraina continua ad adattare la propria industria della difesa alle esigenze di un conflitto dominato da droni, guerra elettronica e attacchi saturanti. Sotto questi auspici s’inserisce il Chaklun Jet, un intercettore unmanned sviluppato per contrastare UAV tattici, droni kamikaze e piattaforme da ricognizione impiegate dalle forze russe lungo la linea del fronte.

Il sistema nasce dalla necessità di creare una soluzione più economica e rapidamente producibile rispetto ai tradizionali missili superficie-aria. L’obiettivo è fornire alle unità ucraine uno strumento capace di neutralizzare velivoli ostili prima che possano trasmettere coordinate, correggere il fuoco d’artiglieria o colpire infrastrutture e postazioni militari.

La comparsa dell’armamento conferma inoltre l’evoluzione della guerra contemporanea verso reti di difesa aerea tattica multilivello, basate su piattaforme autonome, sacrificabili e facilmente sostituibili in caso di perdita operativa.

Cosa sappiamo

Il sistema è stato progettato per missioni d’intercettazione a corto raggio contro bersagli aerei operanti a quote medio-basse. Quest’ultimo utilizza un motore turbojet monocircuito che gli consente di raggiungere una velocità massima di circa 320 km/h, con una velocità di crociera stimata intorno ai 220 km/h.

Dal punto di vista strutturale, il velivolo misura 1,65 metri di lunghezza, con un’apertura alare di 1,5 metri e un peso massimo al decollo pari a 10,4 chilogrammi. L’autonomia operativa raggiunge circa quaranta minuti, mentre il carico utile di 1,6 chilogrammi evidenzia una configurazione ottimizzata per l’intercettazione rapida piuttosto che per missioni ISR di lunga durata.

Il lancio avviene tramite catapulta e il sistema può operare fino a 6.000 metri di quota. Integrato con radar tattici della categoria RADA, il drone sarebbe in grado di coprire un raggio operativo di circa 30 chilometri contro bersagli aerei di piccole dimensioni e bassa segnatura radar, inclusi droni FPV e munizioni circuitanti.

La piattaforma utilizza inoltre il sistema ChaklunLRS, un’architettura di controllo che integra acquisizione automatica del bersaglio e funzioni di auto-locking durante la fase d’ingaggio. Questa configurazione, secondo le analisi emerse, riduce i tempi di reazione e aumenta la capacità di contrastare minacce veloci e difficilmente individuabili.

Guerra elettronica, produzione di massa e nuova dottrina anti-UAV

Secondo alcuni esperti uno degli elementi più significativi del Chaklun Jet riguarda la sua resilienza all’interno di un ambiente caratterizzato da intensa guerra elettronica. Il drone combina trasmissioni digitali e collegamenti analogici, soluzione che riflette direttamente le condizioni operative osservate sul fronte ucraino.

Le forze russe e ucraine impiegano infatti sistemi EW capaci di disturbare GPS, data-link e comunicazioni radio tattiche. In questo scenario, i collegamenti analogici consentono di mantenere continuità operativa riducendo al tempo stesso il rischio di localizzazione degli operatori tramite strumenti d’intelligence elettronica.

Dal punto di vista tattico, il Chaklun Jet si colloca tra i droni FPV intercettori e i sistemi missilistici antiaerei convenzionali. Grazie alla maggiore velocità rispetto ai quadricotteri elettrici, il sistema può inseguire UAV da ricognizione e droni kamikaze come i Geran-2 russi derivati dagli Shahed-136 iraniani, che generalmente operano a velocità comprese tra 150 e 185 km/h.

L’approccio industriale ucraino si differenzia nettamente da quello adottato da numerosi programmi occidentali. Mentre le piattaforme NATO privilegiano sistemi altamente sofisticati e costosi, Kiev punta su intercettori più semplici, modulari e producibili in grandi quantità. Si tratta di una strategia coerente con una guerra di attrito prolungata, nella quale sostenibilità economica, velocità produttiva e capacità di rimpiazzo assumono un’importanza di rilievo.

L’esperienza maturata dall’industria ucraina potrebbe inoltre aprire nuove prospettive sul mercato internazionale.

Diversi Paesi interessati a rafforzare le proprie difese contro sciami di droni e munizioni circuitanti stanno infatti valutando sistemi anti-UAV dal costo operativo inferiore rispetto ai tradizionali missili superficie-aria, soprattutto nelle regioni maggiormente esposte alle nuove minacce asimmetriche.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica