Un attacco israeliano in Iran avrebbe ucciso Gholamreza Soleimani, figura di spicco della Repubblica Islamica nonché comandante delle forze paramilitari Basij. Insieme a lui, nel corso degli stessi raid notturni, avrebbe perso la vita anche Ali Larijani, il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano. Per quanto riguarda Soleimani, la notizia della sua morte non è ancora stata confermata da Teheran e, nel momento in cui scriviamo, non è ancora chiaro se l'uomo sia stato eliminato o risulti soltanto ferito. Se l'indiscrezione dovesse rivelarsi esatta si tratterebbe di un duro colpo inferto all'Iran.
Chi era Gholamreza Soleimani
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno rilasciato un comunicato spiegando che "sono stati registrati anche significativi successi in termini di eliminazioni", in aggiunta "alle eliminazioni effettuate nei giorni scorsi in Iran contro elementi esterni, anch'essi legati alla questione palestinese". Il riferimento potrebbe essere a Larijani e Soleimani.
Gholamreza Soleimani, 62 anni, era un alto ufficiale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane. Dal 2019 era a capo dell'Organizzazione Basij, ufficialmente conosciuta come Organizzazione per la Mobilitazione degli Oppressi. Parliamo di una vasta forza paramilitare di volontari che conta tra le sue fila milioni di membri e che opera sotto l'egida dell'IRGC svolgendo un ruolo chiave nella sicurezza interna del Paese, nell'applicazione delle politiche del governo, nella repressione delle proteste e nella mobilitazione del sostegno durante i conflitti.
Soleimani si unì all'IRGC nel 1980 e scalò i ranghi durante e dopo la guerra contro l'Iraq. Tra i suoi precedenti incarichi di comando figurano diverse divisioni dell'IRGC, come la 19esima Divisione Fajr (2001-2004), la 41esima Divisione Tharallah (2004-2006), la 14esima Divisione Imam Hossein (2006-2008) e il Corpo provinciale di Isfahan Sahib-az-Zaman (2008-2019). Come capo dei Basij, ha supervisionato uno dei principali strumenti iraniani di controllo interno e imposizione ideologica.
Un duro colpo per l'Iran
Soleimani era sotto sanzioni internazionali per il ruolo avuto nella violenta repressione delle proteste in Iran. In particolare, in occasione delle manifestazioni del novembre 2019, i Basij erano stati accusati di aver usato la forza contro civili disarmati, causando centinaia di morti e feriti.
L'Unione Europea ha sanzionato Soleimani nel 2021, mentre enti come il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo avevano accusato di violazioni dei diritti umani e repressione del dissenso, comprese le proteste post-elettorali del 2009. Era un acceso difensore del governo iraniano ed elogiava spesso la resilienza nazionale.
Adesso sarebbe stato eliminato dalle forze israeliane che avrebbero così inflitto un duro colpo a Teheran. "Le forze Basij fanno parte dell'apparato armato del regime terroristico iraniano", si legge in una nota delle Idf.
"Durante le proteste interne in Iran, in particolare negli ultimi tempi con l'intensificarsi delle manifestazioni, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all'uso della forza contro i manifestanti civili", ha concluso il comunicato.