Sale la tensione nello Stretto di Hormuz, dove una nave Maersk battente bandiera americana ha attraversato l’area sotto scorta militare statunitense dopo essere rimasta bloccata nel Golfo Persico dallo scoppio della guerra.
Il CENTCOM conferma l’impiego di elicotteri Sea Hawk e AH-64 contro piccole imbarcazioni iraniane ritenute una minaccia per il traffico commerciale. Intanto Qatar ed Emirati chiudono parzialmente lo spazio aereo, mentre Teheran avverte: Project Freedom è “senza sbocco”.Trump, spero loro sistema finanziario fallisca
"Spero fallisca" il sistema finanziario iraniano "perché voglio vincere". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump parlando ai giornalisti nello Studio Ovale.
Trump, con Teheran una scaramuccia, non hanno possibilità e lo sanno
Donald Trump ha definito quella in corso con l'Iran una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro". Parlando dallo Studio Ovale, il presidente americano si è rivolto a un gruppo di bambini: "Non possiamo permettere all'Iran di avere un'arma nucleare. Forse siete troppo giovani per questo, ma probabilmente ne capite più di tutti. Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un'arma nucleare".
Axios, Washington aveva avvertito Teheran di operazione Project Freedom
Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha informato l'Iran , domenica scorsa, dell'imminente operazione Usa per "scortare" le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, avvertendo Teheran di non interferire. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense e una fonte a conoscenza dei fatti. L'avvertimento relativo al 'Project Freedom' è giunto domenica, in concomitanza con il post che Trump ha pubblicato domenica sera su Truth Social. Secondo Axios, il messaggio privato inviato a Teheran suggerisce che la Casa Bianca volesse tentare di mitigare il rischio di una potenziale escalation. Anche se, nonostante l'avvertimento, gli iraniani hanno comunque sferrato una serie di attacchi contro navi della Marina Usa, imbarcazioni commerciali e obiettivi negli Emirati Arabi Uniti.
Hegseth, Project Freedom è operazione temporanea e difensiva
"Per essere chiari, questa operazione è separata e distinta da Operation Epic Fury, Project Freedom è di natura difensiva, concentrata negli obiettivi e temporanea nella durata". Così Pete Hegseth ha descritto, parlando con i giornalisti al Pentagono, l'operazione avviata dagli Usa per guidare navi commerciali fuori dallo stretto di Hormuz. Il segretario alla Difesa ha sottolineato che il Project ha "una sola missione: proteggere le navi innocenti commerciali dall'aggressione iraniana".
Usa avvertono, rischio missili e droni nello spazio aereo iracheno
Gli Stati Uniti hanno messo in guardia i propri cittadini sui rischi per la sicurezza nello spazio aereo iracheno, invitandoli a evitare viaggi nel Paese. In una nota, l’ambasciata Usa in Iraq ha segnalato “il rischio continuo rappresentato da missili, droni e granate a propulsione a razzo nello spazio aereo iracheno”, dopo la recente riapertura dei voli seguita alle chiusure durante il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo Washington, “milizie terroristiche allineate all’Iran continuano a pianificare ulteriori attacchi contro cittadini americani e obiettivi legati agli Stati Uniti in Iraq”. Le autorità statunitensi hanno quindi rivolto un appello diretto ai propri cittadini: “Non viaggiate in Iraq per nessun motivo. Se vi trovate nel Paese, lasciatelo immediatamente”.
Media, Pezeshkian furioso con i pasdaran per gli attacchi agli Emirati
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe "estremamente irritato" con il comandante del Corpo della Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, per gli attacchi con missili e droni di ieri contro gli Emirati, definendoli un atto "irresponsabile" compiuto senza che il governo ne fosse a conoscenza. Lo riferisce il media di opposizione Iran International citando "informazioni esclusive" e sottolineando come questo indichi un'escalation senza precedenti delle tensioni tra il governo e i comandanti militari. Di fronte al deterioramento della situazione e alla possibilità che il Paese torni in guerra, Pezeshkian - prosegue il media basato a Londra - ha chiesto "un incontro immediato e d'emergenza" con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per chiedergli di fermare gli attacchi dei pasdaran verso i Paesi del Golfo, per informarlo che esiste "ancora una breve finestra di opportunità per salvare l'accordo di cessate il fuoco attraverso un'azione diplomatica urgente" e chiedere di poter "informare i mediatori internazionali della disponibilità di Teheran a tornare al tavolo dei negoziati".
Generale Caine: "Dal cessate il fuoco l'Iran ha attaccato forze Usa dieci volte"
Il capo degli stati maggiori congiunti Usa, il generale Dan Caine, ha dichiarato che, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, l'Iran ha attaccato le forze americane più di dieci volte. Sono stati, ha sottolineato in un briefing, "tutti episodi al di sotto della soglia che comporterebbe la ripresa di attacchi su vasta scala in questo momento". Caine ha aggiunto che definire tale soglia costituisce "una decisione politica".
Centcom, portaerei Usa nel Mar Arabico per operazioni in Stretto Hormuz
Una portaerei statunitense ha attraversato il Mar Arabico nell'ambito delle operazioni legate allo Stretto di Hormuz. Lo ha comunicato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), diffondendo un'immagine della nave in navigazione. Il Comando ha affermato che la Uss George H.W. Bush (CVN 77) stava supportando il 'Project Freedom' e imponendo il blocco navale all'Iran dal Golfo dell'Oman. Il Comando ha aggiunto che la portaerei ha a bordo oltre 60 velivoli.
Meloni: "Attacchi a Emirati ingiustificabili, libertà navigazione Hormuz fondamentale"
"Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare". Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "In questo difficile scenario, l’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale. La libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale", conclude.
Trump, 2 o 3 settimane per finire lavoro, ma tempo per noi non essenziale
Il presidente Usa, Donald Trump, ritiene che nel caso in cui si tornasse in guerra in Iran per 'finire il lavorò potrebbero essere sufficienti 2 o 3 settimane, ma precisa che "il tempo per noi non è essenziale". Lo ha detto rispondendo a una domanda in merito posta dal conduttore Hugh Hewitt. Nell'intervista, Trump ha dichiarato: "In un modo o nell’altro vinciamo noi. O concludiamo l’accordo giusto, oppure vinciamo molto facilmente dal punto di vista militare", "in tanti, persone molto intelligenti e persone semi-moderate, hanno detto" di finire il lavoro, "altri vorrebbero vedere un accordo", ma "abbiamo eliminato gran parte di ciò che avremmo dovuto fare, probabilmente altre 2 settimane, 2 settimane, forse 3 settimane. E il tempo per noi non è essenziale".
Cnn, Israele si coordina con Usa per possibili nuovi raid
Israele sta coordinando con gli Stati Uniti le proprie mosse in vista di un possibile nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran, in un contesto di crescente tensione nello Stretto di Hormuz che mette a rischio la tenuta del cessate il fuoco, secondo fonti israeliane citate da Cnn. Le pianificazioni includerebbero raid contro infrastrutture energetiche e l’eliminazione mirata di alti funzionari iraniani. Gran parte di questi piani sarebbe stata predisposta già prima dell’entrata in vigore della tregua ad aprile. L’obiettivo, secondo la fonte, sarebbe una campagna militare breve per esercitare pressione su Teheran e ottenere ulteriori concessioni nei negoziati. La decisione finale su un’eventuale ripresa delle ostilità spetterebbe però al presidente statunitense Donald Trump, che avrebbe espresso frustrazione per lo stallo diplomatico e per la situazione nello Stretto di Hormuz, pur senza voler riaprire un conflitto su larga scala. Un funzionario israeliano ha riferito che Gerusalemme è sempre stata scettica sulle prospettive dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, mentre recenti lanci di missili iraniani verso il Golfo avrebbero accelerato le preparazioni per una possibile escalation. Negli ultimi giorni il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe tenuto consultazioni ristrette in ambito di sicurezza e avrebbe ordinato ai ministri di non commentare pubblicamente la questione iraniana.
Libano, nuovi raid israeliani nel sud del Paese
Un attacco aereo israeliano ha colpito la città di Zrarieh al-Sharqiya, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che sono stati segnalati anche due raid militari israeliani a Tebnine.
Cbs, due navi militari Usa hanno attraversato Hormuz schivando raid iraniani
Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo dopo aver schivato un bombardamento iraniano. Lo riporta la Cbs citando funzionari della difesa americana. Secondo quanto riferito, la Uss Truxtun e Uss Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce coordinate durante la traversata. L'Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni contro di loro in quello che i funzionari hanno descritto come un attacco prolungato. Nonostante l'intensità degli attacchi, nessuna delle due navi è stata colpita, scrive Cbs.
Trump: "Convinto che il popolo lotterebbe contro regime se fosse armato"
"Se il popolo iraniano avesse le armi - che non ha perché qualcuno le ha prese - sono convinto che lotterebbe" contro il regime. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump all'emittente Salem News. "Non si può avere una popolazione disarmata contro gente con gli Ak-47, anche se fossero 250.000 persone - ha proseguito Trump - Sono molto combattuto su questo. Hanno perso 42.000 persone nelle prime due settimane (di proteste, ndr), e non voglio vedere una cosa del genere. Appena avranno le armi, combatteranno al meglio".
Attacchi Teheran su due navi militari Usa che attraversavano Hormuz
Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo Persico dopo aver schivato un attacco iraniano. Lo hanno riferito funzionari della difesa americano che hanno parlato con la Cbs in condizione di anonimato per discutere di questioni di sicurezza nazionale. La Uss Truxtun e la Uss Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce coordinate durante la traversata, hanno affermato i funzionari della difesa. L'Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni contro di loro in quello che i funzionari hanno descritto come un bombardamento continuo. Nonostante l'intensità degli attacchi, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno affermato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o scoraggiato con successo ogni minaccia in arrivo. Hanno aggiunto che nessun proiettile lanciato ha raggiunto le navi.
Ghalibaf, a Hormuz non abbiamo nemmeno iniziato
"Sappiamo benissimo che il mantenimento dello status quo è intollerabile per gli Stati Uniti, mentre noi non abbiamo ancora nemmeno iniziato". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, riferendosi al conflitto tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. "Il nuovo scenario dello Stretto di Hormuz sta prendendo forma", ha aggiunto Ghalibaf in un messaggio pubblicato oggi su X. "La sicurezza del transito marittimo e energetico è stata compromessa dagli Stati Uniti e dai loro alleati attraverso violazioni del cessate il fuoco e blocchi; ovviamente, la loro malvagità diminuirà".
Maersk: "Una nostra nave ha lasciato Hormuz sotto scorta militare Usa"
Il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato ieri con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. La nave, la Alliance Fairfax battente bandiera americana, era rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra a febbraio e le è stata "offerta l'opportunità" di partire scortata dalle forze armate statunitensi. "La nave ha quindi lasciato il Golfo Persico scortata da mezzi militari Usa" il 4 maggio, ha dichiarato la compagnia in un comunicato. "Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi".
Trump: "Non posso dirvi se la tregua sia ancora in vigore"
Donald Trump si è rifiutato di dire se il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sia ancora in vigore, dopo che entrambe le parti hanno rivendicato uno scambio di colpi nello Stretto di Hormuz. Ospite del programma "The Hugh Hewitt Show", al presidente degli Stati Uniti è stato chiesto se la tregua fosse "finita" e se gli attacchi sarebbero ripresi. "Beh, non posso dirvelo", ha risposto Trump aggiungendo che "se rispondessi a questa domanda, direste che quest'uomo non è abbastanza intelligente per essere presidente". Lo riporta Sky News
CENTCOM: in azioni anche gli elicotteri Sea Hawk e AH-64
Il CENTCOM ha comunicato che il 4 maggio sono entrati in azione anche gli elicotteri Sea Hawk e AH-64 che hanno dato supporto a Project Freedom nello Stretto di Hormuz per "eliminare piccole imbarcazioni iraniane che minacciavano la navigazione commerciale".
Qatar ed Emirati chiudono parzialmente lo spazio aereo
Secondo una notifica NOTAM il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti nella serata di ieri hanno chiuso parzialmente il proprio spazio aereo
Esercito Usa, 22.500 marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz
Circa 22.500 marittimi restano bloccati nello Stretto di Hormuz e non riescono a transitare, mentre le navi commerciali nella regione “percepiranno la presenza” della potenza militare statunitense in mare e nei cieli. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine in conferenza stampa.
Araghchi, colloqui fanno progressi, Project Freedom è senza sbocco
"Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie allo sforzo cortese del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall'essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbe fare gli Emirati Arabi Uniti. Project Freedom è un progetto senza sbocco". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.