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Dubai, il blocco dei voli mette a rischio miliardi e l’economia locale

Dubai ferma il suo motore economico, DXB e Al Maktoum chiusi a causa dei missili iraniani, con oltre 260.000 passeggeri giornalieri bloccati e centinaia di voli cancellati o deviati

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Dubai ferma il suo motore economico, DXB e Al Maktoum chiusi a causa dei missili iraniani, con oltre 260.000 passeggeri giornalieri bloccati e centinaia di voli cancellati o deviati. Emirates e altre compagnie rischiano perdite giornaliere superiori a 100 milioni di dollari, mentre hotel, centri commerciali e turismo subiscono impatti immediati. La prima analisi delle perdite economiche è impressionante

L’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) e l’Al Maktoum International si trovano al centro di una crisi senza precedenti. Con i missili iraniani che hanno attraversato corridoi aerei strategici, entrambe le strutture sono state di fatto chiuse, costringendo le compagnie aeree a cancellare o deviare centinaia di voli. Per una città che basa gran parte della sua economia sulla connettività globale, l’impatto è immediato e ingente.

Un hub globale in stand-by

Dubai International ha gestito 87 milioni di passeggeri nel 2023 e 23,4 milioni nel solo primo trimestre del 2025, pari a circa 260.000–270.000 viaggiatori al giorno, con punte record di oltre 324.000 passeggeri in una singola giornata. Quando questo flusso si interrompe, a fermarsi sono anche le entrate generate da tasse aeroportuali, vendite duty free e concessioni commerciali.

Al centro del sistema c’è Emirates, che ha registrato 65,6 miliardi di dirham di ricavi nel primo semestre 2025–2026, equivalenti a circa 360–370 milioni di dirham al giorno (circa 98–100 milioni di dollari). Anche solo un giorno di chiusura totale mette a rischio una fetta significativa di questo fatturato, coinvolgendo indirettamente flydubai e oltre 100 compagnie straniere che utilizzano Dubai come hub di collegamento tra i continenti.

I costi economici del blocco

Le autorità locali avevano già stimato che ogni minuto di inattività di DXB potrebbe costare circa un milione di dollari, considerando l’effetto a catena su compagnie aeree, trasporto cargo, turismo e imprese locali. Una sospensione di 24 ore può tradursi in centinaia di milioni di dollari di ricavi persi o rinviati. Applicando i costi medi per passeggero (tra 40 e 70 dollari) al traffico quotidiano, i soli incassi aeroportuali cancellati oscillano tra 10 e 18 milioni di dollari al giorno. A questi vanno aggiunti circa 100 milioni di dollari di potenziali perdite per Emirates, oltre ai mancati guadagni di hotel, centri commerciali e ristoranti, che dipendono dal flusso di visitatori in transito.

Perché Dubai è così cruciale

Dubai non è un semplice aeroporto, è il principale hub internazionale per passeggeri, collegando oltre 260 città in più di 100 Paesi. La sua posizione strategica tra Europa, Asia e Africa lo rende essenziale per voli a lungo raggio, mentre Emirates e flydubai offrono connessioni fondamentali su rotte prive di voli diretti. DXB è anche un nodo logistico e cargo di prim’ordine, movimentando merci di alto valore insieme ai passeggeri.

Secondo uno studio commissionato da Emirates, nel 2023 l’aviazione ha contribuito per 137 miliardi di dirham (circa 37 miliardi di dollari) al PIL di Dubai, sostenendo circa 630.000 posti di lavoro. Considerando anche la spesa turistica, il contributo sale a 180 miliardi di dirham e a quasi un posto di lavoro su tre. Il commercio al dettaglio e all’ingrosso, fortemente alimentato dal traffico internazionale, rappresenta un ulteriore quarto del PIL locale.

L’economia oltre le piste

Non solo aviazione, il mercato immobiliare di Dubai nel 2025 ha registrato vendite per circa 680 miliardi di dirham, equivalenti a quasi 1,9 miliardi al giorno, mentre il porto e la Jebel Ali Free Zone hanno movimentato nel 2024 oltre 190 miliardi di dollari in scambi commerciali, pari a più di 500 milioni al giorno. Questi numeri mostrano quanto l’economia dell’emirato dipenda dall’accessibilità e dalla continuità dei collegamenti internazionali.

Le reazioni dei mercati

Anche i mercati finanziari hanno reagito immediatamente.

L’indice principale della Borsa di Dubai ha perso tra l’1% e il 2% nei giorni successivi agli attacchi, bruciando tra 4 e 5 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre gli investitori rivedono le prospettive di utili per compagnie aeree, sviluppatori immobiliari e banche. Per ora, il danno si misura soprattutto in voli interrotti e bilanci sotto pressione, ma gli effetti a lungo termine sul turismo e sul commercio restano un punto critico.

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