La notizia sta circolando da ore senza che ci sia ancora l'ufficialità da Teheran. Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, sarebbe stato scelto dall’Assemblea degli Esperti, come prossima Guida Suprema dell’Iran. Oltre al profilo istituzionale di Mojtaba, alla biografia nonché alle relazioni costruite dietro le quinte del potere politico iraniano, a finire sotto i riflettori è stato anche il suo presunto impero globale, un impero del lusso fatto di case esclusive, ville e investimenti all'estero. Ecco che cosa è emerso.
L’impero globale di Mojtaba Khamenei
Il dossier è stato analizzato nei minimi dettagli da Bloomberg, che ha fatto partire la sua dettagliatissima inchiesta dal nord di Londra. Qui, nella celebre Billionaire’s Row, sorgono ville di lusso dietro ad alti cancelli e siepi impenetrabili. Ebbene, proprio dietro queste facciate si estenderebbe una rete di investimenti internazionali che collegherebbe Tehran, Dubai e Francoforte, con proprietà e società intestate a prestanome, ma che secondo fonti informate, risalirebbero niente meno che a Mojtaba Khamenei.
Mojtaba avrebbe iniziato a muovere capitali all’estero almeno dal 2011, sfruttando società offshore e conti bancari in Svizzera, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti, soprattutto grazie ai proventi delle esportazioni di petrolio iraniano. L’impero comprende letteralmente di tutto, dal settore navale nel Golfo Persico a ville di lusso, hotel europei e appartamenti a Londra per oltre 100 milioni di sterline (senza che alcun bene sia intestato direttamente al figlio del leader). La rete finanziaria si reggerebbe su intermediari chiave come l’imprenditore Ali Ansari, sanzionato nel Regno Unito per legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ma fondamentale per le transazioni estere.
Gli affari d’oro del nuovo leader iraniano
In base a quanto emerso, per esempio, Ansari e Mojtaba Khamenei avrebbero collaborato per aprire conti e società in Europa e negli Emirati, gestendo trasferimenti milionari tramite una complessa catena di società come Ziba Leisure, Birch Ventures e A&A Leisure, oltre che entità emiratine legate al petrolio.
Proprietà di lusso a Londra, una villa nel Beverly Hills di Dubai e hotel cinque stelle in Germania e Spagna farebbero parte di questa rete, che avrebbe beneficiato di falle nei sistemi finanziari internazionali e dell’opacità delle registrazioni di proprietà.
Bloomberg ha infine evidenziato come la struttura abbia permesso di spostare capitali miliardari nonostante le sanzioni statunitensi e britanniche imposte
sull’Iran e sui suoi affiliati. La strategia finanziaria del figlio del leader supremo appare quindi pianificata, silenziosa e sofisticata, con una copertura legale e documentale a nascondere ogni legame diretto con Teheran.