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Iran, notizie di esplosioni sullo stretto di Hormuz e in altre città. E adesso anche l'Arabia Saudita preme per un raid Usa

Secondo alcune fonti, l'attacco americano potrebbe avvenire già domenica. Israele: "Non siamo coinvolti nelle esplosioni nel Paese"

Diretta Iran, notizie di esplosioni sullo stretto di Hormuz e in altre città. E adesso anche l'Arabia Saudita preme per un raid Usa
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Diverse esplosioni hanno scosso l'Iran. In particolare, una detonazione si è verificata in un edificio sullo stretto di Hormuz.

Secondo i media locali, la causa sarebbe una fuga di gas e ci sarebbero sei vittime. Intanto rimane alta la tensione tra Teheran e Washington, con l'Arabia Saudita che preme per un attacco americano contro il regime. Un cambio di posizione, questo, rispetto alla cautela dimostrata in precedenza.

Houthi ribadiscono la solidarietà all'Iran di fronte alle minacce Usa

Il movimento politico-militare sciita Ansar Allah (Houthi), che governa lo Yemen settentrionale, si schiera con l'Iran di fronte alle minacce statunitensi e deciderà come rispondere a un possibile attacco americano dopo aver valutato la situazione. Lo ha dichiarato a Ria Novosti Khuzam al-Assad, membro del politburo di Ansar Allah. "Lo Yemen respinge categoricamente qualsiasi aggressione americana contro la Repubblica Islamica dell'Iran e ribadisce la sua piena solidarietà. Riteniamo gli Stati Uniti pienamente responsabili di qualsiasi escalation e delle sue conseguenze, mentre le opzioni di risposta sono una questione sovrana che deve essere decisa dalla leadership in base alla propria valutazione della situazione", ha affermato.

Tajani: "Sull'Iran la speranza è che possa risolversi tutto con il dialogo"

"La posizione dell'Italia resta quella che si possa risolvere tutto con il dialogo. Una speranza che abbiamo". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani sull'ipotesi di un attacco imminente degli Stati Uniti all'Iran. "Stiamo seguendo la vicenda e gli sviluppi minuto per minuto - ha detto Tajani all'arrivo a Novara per il convegno 'Ricominciare dalla politicà - con la nostra unità di crisi e la nostra ambasciata a Teheran".

6 morti in esplosioni a Bandar Abbas e Ahvaz

Cinque persone sono rimaste uccise e due ferite in un'esplosione in un complesso residenziale ad Ahvaz, nel sud-ovest dell'Iran. Inoltre, è stato riferito dalle autorità provinciali di Hormozga che un bambino è rimasto ucciso e 14 persone sono rimaste ferite in un'esplosione di un edificio a Bandar Abbas, nel sud-est del Paese. Lo riporta Bbc Persian.

Esplosione per fuga di gas ad Ahvaz, bambino salvato da macerie

Dopo l'esplosione di gas ad Ahvaz, in Iran, le forze di emergenza sono riuscite a salvare un bambino intrappolato sotto le macerie dell'edificio crollato e a trasferirlo in un centro medico. Altre 4 persone, membri della stessa famiglia, sono morti nell'esplosione. Alcuni testimoni hanno invece smentito che un'altra esplosione, avvenuta in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas, sia stata causata da una fuga di gas, come riferito inizialmente. Lo riporta Teheran Times.

Media, per ministro saudita se Trump non attacca regime ne esce rafforzato

Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha dichiarato venerdì durante una riunione privata a Washington che se il presidente Usa Donald Trump non darà seguito alle sue minacce contro l'Iran il regime ne uscirà rafforzato. È quanto riporta Axios, riferendo di averlo saputo da quattro fonti che erano presenti nella sala. Si tratta di un'inversione di tendenza rispetto alle dichiarazioni pubbliche saudite che mettevano in guardia contro un'escalation e alla profonda preoccupazione espressa dal principe ereditario Mohammed bin Salman (Mbs) a Trump tre settimane fa. Axios sottolinea che quell'avvertimento fu uno dei motivi per cui Trump decise di rinviare l'attacco.

Media, Israele nega coinvolgimento nelle esplosioni in Iran

Israele non è coinvolto nella serie di esplosioni avvenute oggi in Iran. Lo riporta the Times of Israel. Secondo i media statali iraniani, un'esplosione si è verificata in un edificio residenziale nella città costiera del Golfo di Bandar Abbas, aggiungendo però che la causa dell'esplosione non è ancora nota. La televisione di Stato afferma che l'esplosione è avvenuta in un edificio di otto piani, "distruggendo due piani, diversi veicoli e negozi" nella zona di Moallem Boulevard in città. Inoltre, nella provincia sud-occidentale iraniana del Khuzestan, quattro persone sono rimaste uccise in un'apparente esplosione di gas, avvenuta sempre oggi nel quartiere Kianshahr della città di Ahvaz. I media statali affermano che entrambe le esplosioni sono oggetto di indagine, ma non hanno fornito ulteriori informazioni.

Media, un morto e 14 feriti nell'esplosione a Bandar Abbas in Iran

Il direttore generale della Hormozgan Crisis Management ha dichiarato che l'esplosione al porto a Bandar Abbas ha causato "finora 14 feriti e un morto". Lo riporta Iran International.

Media, fumo da campo in provincia Teheran

l Teheran Times riferisce di un incendio nella zona di Parand, nella provincia di Teheran, in un campo aperto.Secondo la testata, il fumo proverrebbe da un incendio fra canneti secchi

Pezeshkian: "Proteste alimentate da Usa, Israele ed Europa"

Le recenti proteste in Iran sono state alimentate da Stati Uniti, Israele ed Europa. Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "Donald Trump, Benjamin Netanyahu e gli europei hanno tutti cercato di fomentare disordini, creare divisione e fornire sostegno, trascinando persone innocenti nelle strade". Le sue parole citate da Iran International.

Media Iran, false notizie che esplosione ha ucciso un comandante dei pasdaran

L'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim ha affermato che le notizie sui social media secondo cui un comandante della marina della Guardia Rivoluzionaria, il generale Tangsiri, sarebbe stato preso di mira nell'esplosione sono "completamente false".

Media Teheran, esplosione in edificio città portuale Bandar Abbas

Un esplosione si è verificata in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Lo riportano vari media di Teheran spiegando che al momento le cause dell'accaduto sono sconosciute. Due piani della palazzina sarebbero andati distrutti così come alcune vetture e negozi adiacenti sarebbero rimasti danneggiati. "I vigili del fuoco e i soccorritori si trovano sul posto" ha dichiarato Mehrdad Hassanzadeh, direttore generale della Gestione delle Crisi del Governatorato di Hormozgan invitando la popolazione a "seguire le notizie provenienti da fonti ufficiali".

Media Iran, esplosione in edificio porto nel Golfo, causa sconosciuta

I media di stato iraniani riferiscono di un' esplosione in un edificio di un porto del Golfo. La causa è ancora sconosciuta. 

L'esplosione si è verificata in un edificio nella città iraniana di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo. La televisione di Stato ha riferito che l'esplosione ha avuto luogo in un palazzo di otto piani, "distruggendo due piani, diversi veicoli e negozi" nella zona di Moallem Boulevard nella città. Le squadre di soccorso e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per fornire assistenza.

Usa: non tollereremo azioni pericolose in esercitazioni stretto Hormuz

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha esortato l'Iran a evitare "rischi inutili alla libertà di navigazione" durante l'esercitazione con fuoco reale prevista a partire da domani nello Stretto di Hormuz, via navigabile attraverso la quale transita il 20% del petrolio mondiale. Nel suo severo avvertimento all'Iran e ai Guardiani della rivoluzione, lo U.S. Central Command ha sottolineato che non tollererà azioni "pericolose" da parte dell'Iran, tra cui il sorvolo di navi militari Usa impegnate, l'avvicinamento di imbarcazioni ad alta velocità o il puntamento di armi contro le forze Usa. Giovedì l'Iran ha avvertito via radio le navi che domenica e lunedì condurrà un'esercitazione con fuoco reale nello stretto di Hormuz. Qualsiasi "comportamento pericoloso e non professionale nei pressi delle forze Usa, dei partner regionali o delle navi commerciali aumenta i rischi di collisione, escalation e destabilizzazione", è l'avvertimento del Comando Centrale Usa a Teheran.

Pur riconoscendo il "diritto dell'Iran di operare in modo professionale nello spazio aereo e nelle acque internazionali", il Comando Centrale Usa ha messo in guardia dall'interferire o minacciare le navi da guerra americane o le navi commerciali di passaggio. Il comando, che sovrintende alla Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti con base in Bahrein, ha affermato che "non tollererà azioni pericolose" e ha ricordato che "l'esercito americano dispone della forza più addestrata e letale al mondo". La portaerei USS Abraham Lincoln e i cacciatorpediniere lanciamissili di supporto si trovano ora nell'area.

Media, possibile attacco Usa già domenica

Alti funzionari militari statunitensi avrebbero la leadership di un alleato chiave degli Stati Uniti in Medioriente che il presidente Donald Trump potrebbe autorizzare un attacco statunitense contro l'Iran questo fine settimana. Gli attacchi potrebbero iniziare già domenica qualora gli Usa decidessero di procedere. Lo scrive Drop Site News citando diverse fonti a conoscenza del dossier. Secondo le fonti del sito indipendente non si tratterebbe di "armi nucleari o del programma missilistico" ma di un tentativo di "cambio di regime". I radi quindi oltre a prendere di mira siti nucleari, balistici e militari mirerebbero anche a "decapitare il governo iraniano", e in particolare "la leadership e le capacità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione".

Paesi arabi esortano Usa e Teheran alla moderazione

Gli alleati e i partner degli Stati Uniti in Medioriente stanno nuovamente esortando sia gli Stati Uniti che l'Iran alla moderazione, mentre l'amministrazione Trump avverte di un possibile attacco e rafforza la propria presenza militare nella regione. È quanto ha riferito un funzionario arabo, che ha parlato venerdì in forma anonima per discutere di colloqui diplomatici privati. Il funzionario afferma che Arabia Saudita, Turchia, Oman e Qatar hanno contattato i leader di Washington e Teheran per sottolineare che un'escalation causerebbe una massiccia destabilizzazione in tutta la regione e influenzerebbe i mercati energetici. Il presidente Ysa Donald Trump ha recentemente modificato la sua motivazione per una possibile azione militare, passando dal presentarla come una risposta alla repressione delle proteste anti-governative all'indicarla come un deterrente al programma nucleare iraniano. Venerdì Trump ha dichiarato di sperare di raggiungere un accordo con l'Iran, ma ha detto ai giornalisti: "Se non raggiungeremo un accordo, vedremo cosa succederà". Alla domanda se avesse dato all'Iran una scadenza, ha risposto in modo criptico: "Solo loro lo sanno con certezza". Ha affermato di aver comunicato le sue minacce direttamente ai funzionari del Paese, ma non ha fornito alcun dettaglio.

Secondo la fonte araba, gli Stati arabi e musulmani della regione temono che qualsiasi tipo di attacco statunitense all'Iran provocherebbe una risposta da parte di Teheran che, nell'immediato, sarebbe probabilmente diretta contro di loro o contro gli interessi americani nei loro paesi, causando danni collaterali. Il funzionario arabo ha affermato che il messaggio della regione agli Stati Uniti è che dovrebbero procedere con estrema cautela, consapevoli del caos che potrebbe derivarne; il messaggio all'Iran è invece che, se gli Stati Uniti dovessero attaccare, dovrebbero calibrare attentamente la loro risposta e non intraprendere azioni che potrebbero influenzare i Paesi vicini, ha affermato il funzionario. Le risorse statunitensi in Qatar, ad esempio, sono state oggetto di ritorsioni iraniane dopo gli attacchi aerei di Trump contro gli impianti nucleari iraniani lo scorso anno. Il funzionario ha aggiunto che, idealmente, non dovrebbe verificarsi nulla se non un periodo di estrema ansia, ma ha affermato che la situazione è imprevedibile e che nessuno, tranne Trump, sa se ci sarà un attacco. Il ministro della Difesa dell'Arabia Saudita, Khalid bin Salman, ha dichiarato venerdì sui social media di aver discusso a Washington con il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l'inviato del presidente Donald Trump nella regione Steve Witkoff e il generale Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, degli "sforzi per promuovere la pace e la stabilità regionale e globale". Un alto funzionario dell'amministrazione ha sottolineato che Trump "ha tutte le opzioni a sua disposizion"; il funzionario non ha fornito dettagli sul fatto che la Casa Bianca avesse indicazioni che l'Iran stesse prendendo provvedimenti per ricostruire il suo programma nucleare.

Comandante esercito Teheran: "Tecnologia nucleare non può essere distrutta"

La tecnologia nucleare dell'Iran "non può essere distrutta anche se scienziati e figli di questa nazione venissero martirizzati". Lo ha dichiarato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami. Lo riporta l'agenzia Isna. "Finché ci saranno giovani iraniani, scienziati iraniani, università e centri scientifici e organizzazioni iraniane basate sulla conoscenza, questa autorità scientifica esisterà", ha aggiunto spiegando che in questo momento la "potenza difensiva" del Paese è "senza dubbio più elevata" rispetto alla 'guerra dei 12 giornì.

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