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Le Idf avanzano in Libano, preso il castello crociato di Beaufort. Ira di Parigi, domani consiglio Onu d'emergenza

Macron: "Nulla giustifica la nuova escalation". Inviata all'Iran la proposta di accordo inasprita da Trump. Il presidente Usa: "Non avranno l'arma nucleare". Ma Teheran fa la voce grossa e presenta una nuova nave da guerra: "Può lanciare missili Cruise"

Le Idf avanzano in Libano, preso il castello crociato di Beaufort. Ira di Parigi, domani consiglio Onu d'emergenza
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Il New York Times scrive che il presidente Usa Donald Trump avrebbe inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran, rinviando le modifiche proposte a Teheran per la sua valutazione.

Un funzionario ha aggiunto inoltre che Trump è frustrato dalla lentezza con cui l'Iran ha risposto alle proposte Usa e ha aggiunto che le modifiche alla bozza apportate da Trump probabilmente mirano ad accelerare il processo, cercando di esercitare pressione sull'Iran affinché accetti il quadro già inviato alla Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, per l'approvazione.

Media, 'voci su dimissioni del presidente Pezeshkian, poi smentitè

 Il sito dell'opposizione iraniana Iran International ha reso noto che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe presentato una lettera di dimissioni alla guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. Ma il governo di Teheran, citato dall'agenzia Isna ha subito dopo smentito tale indiscrezione, accusando i media di "diffondere notizie false" a riguardo. Il presidente iraniano, citato da al Arabiya, ha poi così affermato: "Continuo a lavorare in questo campo e sono pronto a qualsiasi evenienza", sottolineando il suo impegno a proseguire il suo lavoro anche in questo periodo, sottolineando che l'Iran si trova "su un percorso irto di difficoltà e ostacoli", riferendosi alle sfide che il Paese deve affrontare sul fronte economico, politico e della sicurezza.

Macron, 'nulla giustifica la grave escalation nel sud del Libanò

"Nulla giustifica la grave escalation in corso nel Libano meridionale. La Francia continuerà a sostenere le autorità libanesi nei loro sforzi per ripristinare la sovranità statale e l'integrità territoriale del Paese". Così il presidente francese Emmanuel Macron, in un messaggio sulla sua pagina X. Macron ha poi rivolto un messaggio al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi: "è essenziale raggiungere rapidamente un accordo tra Stati Uniti e Iran. Bisogna cogliere questa opportunità ora - si legge su X-. La priorità deve essere la conclusione di un cessate il fuoco e l'immediata riapertura dello Stretto di Hormuz, senza precondizioni e nel rispetto del diritto internazionale". Per Macron, "i colloqui devono poi proseguire per raggiungere un accordo globale e solido su altre questioni, in particolare sui programmi nucleari e missilistici balistici e sulla stabilità regionale". La Francia è pronta a fare la sua parte, "assistendo alla ripresa del traffico marittimo con la missione multinazionale indipendente istituita con il Regno Unito - ha dichiarato -, sostenendo i colloqui sul nucleare con la sua esperienza e le sue capacità e contribuendo alla necessaria creazione di un quadro di sicurezza regionale, insieme ai partner la cui protezione ha contribuito a garantire negli ultimi mesi". "Si deve partire dal Libano, dove è urgente che tutte le armi tacciano, per sempre", ha infine chiosato il presidente francese auspicando stabilità regionale.

Libano: fonti, domani riunione emergenza Consiglio sicurezza Onu

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d'emergenza domani per discutere l'intensificarsi dell'offensiva israeliana in Libano, in seguito alla conquista del castello medievale di Beaufort. Lo riferito fonti diplomatiche all'Afp. L'incontro è stato richiesto dalla Francia e si terrà immediatamente dopo una riunione d'emergenza sull'incidente che ha coinvolto il drone russo che si è schiantato nella notte fra giovedì e venerdì scorso contro un condominio rumeno, prevista per le 15 ora locale, secondo quanto riferito dalle fonti.

Media, mediatori lavorano su memorandum Usa-Iran corretto da Trump

A partire da questa mattina, i mediatori stanno continuando a discutere i vari aspetti del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, dopo le correzioni richieste venerdì dal presidente americano Donald Trump. Secondo la Cbs News, la bozza revisionata è stata inviata a Teheran per l'approvazione e la parte americana è in attesa di risposta. Si tratta del terzo ciclo di modifiche apportate dal tycoon alla proposta Usa, oggetto di uno scambio continuo con Teheran tramite i mediatori, in un processo guidato dal Pakistan. La fonte anonima citata da Cbs News ha indicato che le modifiche americane sono state questa volta "piuttosto significative", malgrado non fossero immediatamente disponibili dettagli al riguardo

Media, l'Iran lancia attacchi contro gruppi armati nel nord dell'Iraq

Secondo i media statali iraniani, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha lanciato attacchi contro basi utilizzate da gruppi separatisti armati nel nord dell'Iraq. Lo riporta Al Jazeera. I media statali hanno riferito che l'operazione è stata condotta dalle forze di terra dei pasdaran, ma non hanno specificato quali gruppi siano stati presi di mira né fornito dettagli sulle località colpite.

Le Idf avanzano in Libano, preso il castello crociato di Beaufort. Teheran: "Non abbiamo fiducia nelle promesse Usa"

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio dovrebbe annunciare un nuovo accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele a seguito di negoziati politici che si terranno martedì. Lo riferisce la Lebanon Broadcasting Corporation International citando alcune fonti. I colloqui si svolgeranno il 2 e 3 giugno a Washington. Un cessate il fuoco è in vigore dal 17 aprile, ma entrambe le parti lo hanno ripetutamente violato, accusandosi reciprocamente di azioni aggressive che hanno provocato reazioni.

Iran ripristina la produzione di gas su tre piattaforme di South Pars

L'Iran ha ripristinato la produzione di gas su tre piattaforme offshore nel giacimento di South Pars, la cui attività era stata interrotta a seguito degli attacchi israeliani che avevano compromesso la capacità di lavorazione di alcuni impianti a terra. Lo ha dichiarato ai media statali l'amministratore delegato della Pars Oil and Gas Company, Touraj Dehqani, secondo quanto riportato dal Guardian. Dehqani ha affermato che le piattaforme non hanno subito danni. Ha aggiunto che la produzione delle tre piattaforme viene dirottata verso altri impianti di lavorazione nella regione, mentre proseguono i lavori di riparazione presso gli impianti danneggiati, tra cui la raffineria Phase 14.

Idf avanza troppo in Libano, Francia chiede riunione lampo Consiglio Onu

La Francia ha richiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo che l'esercito israeliano ha occupato l'iconica fortezza medievale di Beaufort in Libano, dove ora sventola la sua bandiera. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al canale televisivo Bfmtv. "Questo è un grave errore per Israele perché questa avanzata in territorio libanese non è solo contraria agli impegni assunti da Israele, dato che abbiamo un cessate il fuoco in Libano dal 17 aprile, ma è anche contraria al diritto internazionale", ha aggiunto.

Teheran, non abbiamo fiducia nelle promesse del nemico

"Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, sottolineando: "Il nostro criterio è rappresentato dai risultati concreti che dobbiamo ottenere (durante i colloqui con gli Stati Uniti) per adempiere ai nostri impegni. Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti".

Intervenendo oggi in una sessione online del Parlamento, Ghalibaf, che è anche il capo negoziatore nei colloqui Iran-USA, ha aggiunto: "Il nemico è in una nuova fase di guerra con l'Iran, attraverso la pressione economica e la propaganda mediatica per seminare discordia nel Paese al fine di compensare il suo fallimento militare e anche per costringerci a sottometterci. Noi dobbiamo mantenere l'unità. "I messaggi e la guida della Guida Mojtaba Khamenei sono la nostra mappa stradale", ha aggiunto, citato dall'Irna.

Idf, conquistato il castello crociato di Beaufort, nel sud del Libano

Le truppe israeliane hanno conquistato lo strategico Castello di Beaufort, costruito dai Crociati, nel sud del Libano. Lo annuncia l'esercito, citato dal Times of Israel, mentre l'Idf continua ad ampliare la sua offensiva di terra contro Hezbollah. L'emittente radiotelevisiva israeliana ha trasmesso immagini che mostrano la bandiera di Israele e lo stendardo della Brigata Golani sventolare sopra il castello di Beaufort, nel Libano meridionale, che si trova su un'altura a circa 15 chilometri dal confine con Israele, ricorda Al-Jazeera. Non c'è stato alcun commento immediato da parte delle autorità libanesi. La conquista del castello rappresenterebbe un importante successo per l'esercito israeliano. Le truppe israeliane avevano già conquistato il castello nel 1982 e lo avevano mantenuto fino al loro ritiro dal Libano nel 2000. L'Idf afferma di aver lanciato nei giorni scorsi un'operazione di terra nella zona di Beaufort Ridge e del torrente Wadi Saluki, "per distruggere le infrastrutture di Hezbollah ed eliminare i terroristi, nell'ambito del rafforzamento del controllo operativo nel Libano meridionale e della rimozione della minaccia diretta alla Galilea e a Metula", nonché per "estendere la linea di difesa avanzata". I soldati hanno attraversato l'ansa a 90 gradi del fiume Litani, proprio di fronte alla città di confine di Metula, e sono avanzati verso il castello, che domina la Galilea nel nord di Israele, e la zona di Nabatieh nel Libano meridionale. L'Idf afferma di aver esteso i raid nelle aree a nord del fiume Litani e che l'operazione si sta "estendendo ad altre zone". L'area di Beaufort e Wadi Saluki ospita "significative" infrastrutture di Hezbollah, che secondo l'Idf sono state realizzate con l'assistenza iraniana, "da cui i terroristi di Hezbollah hanno gestito i combattimenti e compiuto numerosi attentati terroristici". Secondo quanto riferito dall'esercito, centinaia di razzi sono stati lanciati dalla zona contro Israele e le truppe nel Libano meridionale.

Katz, il nemico jihadista capisce un solo linguaggio, conquistare territorio

"A 26 anni dal ritiro dalla zona di sicurezza in Libano, la bandiera israeliana sventola di nuovo sulle vette che sovrastano i villaggi della Galilea. I nostri soldati hanno riconquistato il Beaufort e vi rimarranno come parte della zona di sicurezza in Libano. Stiamo operando contro migliaia di case e infrastrutture terroristiche nei villaggi di confine libanesi, e ci basiamo su un principio chiaro: il nemico jihadista capisce un solo linguaggio: conquistare territorio e distruggere case". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz nel corso della cerimonia commemorativa per i caduti nella prima guerra del Libano del 1982.

Trump: hanno accettato di non sviluppare né acquistare armi nucleari

"Preferirei raggiungere un accordo, perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz al momento della firma. L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo". Lo ha dichiarato a Fox News il presidente americano Donald Trump, commetando gli ultimi sviluppi nei negoziati con l'Iran. "È stato molto interessante. Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nuclearè. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nuclearè. È una grande differenza - ha affermato Trump - Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta".

L'Iran presenterà nuova nave da guerra: può lanciare missili Cruise

L'Iran ha annunciato la presentazione della sua nuova nave d'attacco, denominata "27-Rajab". L'agenzia Fars ha affermato che l'unità può raggiungere velocità fino a 100 nodi (185 km/h) ed è equipaggiata per lanciare missili da crociera a lungo raggio

Trump: non abbiamo distrutto l'esercito perché è moderato

"La loro marina è completamente distrutta, al 100%. La loro aeronautica è completamente distrutta, al 100%. Il loro esercito, invece, lo abbiamo in qualche modo lasciato stare, perché riteniamo che sia in una certa misura moderato". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai microfoni di Fox News. "Abbiamo eliminato diverse figure della leadership e in realtà abbiamo lasciato stare il loro esercito. La gente sarà sorpresa nel sentirlo, perché nelle guerre sono stati commessi errori quando si è distrutto tutto e tutti, e poi ci si ritrova con un Paese che per 40 anni non riesce più a ricostruirsi - ha spiegato - Guardate cosa è successo con l'Iraq".

Esercito Iran: nuove aggressioni avranno risposte più dure delle precedenti

Il vice comandante per il coordinamento dell'esercito iraniano Habibollah Sayyary ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione contro il territorio iraniano riceverà una risposta ancora più vigorosa rispetto agli attacchi precedenti. "Oggi, l'esercito iraniano possiede le attrezzature più avanzate e moderne e ha resistito a qualsiasi mossa del nemico", ha affermato, citato dalla televisione di stato, aggiungendo: "L'esercito si oppone con fermezza e risolutezza a qualsiasi azione ostile".

Nyt: inviata all'Iran la proposta di accordo inasprita da Trump

Secondo tre funzionari, il presidente Trump ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran e ha rinviato le modifiche proposte al Paese per la sua valutazione. Lo scrive il New York Times. Un funzionario ha aggiunto che Trump era frustrato dalla lentezza con cui l'Iran ha risposto alle proposte Usa e ha inoltre affermato che le modifiche apportate da Trump - una nuova proposta più rigida - erano probabilmente volte ad accelerare il processo, esercitando pressione sull'Iran affinché accettasse il quadro quadro già inviato alla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, per l'approvazione.

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