Chi è Hagari, il contrammiraglio diventato il volto dell'esercito israeliano

Daniel Hagari è diventato portavoce dell'Idf nel gennaio del 2023. Ha dovuto gestire i difficili mesi della protesa contro la riforma della giustizia e ora deve mantenere alta la fiducia del popolo nella vittoria

Chi è Hagari, il contrammiraglio diventato il volto dell'esercito israeliano
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Da sabato 7 ottobre, il volto dell’Idf coinvolto nella guerra con Hamas è quello del contrammiraglio Daniel Hagari, capo dell’unità dei portavoce delle forze armate israeliane. Nelle drammatiche ore degli attacchi terroristici prima, e del contrattacco dello Stato ebraico poi, ha tenuto informata la popolazione tramite i suoi comunicati video, che hanno fatto il giro del mondo sui social network.

Nato nel 1976, ha iniziato il servizio di leva nel 1995 nell’unità speciale della marina militare Shayetet 13, un’equivalente degli incursori italiani. Tra il 2000 e il 2003 ha ricoperto il ruolo di comandante di plotone e ha partecipato all’operazione “Scudo difensivo” in Cisgiordania (2002). È poi passato alle squadre di ricognizione della brigata Nahal, dove è rimasto fino al 2004 con il grado di vicecomandante di battaglione.

È poi tornato alla Shayetet 13, dove è rimasto fino al 2012 nel ruolo di comandante di vascello, ufficiale addestratore e vicecomandante in capo. In seguito è stato nominato al vertice dell’ufficio del capo di Stato maggiore Benny Gantz, posizione che ha coperto tra il 2013 e il 2015. Ha continuato a scalare i ranghi delle forze armate israeliane, diventando prima il capo della direzione delle operazioni della marina (2014-2016), per poi tornare di nuovo allo Shayetet 13 con il grado di comandante.

Ha servito poi come comandante della flotta dal 2021 al gennaio 2023, quando è stato nominato capo dell’unità dei portavoce dell’Idf. È l’ultimo di una lunga serie di ufficiali di carriera che hanno ricoperto questo ruolo, in precedenza assegnato a civili con un passato da giornalisti o esperti in comunicazione.

Nello Stato di Israele si attribuisce grande valore a una stampa libera e a un giornalismo indipendente e investigativo. Siamo un'organizzazione che appartiene allo Stato, a tutti i civili e, naturalmente, a tutte le madri e i padri che hanno mandato le loro figlie e i loro figli nell'esercito”, ha detto nel suo discorso durante la cerimonia di insediamento. “Il portavoce dell'Idf deve essere credibile e rilevante, non solo per i media israeliani ma anche per i media internazionali. Dobbiamo riferire con credibilità al pubblico e al mondo, soprattutto per quanto riguarda gli eventi difficili. Solo così continueremo a conquistare la fiducia del pubblico”.

Hagari si è trovato fin da subito ad affrontare una situazione complicata. In Israele, l’esercito è parte integrante della comunità ed è stato coinvolto nelle proteste contro la riforma della giustizia che hanno spaccato il Paese.

A luglio, più di 10mila veterani e riservisti hanno preso parte alle manifestazioni, non presentandosi per i loro giorni di servizio obbligatorio e scatenando polemiche tra gli alti ranghi delle forze armate. In questi giorni, lo Stato ebraico si è trovato ad vivere uno dei momenti più difficili della sua storia e sulle spalle di Daniel Hagari è gravato il compito di mantenere alta la fiducia del popolo nell’esercito.

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