Da sabato 7 ottobre, il volto dell’Idf coinvolto nella guerra con Hamas è quello del contrammiraglio Daniel Hagari, capo dell’unità dei portavoce delle forze armate israeliane. Nelle drammatiche ore degli attacchi terroristici prima, e del contrattacco dello Stato ebraico poi, ha tenuto informata la popolazione tramite i suoi comunicati video, che hanno fatto il giro del mondo sui social network.
Israele bombarda Gaza. La minaccia di Hamas: "Uccideremo gli ostaggi". Due italiani dispersi | La direttaNato nel 1976, ha iniziato il servizio di leva nel 1995 nell’unità speciale della marina militare Shayetet 13, un’equivalente degli incursori italiani. Tra il 2000 e il 2003 ha ricoperto il ruolo di comandante di plotone e ha partecipato all’operazione “Scudo difensivo” in Cisgiordania (2002). È poi passato alle squadre di ricognizione della brigata Nahal, dove è rimasto fino al 2004 con il grado di vicecomandante di battaglione.
È poi tornato alla Shayetet 13, dove è rimasto fino al 2012 nel ruolo di comandante di vascello, ufficiale addestratore e vicecomandante in capo. In seguito è stato nominato al vertice dell’ufficio del capo di Stato maggiore Benny Gantz, posizione che ha coperto tra il 2013 e il 2015. Ha continuato a scalare i ranghi delle forze armate israeliane, diventando prima il capo della direzione delle operazioni della marina (2014-2016), per poi tornare di nuovo allo Shayetet 13 con il grado di comandante.
Ha servito poi come comandante della flotta dal 2021 al gennaio 2023, quando è stato nominato capo dell’unità dei portavoce dell’Idf. È l’ultimo di una lunga serie di ufficiali di carriera che hanno ricoperto questo ruolo, in precedenza assegnato a civili con un passato da giornalisti o esperti in comunicazione.
“Nello Stato di Israele si attribuisce grande valore a una stampa libera e a un giornalismo indipendente e investigativo. Siamo un'organizzazione che appartiene allo Stato, a tutti i civili e, naturalmente, a tutte le madri e i padri che hanno mandato le loro figlie e i loro figli nell'esercito”, ha detto nel suo discorso durante la cerimonia di insediamento. “Il portavoce dell'Idf deve essere credibile e rilevante, non solo per i media israeliani ma anche per i media internazionali. Dobbiamo riferire con credibilità al pubblico e al mondo, soprattutto per quanto riguarda gli eventi difficili. Solo così continueremo a conquistare la fiducia del pubblico”.
Hagari si è trovato fin da subito ad affrontare una situazione complicata. In Israele, l’esercito è parte integrante della comunità ed è stato coinvolto nelle proteste contro la riforma della giustizia che hanno spaccato il Paese. A luglio, più di 10mila veterani e riservisti hanno preso parte alle manifestazioni, non presentandosi per i loro giorni di servizio obbligatorio e scatenando polemiche tra gli alti ranghi delle forze armate. In questi giorni, lo Stato ebraico si è trovato ad vivere uno dei momenti più difficili della sua storia e sulle spalle di Daniel Hagari è gravato il compito di mantenere alta la fiducia del popolo nell’esercito.
"Palestinesi assetati di sangue". Il rapporto dell'Idf sulla guerra