Non solo tank: ora Kiev chiede gli F-16. E a Zaporizhzhia torna l'incubo nucleare

Il consigliere segretario della Difesa ucraino, Yuriy Sak, ha dichiarato che Kiev punta ad ottenere gli F-16. Sul campo di battaglia si segnalano intanto potenti esplosioni vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Non solo tank: ora Kiev chiede gli F-16. E a Zaporizhzhia torna l'incubo nucleare

Dopo i carri armati è il momento dei jet da combattimento in Ucraina. Volodymyr Zelensky ha chiesto ai partner occidentali armi adeguate con le quali bloccare l'esercito russo. In particolare, Kiev punta a ottenere la fornitura di cacciabombardieri F-16 da parte del blocco occidentale. In caso di fumata bianca i velivoli si uniranno, con tempistiche ancora da chiarire, ai tank Leopard e Abrams che saranno inviati a Kiev, nei prossimi mesi, da Germania e Stati Uniti.

Nel frattempo la guerra prosegue. Nelle ultime ore la Russia ha lanciato decine di missili – compresi i missili ipersonici Kinzhal - contro le infrastrutture ucraine. Segnalate potenti esplosioni nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

L'Ucraina chiede i jet

Il consigliere segretario della Difesa ucraino, Yuriy Sak, ha dichiarato al quotidiano statunitense The Hill che Kiev intende ottenere gli F-16. Secondo il funzionario, il governo ucraino è ottimista di poter spingere gli Stati Uniti e i loro alleati a un impegno ancora maggiore nel conflitto, ottenendo moderni aerei da combattimento come richiesto sin dall'inizio della guerra, lo scorso febbraio.

"Di ogni tipo di arma che richiediamo, avevamo bisogno già ieri", ha dichiarato Sak. "Faremo tutto il possibile per assicurarci che l'Ucraina ottenga aerei da combattimento di quarta generazione il prima possibile", ha aggiunto.

Ricordiamo che fino ad ora i Paesi occidentali sono stati restii a inviare caccia da combattimento all'Ucraina, per non superare una linea rossa posta da Mosca contro l'invio di sistemi d'arma in grado di proiettare la forza ucraina sino alla Crimea e al territorio della Russia.

Linea rossa

Nonostante la linea rossa tracciata dalla Russia, secondo indiscrezioni rilanciate dai quotidiani statunitensi, la Casa Bianca sarebbe tuttavia propensa ad appoggiare attacchi ucraini contro la Crimea, in risposta ai preoccupanti progressi conseguiti dalle forze russe sul campo nelle ultime settimane. Ecco perché l'invio di aerei da combattimento all'Ucraina sarà quasi certamente oggetto delle prossime discussioni tra i Paesi membri della Nato.

Il Financial Times ha scritto che Lockheed Martin sarebbe pronta ad aumentare la produzione degli F-16 nell'ambito delle prime discussioni preliminari fra alcuni alleati dell'Ucraina sulla possibilità di fornire jet a Kiev.

Esplosioni a Zaporizhzhia

Mentre prosegue il dialogo sull'invio di armi a Kiev, il conflitto non lascia un attimo di respiro. Ieri la Russia ha lanciato 70 missili contro l'Ucraina nel corso di 44 attacchi aerei, di cui 18 con l'uso di droni di fabbricazione iraniana, ha reso noto su Facebook lo Stato Maggiore dell'esercito ucraino nel suo rapporto quotidiano sull'andamento della guerra.

Gli osservatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) hanno riferito di potenti esplosioni vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dai russi durante il massiccio attacco missilistico. L'annuncio è arrivato dal direttore generale dell'agenzia dell'Onu, Rafael Grossi.

Da parte sua, Renat Karchaa, consigliere dell'agenzia russa che gestisce le centrali nucleari del Paese - la Rosenergoatom - ha detto che le affermazioni di Grossi sono infondate, definendole una "provocazione".

L'intelligence britannica, intanto, dubita della veridicità delle notizie diffuse da Mosca su presunte avanzate dell'esercito russo nelle zone di Zaporizhzhia e Donetsk. "Negli ultimi sei giorni – ha scritto nel suo ultimo rapporto, divulgato dal ministero della Difesa di Londra - i commentatori online russi hanno sostenuto che le forze di Mosca hanno compiuto progressi significativi, sfondando le difese ucraine in due aree: nell'oblast di Zaporizhzhia, vicino a Orikiv e 100 km ad est, nell'oblast di Donetsk, vicino a Vuhledar".

"Le unità russe – ha concluso il report -hanno probabilmente condotto a livello locale attacchi esplorativi vicino a Orikiv e Vuhledar, ma è altamente improbabile che la Russia abbia effettivamente ottenuto progressi sostanziali".

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