I missili nordcoreani utilizzati nella guerra in Ucraina non sarebbero semplici repliche dei sistemi russi, né sarebbero stati prodotti sotto licenza. I KN-23 e KN-24 impiegati da Mosca contro Kiev rappresenterebbero qualcosa di più complesso. Ne sono convinti alcuni esperti ucraini che hanno effettuato approfondite analisi sui resti recuperati dopo un attacco su Kharkiv nel gennaio 2024. Pare, infatti, che questi vettori combinino elementi ispirati ai modelli russi Iskander con soluzioni progettuali autonome sviluppate a Pyongyang. Il risultato? Un “missile ibrido”.
Il “missile ibrido” di Kim
Secondo quanto riportato da Nk News, gli ingegneri militari ucraini hanno individuato caratteristiche che distinguono chiaramente i missili nordcoreani dalle controparti russe. In particolare, la geometria del KN-23 presenta proporzioni considerate uniche: un diametro di circa 110 centimetri nella sezione posteriore che si restringe a 90 nella parte anteriore, una configurazione che non trova riscontri in altri arsenali.
Il KN-24, invece, mostra dimensioni più convenzionali, con un diametro intorno ai 100 centimetri. L’analisi dei frammenti ha evidenziato almeno sette somiglianze strutturali con immagini provenienti da impianti industriali nordcoreani, tra cui dettagli come il numero di fori per il fissaggio degli ugelli e specifici alloggiamenti per ricevitori di navigazione satellitare.
Gli esperti di Kiev escludono quindi che si tratti di copie dirette dei sistemi sovietici o russi, suggerendo piuttosto che la Corea del Nord abbia rielaborato una versione iniziale dell’Iskander, adattandola alle proprie capacità industriali. Tra le differenze più rilevanti emerge anche l’uso di carburanti meno energetici, compensato però da motori più grandi per mantenere prestazioni simili in termini di gittata.
I jolly nordcoreani
Nonostante la qualità costruttiva dei suddetti missili resti disomogenea - le analisi parlano di tecniche produttive datate, con saldature paragonabili a quelle di mezzo secolo fa - questa apparente arretratezza non riduce la pericolosità dei sistemi: come tutti i missili balistici, anche i KN-23 e KN-24 sono difficili da intercettare e continuano a rappresentare una minaccia concreta per le difese aeree ucraine.
Kiev utilizza spesso una nomenclatura congiunta - “Iskander/KN-23” - per indicare queste armi, proprio a sottolinearne la parentela tecnologica.
Dall’inizio del conflitto, l’Ucraina afferma di aver abbattuto centinaia di questi missili, mentre la Corea del Nord avrebbe fornito alla Russia fino a 250 unità dal 2023.Con una gittata stimata fino a 800 chilometri per il KN-23 e oltre 400 per il KN-24, questi sistemi superano in alcuni casi le prestazioni degli Iskander originali.