Guerra

"Patriot subito. Guerra ai confini della Ue". Kuleba con Tajani per il G7 della svolta

Concluso il vertice di Capri. Difesa aerea per consentire a Kiev di non capitolare. Stoltenberg e gli sforzi Nato

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Agenda Capri. La richiesta ucraina di Patriot e Samp T è stato il clou della ministeriale del G7 presieduta dal numero uno della Farnesina, Antonio Tajani. Un desco che ha prestato ascolto alle istanze di Kiev, ribadite dal ministro Dmytro Kuleba direttamente al segretario di Stato americano Antony Blinken, che ha invitato il Congresso ad approvare la richiesta di finanziamento supplementare. Capri dunque come crocevia di emergenze, nella consapevolezza che il G7 italiano è presente su tutti i dossier.

Blinken e Kuleba hanno anche discusso di integrazione euro-atlantica, partita che si lega sia all`indirizzo impresso dalla Casa Bianca, incline a sbloccare l'impasse al Congresso ben prima delle elezioni presidenziali, sia al coordinamento con le nuove istituzioni europee che sorgeranno dalle elezioni di giugno. Il tutto mentre il segretario della Nato Jens Stoltenberg ha parlato apertamente di difesa aerea dell'Ucraina, annunciando una particolare attenzione da parte dell`alleanza. Il punto di caduta è il dispiegamento dei sistemi a Kiev: «C'è bisogno di più munizioni, di capacità di attacco più profonde, di maggiori capacità di manutenzione e riparazione», ha aggiunto, anche perché Kuleba ha usato toni perentori. La situazione sul campo di battaglia è in netto peggioramento, «siamo sull`orlo della guerra nell`Ue», per questa ragione «la risposta più semplice e rapida agli attacchi aerei russi è la difesa aerea. Perché è così difficile trovare sette batterie di Patriot?».

La risposta al quesito l'ha fornita Tajani, quando ha assicurato che lavorerà perché nel documento finale del G7 Esteri di Capri ci sia un riferimento alla difesa aerea per Kiev, ma l'Italia al momento non ha Patriot «e quindi non è una questione che ci riguarda, noi abbiamo già dato un pacchetto che è stato approvato tempo fa e ultimato con l'invio di materiale». Il capo della diplomazia italiana, inoltre, ha assicurato che dal punto di vista politico, della ricostruzione e del sostegno il governo è in prima fila, così come Roma può giocare un ruolo attivo sugli altri due dossier sul tavolo caprese: Israele e Africa. Sulla guerra in Medio Oriente Tajani spinge per la doppia mossa rappresentata dal cessate il fuoco e dalla soluzione a due stati, senza fare alcun passo indietro circa le sanzioni all'Iran e la ferma condanna per il vile attacco contro Israele, così come ha ribadito nei bilaterali con gli omologhi Baerbock, Sejourne e Cameron.

Sull'Africa, spicca la strategia legata al Piano Mattei: mettere l`Africa al centro dell'attenzione significa investire in stabilità e crescita. E il colloquio con il ministro degli Esteri della Mauritania Mohamed, Salem Ould Merzoug, certifica tutta l`attenzione africana per l`iniziativa italiana.

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