Si chiama Board of Peace, traducibile in italiano come Consiglio di Pace. È l'organizzazione istituita da Donald Trump per supervisionare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e, in seguito, ampliata per risolvere i conflitti globali. Ne fanno parte circa 30 Paesi, compreso Israele, ai quali sono affiancati quattro osservatori tra cui l'Italia. La sua struttura è piramidale e al vertice c'è l'ideatore del progetto: Trump in persona. Lo statuto stabilisce che il tycoon presieda il Consiglio e che potrà essere sostituito come presidente solo tramite "dimissioni volontarie o in seguito a incapacità, come stabilito da un voto unanime del consiglio esecutivo". Ogni membro sarà chiamato a svolgere un mandato non superiore a tre anni, a eccezione di chi contribuirà mettendo sul tavolo oltre 1 miliardo di dollari.
Cos'è il Board of Peace di Trump
Partiamo da chi compone il Board of Peace. I Paesi membri sono invitati dal tycoon. I governi che sceglieranno di versare subito 1 miliardo di dollari - finora lo hanno promesso solo quelli di Usa ed Emirati - avranno un seggio permanente. Gli altri potranno rimanere per soli tre anni e il loro rinnovo sarà a discrezione sempre di Trump. E sempre di Trump sarà il diritto di veto che influenzerà ogni decisione rilevante. Anche quella di creare, modificare o dissolvere gli organismi subordinati.
Il nucleo del Consiglio coincide con un particolare comitato esecutivo formato da personaggi vicinissimi a Trump. In questo cuore troviamo il genero del presidente statunitense, Jared Kushner, il segretario di Stato degli Usa, Marco Rubio, l'inviato speciale e negoziatore di fiducia di Trump, Steve Witkoff, e l'ex premier Tony Blair nei panni di inviato del Quartetto per il Medio Oriente. Spazio poi a Nickolay Mladenov, già coordinatore delle Nazioni Unite per il processo di pace che dovrà collegare il suddetto comitato esecutivo a un più allargato comitato esecutivo per Gaza e al comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, guidato da Ali Shaat, ex ministro dell'Autorità a Ramallah, e comprendente vari tecnocrati e funzionari palestinesi.
Come funziona e chi ne fa parte
Come funziona questo organismo? Il comitato esecutivo ha il compito di supervisionare la ricostruzione di Gaza, mentre un sottocomitato più generale eserciterà i poteri necessari e appropriati per attuare la missione di pace dello stesso Board of Peace. Un terzo sottocomitato, infine, affiderà a un gruppo di tecnocrati palestinesi il compito di amministrare i servizi pubblici a Gaza.
Oltre 20 Paesi hanno dichiarato che aderiranno al Consiglio direttivo, tra cui Albania, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bulgaria, Egitto, Ungheria, Indonesia, Israele, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Mongolia, Marocco, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam. Tra gli osservatori troviamo Italia, Romania, Grecia e Cipro (che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea). Altri, in particolare Cina e Russia, hanno dichiarato di essere stati invitati, ma non hanno specificato se avrebbero accettato.
Al netto dei soldi, Trump prevede di schierare soldati internazionali per stabilizzare Gaza. L'Indonesia ha subito fatto sapere di esser pronta a inviare 8.000 militari.
Questa forza multinazionale si muoverebbe in zone della Striscia pericolose caratterizzate da scontri pressoché quotidiani. Il suo compito? Disarmare Hamas. Ma sulle modalità permangono ancora dubbi. E polemiche.