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“La Russia potrebbe invadere le Svalbard

Secondo gli esperti, le spaccature causate da Trump per il controllo della Groenlandia rendono più probabile un’azione di Mosca nell’arcipelago norvegese

“La Russia potrebbe invadere le Svalbard
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Mentre le mire di Donald Trump sulla Groenlandia lacerano l’Alleanza atlantica, la Russia, e non solo, sfrutta il caos tra i partner occidentali per accrescere la sua influenza su un altro territorio artico, le isole Svalbard. L’arcipelago collocato a circa mille chilometri dal Polo Nord è sotto la sovranità della Norvegia, uno degli Stato fondatori della Nato (dettaglio non da poco), ma, in base ad un trattato del 1920, garantisce l’accesso a diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Cina e, appunto, Russia a condizione che le parti interessate si astengano dall’utilizzarlo per scopi militari.

La pluridecennale convivenza pacifica nell’estremo nord potrebbe però avere le ore contate. Come riferisce infatti il Wall Street Journal, la presenza militare della Federazione nell’Artico e le minacce di Trump nei confronti della Groenlandia, fattore impensabile sino a pochi anni fa, rischiano di sconvolgere la calma apparente nell’arcipelago norvegese. Le Svalbard preoccupano più dell’isola di ghiaccio controllata dalla Danimarca - che secondo il presidente americano sarebbe circondata da navi russe e cinesi - perché qui Mosca e Pechino sono davvero già presenti e stanno intensificando la loro cooperazione.

Stando a quanto riportato dal quotidiano finanziario, la Russia sta cercando di attrarre scienziati cinesi e stranieri in una nuova stazione di ricerca a Barentsburg, una città mineraria delle Svalbard dove gli stipendi vengono pagati in rubli e le televisioni trasmettono canali russi. Intanto, Washington e Oslo hanno lanciato un allarme sulle finalità militari di un centro scientifico cinese nell’arcipelago e l’unica università delle Svalbard l’anno scorso ha bandito gli studenti della Repubblica popolare dopo che l’intelligence norvegese li aveva definiti come un rischio per la sicurezza.

Le dichiarazioni che arrivano da Mosca acuiscono i timori occidentali. Il ministero degli Esteri russo ha infatti messo in dubbio la sovranità norvegese sull’arcipelago e parlamentari della Federazione hanno evocato la firma di un possibile accordo con il leader degli Stati Uniti che preveda la spartizione dell’Artico. Andrei Gurulyov, ex generale e oggi deputato, ha affermato l’anno scorso che Mosca dovrebbe prendere il controllo delle Svalbard e rafforzare la sua presenza militare nella regione. A ciò si aggiungono sabotaggi dei cavi sottomarini che garantiscono la connessione a internet.

In risposta alle minacce che giungono dalla Russia, la Norvegia ha aumentato i pattugliamenti marittimi, inasprito le regole per gli stranieri e discusso l’avvio dell’esplorazione dei fondali marini circostanti dove si troverebbero terre rare. Oslo ha inoltre designato il 2026 “Anno della difesa totale”, sensibilizzando la partecipazione dei cittadini norvegesi ad ogni livello. Funzionari di Oslo ritengono che la Norvegia dovrebbe dislocare risorse militari nell’arcipelago come forma di deterrenza ma Mosca si è già espressa contro tale prospettiva ritenendo che essa violerebbe gli accordi del 1920 che proibiscono l’uso delle isole artiche per scopi bellici.

Gli esperti temono che il rafforzamento militare delle Svalbard da parte della Norvegia potrebbe portare la Russia ad invadere le isole per salvaguardare la penisola di Kola, dove è collocato uno strategico arsenale di armi nucleari, e il suo accesso all’ampio tratto di

mare che separa l’arcipelago dal resto della terraferma norvegese. La divisione tra partner occidentali provocata da Trump sulla Groenlandia, sottolineano gli analisti, rende tale scenario decisamente più probabile.

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