Leggi il settimanale

Trump minaccia l'Iran e posta una foto con la mitragliatrice: "Si dia una regolata. Basta con il Signor Gentile"

Dalla provocazione social di Donald Trump alle accuse formali di Teheran all’Onu, fino alla pressione economica Usa e all’allarme europeo: lo scontro con l’Iran si allarga tra petrolio, Hormuz e sicurezza energetica globale

Diretta Trump minaccia l'Iran e posta una foto con la mitragliatrice: "Si dia una regolata. Basta con il Signor Gentile"
00:00 00:00

L’escalation tra Stati Uniti e Iran si muove su più fronti. Donald Trump torna ad attaccare con un post accompagnato da un’immagine generata dall’IA, mentre Teheran denuncia all’Onu presunti sequestri di petrolio da parte di Washington.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent rivendica la “massima pressione” economica, mentre lo Stretto di Hormuz resta snodo cruciale, con Tokyo che segnala il passaggio in sicurezza di una propria nave. Intanto Ursula von der Leyen avverte: le conseguenze del conflitto peseranno su energia e mercati per mesi, se non anni.

Teheran denuncia atti di pirateria da Usa in lettera all'Onu

L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di “coercizione illegale” e “interferenza nel legittimo commercio internazionale” per il sequestro di navi mercantili e il presunto trasferimento di petrolio iraniano. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim citando una lettera inviata alle Nazioni Unite dall’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani. Nel documento indirizzato al segretario generale dell'Onu e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Iravani parla di “atti internazionalmente illeciti” e di un “sequestro in stile piratesco” delle navi MT Majestic e MT Tiffany, con il presunto “furto di 3,8 milioni di barili di petrolio iraniano”. Secondo Teheran, tali operazioni costituirebbero “un altro esempio di illegalità” e una violazione della Carta Onu, in particolare dell’articolo 2(4), configurandosi come “uso della forza contro navi civili impegnate in attività commerciali legittime”.

 La lettera definisce le azioni attribuite a Washington come “atto di aggressione ai sensi della Risoluzione 3314 dell’Assemblea generale”, sostenendo che si tratti di “pirateria e terrorismo di Stato sotto copertura di procedimenti interni privi di validità internazionale”. Iravani ha inoltre affermato che gli Stati Uniti “si assumono la piena responsabilità internazionale” per le conseguenze di queste operazioni e ha chiesto al Consiglio di sicurezza di “condannare con la massima fermezza” tali atti, sollecitando anche “il rilascio immediato e incondizionato delle navi e dei carichi sequestrati”.

Trump posta un'immagine con la mitragliatrice: "Iran si dia una regolata"

Donald Trump ha nuovamente attaccato l'Iran in un post sui social media, affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come firmare un accordo non nucleare". Il post, pubblicato quando a Washington sono le 4 del mattino, è accompagnato da un'immagine evidentemente generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena montuosa sconvolta dalle esplosioni. "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE", recita la didascalia, riprendendo un precedente post di Trump in cui il presidente affermava di voler adottare una linea dura nei confronti dell'Iran. 

Trump mitragliatrice 2

Tokyo: "Una nostra nave ha passato con successo lo stretto di Hormuz"

Una nave di provenienza giapponese, rimasta ferma nel Golfo Persico, è riuscita ad attraversare oggi con successo lo Stretto di Hormuz "ed è stata evacuata al di fuori del Golfo Persico, dirigendosi verso il Giappone". Lo scrive il ministro degli esteri giapponese su X, aggiungendo che a bordo della nave si trovano tre membri dell'equipaggio giapponesi. Toshimitsu Motegi aggiunge che "il governo considera positivamente il transito di questa nave di provenienza giapponese, anche nell'ottica della protezione dei cittadini giapponesi. Il nostro Paese intende continuare a sollecitare la parte iraniana affinché le restanti navi di provenienza giapponese, così come le navi di tutti i Paesi, possano attraversare lo Stretto di Hormuz liberamente e in sicurezza".

von der Leyen: "Sentiremo conseguenze guerra Iran per mesi o anni"

"Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, a due mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Ribadendo l'impegno Ue per la fine della guerra, la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo di pace che includa il nucleare iraniano, la leader dell'esecutivo Ue sottolinea che per l'Ue il conflitto rappresenta la "seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni". "La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall'energia importata", prosegue von der Leyen, sottolineando che nei primi 60 giorni di conflitto l'Ue ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. "Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", aggiunge. La leader della Commissione europea sottlinea che già oggi i Paesi membri con una quota maggiore di fonti a basse emissioni nel proprio mix energetico sono meno colpiti dalla crisi. "In un Paese come la Svezia, quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per megawattora (MWh), la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleare. È così che ci isoliamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", rileva.

Bessent, blocco Hormuz costringerà Teheran a ridurre produzione petrolio

"A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane". Lo ha scritto su X il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi", ha aggiunto.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica