L’escalation tra Stati Uniti e Iran si muove su più fronti. Donald Trump torna ad attaccare con un post accompagnato da un’immagine generata dall’IA, mentre Teheran denuncia all’Onu presunti sequestri di petrolio da parte di Washington.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent rivendica la “massima pressione” economica, mentre lo Stretto di Hormuz resta snodo cruciale, con Tokyo che segnala il passaggio in sicurezza di una propria nave. Intanto Ursula von der Leyen avverte: le conseguenze del conflitto peseranno su energia e mercati per mesi, se non anni.Putin a Trump: operazione di terra in Iran sarebbe inaccettabile e pericolosa
Vladimir Putin ha detto Donald Trump che condurre un'eventuale operazione di terra in Iran sarebbe "inaccettabile e pericolosa". Lo ha detto il consigliere presidenziale russi Yury Ushakov dopo la telefonata tra i due leader. "Il presidente russo ha richiamato l'attenzione sulle inevitabili e gravissime conseguenze non solo per l'Iran e i suoi vicini, ma anche per l'intera comunità internazionale, se gli Stati Uniti e Israele dovessero ricorrere nuovamente ad azioni violente. E, naturalmente, l'opzione di un'operazione di terra sul territorio iraniano appare del tutto inaccettabile e pericolosa", ha dichiarato Ushakov.
Axios, pronto piano Usa per ondata attacchi breve e potente
Donald Trump ha respinto l'offerta dell'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz: il presidente ritiene che il mantenimento del blocco navale è la sua principale leva negoziale ma valuterebbe un'azione militare qualora l'Iran continuasse a non cedere. Lo riporta Axios, secondo il quale il Centcom ha messo a punto un piano per un'ondata di attacchi "breve e potente" contro l'Iran nella speranza di sbloccare lo stallo nei negoziati
Trump, blocco andrà avanti finché non ci sarà accordo su nucleare
Il president Donald Trump ha annunciato che intende mantenere il blocco navale contro l'Iran fino a quando il regime non accetterà un accordo sul programma nucleare. In un'intervista telefonica di 15 minuti ad Axios, il capo della Casa Bianca ha sottolineato che il blocco è "in qualche modo più efficace dei bombardamenti". "Vogliono un accordo. Non vogliono che io mantenga il blocco. Io non voglio toglierlo perché non voglio che abbiano un'arma nucleare", ha aggiunto Trump.
Iran, Ghalibaf accusa Trump: punta su pressione economica per piegarci
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha accusato Trump di voler piegare l'Iran attraverso "pressioni economiche" e "divisioni" interne e in un messaggio audio, citato dall'agenzia Tasnim, ha delineato quella che ha definito la nuova fase della strategia dei "nemici" contro la Repubblica islamica. Nel suo intervento, Ghalibaf ha ripercorso le diverse fasi del confronto: dal tentativo di "annientare" il regime di Teheran nei primi "tre giorni" di guerra, uccidendo la Guida Suprema ed i comandanti militari, fino ai presunti piani di fomentare disordini interni, sostenere movimenti separatisti nell'ovest (i curdi, ndr) ed applicare il 'modellò Venezuela all'Iran. Tutte strategie che, a suo dire, sono "fallite".
Pentagono: la guerra contro l'Iran è costata finora 25 miliardi di dollari
La guerra in Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso. È la prima volta che il Pentagono fornisce pubblicamente una stima dei cost dell'operazione militare "Epic fury".
La maggior parte dell’uranio altamente arricchito dell’Iran è probabilmente ancora nel suo complesso nucleare di Isfahan, che è stato bombardato da attacchi aerei lo scorso anno e ha subito attacchi meno intensi nella guerra Usa-Israele di quest’anno. Lo ha dichiarato all’Associated Press il capo dell’agenzia nucleare dell’Onu, Rafael Grossi. Spiegando che l'Aiea dispone di immagini satellitari che mostrano gli effetti degli ultimi attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e che "continua a ricevere informazioni".Le ispezioni dell’Aiea a Isfahan sono terminate quando Israele lo scorso giugno ha lanciato una guerra di 12 giorni che ha visto gli Stati Uniti bombardare tre siti nucleari iraniani.
Pasdaran: "Se gli Usa ci attaccano bruceremo le loro gigantesche navi"
"Se gli Stati Uniti dovessero commettere un altro errore di valutazione e attaccare la Repubblica Islamica dell'Iran, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione metterà in campo le sue nuove carte, anche nella localizzazione intelligente dei bersagli, e ridurrà in cenere le gigantesche navi da guerra del regime criminale con il fuoco della sua ira, mettendole fuori uso". Lo ha dichiarato il vice comandante per gli Affari politici dei Pasdaran, Mohammad Akbarzadeh, in un discorso pronunciato a Minab, teatro lo scorso 28 febbraio di un raid su una scuola costato la vita ad almeno 165 persone, in gran parte studentesse. L'Iran "farà leva anche sugli altri suoi strumenti di potere di cui dispone, attivandoli sui vari fronti della resistenza", ha aggiunto Akbarzadeh, citato dall'agenzia di stampa Fars.
Teheran minaccia: "Azioni militari senza precedenti contro il blocco Usa"
Secondo quanto riportato dal canale televisivo statale Press TV, ripreso da Sky News, l'Iran potrebbe presto intraprendere "azioni militari concrete e senza precedenti" in risposta al blocco navale statunitense dei porti iraniani. Citando una "fonte di sicurezza di alto livello", l'emittente afferma che la mancata azione dell'Iran contro il blocco è stata un tentativo di "dare una possibilità alla diplomazia". Tuttavia, gli Usa "dovrebbero presto aspettarsi un diverso tipo di risposta al blocco navale in corso" se le condizioni dell'Iran venissero respinte.
Grossi (Aiea): uranio arricchito probabilmente ancora nel sito si Isfahan
La maggior parte dell’uranio altamente arricchito dell’Iran è probabilmente ancora nel suo complesso nucleare di Isfahan, che è stato bombardato da attacchi aerei lo scorso anno e ha subito attacchi meno intensi nella guerra Usa-Israele di quest’anno. Lo ha dichiarato all’Associated Press il capo dell’agenzia nucleare dell’Onu, Rafael Grossi. Spiegando che l'Aiea dispone di immagini satellitari che mostrano gli effetti degli ultimi attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e che "continua a ricevere informazioni".Le ispezioni dell’Aiea a Isfahan sono terminate quando Israele lo scorso giugno ha lanciato una guerra di 12 giorni che ha visto gli Stati Uniti bombardare tre siti nucleari iraniani.
Teheran: abbiamo neutralizzato armi Usa e le stiamo studiando
Oltre 15 missili americani "di grosso di calibro" sono stati "neutralizzati" nel corso della guerra dalle forze armate iraniane e lo loro munizioni sono state trasferite a "unità tecniche e di ricerca" per poterli studiare. Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. Fra gli armamenti che sarebbero nelle mani di Teheran anche una bomba anti-bunker GBU-57.
Teheran denuncia atti di pirateria da Usa in lettera all'Onu
L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di “coercizione illegale” e “interferenza nel legittimo commercio internazionale” per il sequestro di navi mercantili e il presunto trasferimento di petrolio iraniano. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim citando una lettera inviata alle Nazioni Unite dall’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani. Nel documento indirizzato al segretario generale dell'Onu e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Iravani parla di “atti internazionalmente illeciti” e di un “sequestro in stile piratesco” delle navi MT Majestic e MT Tiffany, con il presunto “furto di 3,8 milioni di barili di petrolio iraniano”. Secondo Teheran, tali operazioni costituirebbero “un altro esempio di illegalità” e una violazione della Carta Onu, in particolare dell’articolo 2(4), configurandosi come “uso della forza contro navi civili impegnate in attività commerciali legittime”.
Trump posta un'immagine con la mitragliatrice: "Iran si dia una regolata"
Donald Trump ha nuovamente attaccato l'Iran in un post sui social media, affermando che il regime deve "darsi una regolata" e non sa "come firmare un accordo non nucleare". Il post, pubblicato quando a Washington sono le 4 del mattino, è accompagnato da un'immagine evidentemente generata dall'intelligenza artificiale che lo ritrae mentre impugna una mitragliatrice in piedi di fronte a una catena montuosa sconvolta dalle esplosioni. "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE", recita la didascalia, riprendendo un precedente post di Trump in cui il presidente affermava di voler adottare una linea dura nei confronti dell'Iran.
Tokyo: "Una nostra nave ha passato con successo lo stretto di Hormuz"
Una nave di provenienza giapponese, rimasta ferma nel Golfo Persico, è riuscita ad attraversare oggi con successo lo Stretto di Hormuz "ed è stata evacuata al di fuori del Golfo Persico, dirigendosi verso il Giappone". Lo scrive il ministro degli esteri giapponese su X, aggiungendo che a bordo della nave si trovano tre membri dell'equipaggio giapponesi. Toshimitsu Motegi aggiunge che "il governo considera positivamente il transito di questa nave di provenienza giapponese, anche nell'ottica della protezione dei cittadini giapponesi. Il nostro Paese intende continuare a sollecitare la parte iraniana affinché le restanti navi di provenienza giapponese, così come le navi di tutti i Paesi, possano attraversare lo Stretto di Hormuz liberamente e in sicurezza".
von der Leyen: "Sentiremo conseguenze guerra Iran per mesi o anni"
"Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, a due mesi dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Ribadendo l'impegno Ue per la fine della guerra, la piena riapertura dello Stretto di Hormuz e un accordo di pace che includa il nucleare iraniano, la leader dell'esecutivo Ue sottolinea che per l'Ue il conflitto rappresenta la "seconda grande crisi energetica nel breve arco di quattro anni". "La lezione dovrebbe essere chiara per tutti: in un mondo turbolento come il nostro, non possiamo semplicemente essere eccessivamente dipendenti dall'energia importata", prosegue von der Leyen, sottolineando che nei primi 60 giorni di conflitto l'Ue ha speso 27 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. "Stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica", aggiunge. La leader della Commissione europea sottlinea che già oggi i Paesi membri con una quota maggiore di fonti a basse emissioni nel proprio mix energetico sono meno colpiti dalla crisi. "In un Paese come la Svezia, quando il prezzo del gas aumenta di 1 euro per megawattora (MWh), la bolletta elettrica aumenta solo di 0,04 euro per MWh, perché quasi tutta l'elettricità svedese proviene da rinnovabili e nucleare. È così che ci isoliamo dagli shock futuri, ed è questa la strada verso un'Europa indipendente", rileva.
Bessent, blocco Hormuz costringerà Teheran a ridurre produzione petrolio
"A seguito della campagna di massima pressione, l'inflazione a Teheran è raddoppiata e la sua valuta si è rapidamente deprezzata. L'isola di Kharg, il principale terminale di esportazione petrolifera iraniano, sta per raggiungere la sua capacità massima di stoccaggio, il che costringerà il regime a ridurre la produzione di petrolio, con conseguente perdita di entrate pari a circa 170 milioni di dollari al giorno e danni permanenti alle infrastrutture petrolifere iraniane". Lo ha scritto su X il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro continuerà a esercitare la massima pressione e qualsiasi persona, nave o entità che agevoli flussi illeciti verso Teheran rischia di essere soggetta a sanzioni statunitensi", ha aggiunto.