Al presidente Trump non piace la proposta di Teheran, avanzata tramite il Pakistan, che esclude la questione nucleare dall'accordo di pace. I funzionari americani sono preoccupati per le divisioni all'interno del regime iraniano e non sono certi di chi detenga il potere decisionale ultimo su un potenziale accordo.
Intanto alle Nazioni Unite l'Iran fa sapere che il ritorno della sicurezza e della stabilità nel Golfo dipende da "garanzie credibili" contro qualsiasi nuovo attacco israelo-americano. E prova ad alzare la voce: "Gli Usa non sono più in grado di dettare la linea agli altri Paesi".Usa, fermata una nave per sospetta violazione del blocco dei porti iraniani
Gli Stati Uniti hanno abbordato la M/V Blue Star III, una nave commerciale sospettata di voler violare il blocco dei porti iraniani. Lo annuncia il Comande Centrale americano precisando di "aver rilasciato l'imbarcazione dopo aver condotto una perquisizione e aver verificato che la rotta della nave non avrebbe incluso scali in porti iraniani". Finora, 39 nave sono state reindirizzate dall'inizio del blocco Usa.
Trump contro Merz, pensa che l'Iran possa avere il nucleare, non sa di cosa parla
Donald Trump attacca il cancelliere tedesco Friedric Merz. "Ritiene accettabile che l'Iran possieda un'arma nucleare. Non sa di cosa sta parlando! Se l'Iran possedesse un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe tenuto in ostaggio", ha scritto il presidente sul suo social Truth. "Sto facendo qualcosa con l'Iran, proprio in questo momento, che altre nazioni, o altri presidenti, avrebbero dovuto fare molto tempo fa. Non c'è da stupirsi che la Germania stia andando così male, sia economicamente che sotto altri aspetti", ha messo in evidenza. Merz ha detto ieri che gli iraniani hanno umiliato gli Stati Uniti.
Israele, Libano non può parlare di sovranità finché Hezbollah controlla territorio
L'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha dichiarato al Consiglio di Sicurezza che il Libano "non può parlare di sovranità finché Hezbollah controlla il territorio senza ostacoli e continua a sparare contro i civili israeliani". Danon ha rilasciato queste dichiarazioni durante una discussione sulla situazione in Medio Oriente, in cui ha criticato il comportamento della comunità internazionale: "Se il Consiglio di Sicurezza vuole davvero aiutare, dovrebbe porre al governo libanese domande semplici: quante armi di Hezbollah sono state sequestrate, quali tunnel sono stati distrutti e cosa si sta facendo per fermare il contrabbando di armi dall'Iran".
Idf conferma distruzione tunnel Hezbollah, fra i più lunghi mai scoperti
Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato di aver individuato e distrutto due importanti tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano, che, a loro dire, erano stati costruiti dal gruppo terroristico con la "guida diretta" dell'Iran. Secondo l'Idf, i tunnel sono stati costruiti nell'arco di un decennio, raggiungendo profondità di circa 25 metri, e sono stati "finanziati dal regime terroristico iraniano e nell'ambito del piano di Hezbollah per conquistare la Galilea". I due tunnel, situati vicini l'uno all'altro ma non collegati, si estendono per una lunghezza complessiva di circa due chilometri, rappresentando uno dei sistemi sotterranei più lunghi scoperti finora dai militari nel Libano meridionale. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, i tunnel facevano parte di una più ampia rete sotterranea situata nelle città di Rab al-Thalathin e Mays al-Jabal, risalente ai combattimenti del 2024. Le Idf ritengono che i siti sotterranei fossero stati progettati da Hezbollah per fungere da base operativa, dove centinaia di terroristi si sarebbero radunati al momento dell'ordine, avrebbero raccolto equipaggiamento e si sarebbero preparati ad attaccare le città israeliane. I piani di invasione di Hezbollah non si sono mai concretizzati. Le truppe della 36ª Divisione hanno fatto irruzione a Qantara, a circa 10 chilometri dal confine israeliano, durante l'attuale offensiva contro Hezbollah, a seguito di "informazioni precise" sui sistemi di tunnel, afferma l'esercito. Gli ingressi dei tunnel erano relativamente nascosti. Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane, all'interno dei tunnel sono state rinvenute numerose armi e attrezzature che gli agenti di Hezbollah avrebbero potuto utilizzare per risiedervi a lungo. Uno dei tunnel presentava una decina di stanze, ognuna con diversi letti a castello. Secondo quanto affermato dai militari, i tunnel erano dotati anche di pozzi di lancio per razzi, con lanciatori al loro interno puntati contro Israele. I tunnel sono stati inoltre costruiti "secondo gli standard iraniani" e l'Iran è stato direttamente coinvolto nella pianificazione e nel finanziamento dei sistemi sotterranei. Questo pomeriggio sono state fatte saltare in aria le gallerie utilizzando 450 tonnellate di esplosivo.
Beirut, due soldati libanesi feriti in un attacco israeliano
Un attacco israeliano contro truppe e soccorritori libanesi durante un'operazione di salvataggio nel villaggio di Majdal Zoun, nel sud del Libano, ha ferito due soldati libanesi. Lo ha dichiarato oggi l'esercito libanese, scrive il Guardian. Separatamente, il ministero della Salute del Paese ha dichiarato che almeno 2.534 persone sono state uccise e 7.863 ferite dagli attacchi israeliani dal 2 marzo.
Iran, se il nemico intraprende una nuova azione si troverà di fronte a nuovi scenari
Un portavoce dell'esercito iraniano ha affermato che per l'Iran "la situazione è ancora di guerra e vi è un monitoraggio e una sorveglianza continui". Lo scrive il Guardian. "Se il nemico intraprenderà una nuova azione, si troverà di fronte a nuovi strumenti, metodi e scenari ", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Media, in Iran è in arrivo uno tsunami della disoccupazione
I media iraniani hanno riportato che circa 320.000 candidature sono state presentate sulla piattaforma di ricerca lavoro JobVision in un giorno. Il numero ha battuto tutti i record precedenti ed è considerato un segnale di un "tsunami della disoccupazione" in Iran. Lo scrive il sito di informazione indipendente Iran Wire, ricordando che JobVision è una delle principali piattaforme di reclutamento online iraniane. Con la guerra il mercato del lavoro iraniano è entrato in una nuova fase di recessione e licenziamenti. Le interruzioni di internet, le restrizioni commerciali, il calo delle esportazioni e l'incertezza legata alle tensioni sulla sicurezza stanno spingendo le piccole e medie imprese (soprattutto nei settori tecnologico, dei trasporti, del turismo e dei servizi) a ridurre il personale o licenziare dipendenti. I sindacati segnalato che molte unità produttive del settore privato hanno sospeso le assunzioni o chiuso temporaneamente. L'aumento dei costi delle materie prime, le difficoltà nelle transazioni finanziarie internazionali e il forte calo della domanda interna hanno reso le attività sempre più complesse. La crisi sta colpendo più duramente giovani, donne e lavoratori informali e gli economisti avvertono che, senza politiche mirate a sostegno, la disoccupazione potrebbe trasformarsi in una delle sfide sociali più gravi del Paese.
Idf demolisce vasto sistema di tunnel Hezbollah nel sud del Paese
Le Forze di Difesa Israeliane hanno demolito un vasto sistema di tunnel di Hezbollah nella città di Qantara, nel sud del Libano. Filmati pubblicati dai media libanesi mostrano le esplosioni. Forti boati sono stati uditi in tutta la zona. Il Servizio Geologico di Israele afferma, come riporta Times of Israel, che la massiccia esplosione controllata è stata rilevata dal sistema di allerta sismica. Tuttavia, non sono state attivate le sirene di terremoto. L’esercito aveva comunicato in precedenza ai residenti che avrebbe garantito che l’esplosione controllata non attivasse le sirene di allarme terremoto, cosa che in passato è già accaduta.
Iran presenterà a giorni una nuova versione della sua proposta di pace
I mediatori del Pakistan prevedono di ricevere a giorni una proposta rivista dell'Iran per mettere fine alla guerra. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump ha fatto sapere di non voler accettare la versione precedente. Il processo per l'Iran è lento per le difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Wsj: "Sommerso dal petrolio l'Iran sfrutta serbatoi abbandonati e container improvvisati"
L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccare il proprio petrolio, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione, mentre il blocco navale statunitense blocca le sue esportazioni e i negoziati per porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo".Lo scrive il Wall Street Journal sottolineando che Teheran "sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina" per far fronte al troppo greggio.
Trump: "Teheran ci ha detto che Paese è al collasso, chiedono apertura Hormuz"
L'Iran ci ha appena comunicato di trovarsi in uno 'stato di collasso'. Ci chiedono di 'aprire lo Stretto di Hormuz' il prima possibile, mentre cercano di chiarire la situazione alla guida del Paese (cosa che, a mio avviso, riusciranno a fare!)". Lo scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Cnn: Washington e Teheran non sarebbero lontane da accordo
Gli Stati Uniti e l'Iran non sarebbero così distanti da un accordo per mettere fine alla guerra. Lo scrive la Cnn citando fonti vicine al processo di mediazione. Secondo le stesse fonti infatti dietro le quinte proseguono intense attività diplomatiche e i colloqui in corso si concentrano su un processo a fasi, in cui la prima parte di un potenziale accordo si concentrerebbe sul ritorno allo status quo prebellico e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz senza restrizioni né pedaggi. La questione del programma nucleare iraniano – che sia gli Stati Uniti che Israele citarono come casus belli – sarebbe stata affrontata in seguito. Secondo le fonti, i mediatori starebbero esercitando pressioni su entrambe le parti per raggiungere un accordo, e i prossimi giorni si preannunciano particolarmente cruciali. Su tutto - viene sottolineato - incombe la possibilità che gli Stati Uniti decidano di ritirarsi e tornare in guerra.
Iran: con sequestro petroliere legalizzata la pirateria
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, torna a condannare il sequestro di petroliere in acque internazionali da parte degli Usa. "Si tratta di una vera e propria legalizzazione della pirateria e delle rapine a mano armata in alto mare", ha scritto sul suo profilo X. "Bentornati i pirati - ha aggiunto - solo che ora operano con mandati governativi, navigano sotto bandiere ufficiali e definiscono il loro bottino 'attività di contrasto alla criminalità".
Iran: "Gli Usa non più in grado di dettare la linea agli altri Paesi"
Un esponente governativo di Teheran ha sostenuto che gli Stati Uniti non sono più in grado di "dettare la propria linea politica" agli altri Paesi, mentre Washington starebbe valutando una nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di dettare la loro politica alle nazioni indipendenti", ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Reza Talaei-Nik, secondo la televisione di Stato, aggiungendo che Washington "accetterà di dover rinunciare alle sue richieste illegali e irrazionali".
Vance preoccupato dalla gestione della guerra da parte del Pentagono
In vari incontri a porte chiuse il vicepresidente americano JD Vance avrebbe ripetutamente messo in discussione la descrizione della guerra in Iran fornita dal Dipartimento della Difesa, mettendo l'accento sul fatto che il Pentagono avrebbe minimizzato quello che sembra essere il drastico esaurimento delle scorte missilistiche statunitensi. Lo riporta The Atlantic. Due alti funzionari dell'amministrazione Usa - viene spiegato - hanno riferito che Vance ha messo in dubbio l'accuratezza delle informazioni fornite dal Pentagono sulla guerra e ha espresso le sue preoccupazioni circa la disponibilità di alcuni sistemi missilistici durante colloqui con il presidente Trump.
Rubio: l'Iran usa Hezbollah e punta a dominare la regione
L’Iran utilizza alleati regionali come Hezbollah in Libano per espandere la propria influenza e punta a "dominare la regione". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in un'intervista a Fox News, sottolineando che la questione nucleare resta "il punto centrale" della crisi con Teheran. "Se l’Iran fosse solo un Paese radicale governato da persone radicali, sarebbe comunque un problema, ma sono rivoluzionari. In sostanza, cercano di espandere ed esportare la loro rivoluzione: ecco perché sono con Hezbollah in Libano, ecco perché hanno sostenuto Hamas, ecco perché hanno sostenuto le milizie in Iraq", ha detto Rubio. "Non cercano solo di dominare l’Iran, cercano di dominare la regione. E immaginate cosa succederebbe con un’arma nucleare", ha aggiunto, avvertendo che Teheran potrebbe usare tale capacità per rendersi "intoccabile" e rafforzare i propri alleati armati nell’area. "Guardate cosa hanno fatto con gli stretti: un ottimo esempio. Gli stretti sono praticamente l'equivalente di un'arma nucleare economica che stanno cercando di usare contro il mondo, e se ne vantano", ha concluso.
Superyacht miliardario russo alleato Putin ha superato Hormuz
Un superyacht legato a uno dei principali alleati del presidente russo Putin ha attraversato lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco in corso. Lo riporta la Bbc. Si tratta del 'Nord' yacht di lusso lungo 142 metri e collegato al miliardario russo Alexey Mordashov, soggetto a sanzioni. L'imbarcazione - viene spiegato - ha viaggiato da Dubai a Muscat, in Oman, durante il fine settimana ed è una delle poche barche private ad aver attraversato lo Stretto negli ultimi mesi.
Rubio: impedire a Teheran di dotarsi del nucleare resta punto centrale
"Non ho alcun dubbio che, se questo regime clericale radicale rimarrà al potere in Iran, a un certo punto deciderà di dotarsi di un'arma nucleare. Quel problema fondamentale deve ancora essere affrontato. Rimane il punto centrale della questione". Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio parlando in un'intervista a Fox News in merito all'ultima proposta di Teheran per mettere fine al conflitto. "Dobbiamo garantire che qualsiasi accordo venga raggiunto, qualsiasi patto venga stipulato, impedisca loro in modo definitivo di correre verso un'arma nucleare in qualsiasi momento", ha aggiunto.
Usa: la riapertura di Hormuz non è sufficiente
Secondo quanto affermato da alcuni funzionari, la riapertura dello Stretto di Hormuz senza aver risolto le questioni relative all'arricchimento nucleare iraniano o alle scorte di uranio arricchito a un livello quasi vicino a quello nececcario per la costruzione di bombe atomiche potrebbe privare gli Stati Uniti di un elemento chiave di pressione nei negoziati. Allo stesso tempo, lasciare bloccato lo Stretto di Hormuz prolungherebbe l'aumento dei prezzi dell'energia. Dopo l'incontro di ieri, prosegue la Cnn, non è chiaro quali saranno le prossime mosse di Trump. I funzionari americani si sono detti preoccupati per quelle che definiscono come 'divisionì all'interno del regime iraniano e per la mancanza di certezza su chi abbia il potere decisionale ultimo su un potenziale accordo.
Iran, a Trump non piace la proposta di Teheran che esclude nucleare dall'accordo di pace
Il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere di non essere disposto ad accettare l'ultima proposta di accordo presentata dall'Iran e consegnata agli Usa tramite il Pakistan. Lo scrive la Cnn citando proprie due fonti ben informate. Nel piano proposto da Teheran era prevista la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma le questioni relative al suo programma nucleare venivano rimandate a negoziati successivi. Le fonti citate dalla Cnn spiegano che Trump ha espresso il suo punto di vista durante l'incontro ieri con alti funzionari della sicurezza nazionale, in cui si è discusso dell'Iran. Una delle fonti ha aggiunto che Trump difficilmente avrebbe accettato il piano iraniano trasmesso agli Stati Uniti nei giorni scorsi.
Gli Usa bloccano una petroliera iraniana nello stretto di Hormuz
Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Rafael Peralta domenica ha intercettato la petroliera M/T Stream dopo che l'imbarcazione avrebbe tentato di dirigersi verso un porto iraniano. Secondo il Comando centrale Usa (Centcom) l'operazione rientra nel quadro del blocco navale statunitense dei porti iraniani. A corredo dell'annuncio è stata diffusa anche una fotografia che mostra il cacciatorpediniere accanto alla petroliera. Stando ai dati della società di analisi marittima MarineTraffic, la M/T Stream è una petroliera per il trasporto di greggio battente bandiera iraniana.
Iran, Araghchi: con Russia partnership forte e strategica
"Felice di dialogare con la Russia ai massimi livelli, poiché la regione è in grande mutamento.Gli eventi recenti hanno dimostrato la profondità e la forza della nostra partnership strategica. Man mano che la nostra relazione continua a crescere, siamo grati per la solidarietà e accogliamo con favore il sostegno della Russia alla diplomazia". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi pubblicando una foto col presidente russo Vladimir Putin una con il ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov.
Iran all'Onu: servono garanzie credibili che non si ripetano attacchi Usa-Israele
Il ritorno della sicurezza e della stabilità nel Golfo dipende da "garanzie credibili" per l'Iran contro qualsiasi nuovo attacco israelo-americano. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani. "Una stabilità e una sicurezza durature nel Golfo e nella regione più ampia possono essere garantite solo da una cessazione duratura e permanente di ogni aggressione contro l'Iran, accompagnata da garanzie credibili che non si ripetano e dal pieno rispetto dei legittimi diritti e interessi sovrani dell'Iran", ha affermato l'ambasciatore durante una sessione del Consiglio di Sicurezza.