Ucciso il primo ministro Houthi: "Colpito da un missile israeliano". Idf: "Gaza City zona pericolosa di guerra"

A Gaza oltre 40 morti nei raid israeliani, stop alle pause umanitarie a Gaza City. Ucciso in Yemen il premier Houthi. Sul nucleare iraniano, scontro tra E3 e Teheran, con critiche di Mosca e Pechino

Diretta Ucciso il primo ministro Houthi: "Colpito da un missile israeliano". Idf: "Gaza City zona pericolosa di guerra"
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La crisi mediorientale si aggrava su più fronti. A Gaza il bilancio dei raid israeliani è salito a oltre 40 vittime, colpite anche aree dichiarate “sicure”, mentre l’Idf ha sospeso le pause umanitarie a Gaza City in vista di una nuova offensiva.

In Yemen un raid attribuito a Israele ha ucciso il primo ministro del governo Houthi, Ahmed al-Rahawi. Sul dossier nucleare iraniano, intanto, Francia, Germania e Regno Unito spingono per il ripristino delle sanzioni Onu, ma Iran, Russia e Cina avvertono del rischio di escalation.

Idf recuperano corpo di un ostaggio e resti di un altro

Le Forze di Difesa israeliane hanno recuperato a Gaza il corpo dell'ostaggio ucciso Ilan Weiss e i resti di un altro prigioniero a Gaza, in corso di identificazione. Lo riferisce Times of Israel. Ilan Weiss, 56 anni, è stato ucciso la mattina del 7 ottobre 2023, mentre difendeva il kibbutz Bèeri come membro della squadra di pronto intervento. Il suo corpo senza vita era stato poi portato a Gaza. Trovati anche i resti di un secondo ostaggio, in fase di identificazione presso l'Istituto Forense Abu Kabir. Si ritiene che i gruppi terroristici a Gaza trattengano ancora 48 ostaggi israeliani, venti dei quali ancora vivi.

Iran: Berlino invita i cittadini tedeschi a lasciare il Paese

Il ministero degli Esteri tedesco ha esortato i cittadini tedeschi a lasciare il Paese. Allo stesso tempo, ha sconsigliato ai suoi cittadini di recarsi in Iran. L'Ambasciata tedesca a Teheran può attualmente fornire solo un'assistenza consolare limitata, ha affermato il ministero. Lo sfondo è l'escalation della controversia nucleare con l'Iran e la decisione di Germania, Francia e Regno Unito di attivare il cosiddetto meccanismo di snapback a causa delle ripetute violazioni iraniane dell'accordo nucleare. Poiché in passato i rappresentanti del governo iraniano hanno minacciato conseguenze in questo caso, non si può escludere che gli interessi tedeschi e i cittadini in Iran possano essere lesi da contromisure, secondo il ministero degli Esteri. Il meccanismo di 'snapback' è concepito per consentire all'Iran di subire nuovamente sanzioni qualora non rispetti gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo nucleare di Vienna del 2015. Poiché l'accordo non è più applicato, Teheran ha criticato questa misura, definendola illegittima.

Cina: "Sanzioni europee all'Iran non costruttive"

La questione nucleare iraniana si trova a un bivio critico, l'avvio del meccanismo 'snapback' per la reintroduzione delle sanzioni non è costruttivo e comprometterebbe il processo politico e diplomatico volto a risolvere la questione nucleare iraniana. È quanto afferma il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, dopo che il cosiddetto gruppo E3 - cioè di Germania, Francia e Regno Unito ha deciso di attivare il meccanismo per la reintroduzione delle sanzioni Onu all'Iran. Lo riporta il Global Times. Il portavoce rispondeva a una domanda relativa al fatto che l'E3 ha presentato una notifica al Consiglio di sicurezza Onu per l'avvio del meccanismo di sanzioni 'snapback' all'Iran e, ai sensi della risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza, il Consiglio deve decidere entro 30 giorni se attivare il meccanismo.

La Cina ritiene che qualsiasi azione intrapresa dal Consiglio di sicurezza dell'Onu in questa fase dovrebbe contribuire a facilitare la ripresa del dialogo e dei negoziati, piuttosto che creare nuovi scontri che potrebbero peggiorare o aggravare la situazione, ha affermato Guo Jiakun. Il portavoce del ministero degli Esteri ha aggiunto che Pechino continuerà a mantenere una posizione obiettiva ed equa, incoraggiando attivamente la pace e promuovendo il dialogo, e svolgerà un ruolo costruttivo nel riportare la questione nucleare iraniana sulla via di una risoluzione diplomatica in tempi brevi.

Idf: "Basta pause umanitarie, Gaza City zona di guerra"

"In conformità con la valutazione della situazione e le direttive del livello politico, a partire da oggi, alle ore 10:00, la pausa tattica locale delle attività militari ( per la distribuzione degli aiuti) non si applicherà all'area di Gaza City, che costituisce una pericolosa zona di combattimento": lo hanno annunciato le Forze di difesa israeliane in un messaggio su Telegram. "L'Idf continuerà a sostenere gli sforzi umanitari, parallelamente alle manovre e alle operazioni offensive in corso contro le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza, al fine di proteggere lo Stato di Israele", aggiunge la nota.

Salgono a 41 i morti a Gaza in raid israele dall'alba

È salito ad almeno 41 morti a Gaza il bilancio degli attacchi israeliani che hanno colpito la Striscia dall'alba. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti ospedaliere.

Idf dichiara Gaza City zona combattimento pericolosa, stop pause umanitarie

L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato Gaza City "una zona di combattimento pericolosa", annunciando che nella zona sospenderà le cosiddette pause tattiche che erano state introdotte per consentire la consegna di aiuti umanitari. Gaza City è fra i luoghi in cui Israele il mese scorso aveva annunciato la sospensione dei combattimenti fra le 10 e le 20 per consentire l'ingresso di cibo e aiuti umanitari. Le 'pause tattichè sono state applicate a Gaza City, Deir al-Balah e Muwasi, tre luoghi in cui centinaia di migliaia di sfollati hanno trovato rifugio. Il cambiamento di rotta arriva mentre Israele si prepara ad ampliare la sua offensiva, mobilitando decine di migliaia di soldati per prendere il controllo di Gaza City. L'esercito israeliano non ha specificato se abbia informato i residenti o le organizzazioni umanitarie della ripresa delle ostilità durante il giorno.

Mosca: "Con sanzioni europee a Iran rischio altra tragedia"

La Russia ha invitato i Paesi del gruppo E3 (Francia, Germania e Gran Bretagna) a rinunciare a reimporre sanzioni all'Iran per il suo programma nucleare prima che "portino a un'altra tragedia". Lo afferma il ministero degli Esteri di Mosca, citato dall'agenzia Tass. Il tentativo di attivare il meccanismo di snapbck, che reimporrebbe sanzioni a Teheran, rischia di minare seriamente i tentativi di trovare soluzioni alla questione nucleare attraverso i negoziati, aggiunge la diplomazia russa.

La Gran Bretagna, la Germania e la Francia hanno presentato ieri all'Onu un documento in cui denunciano la non osservanza da parte di Teheran degli obblighi imposti dall'accordo Jcpoa del 2016 sul suo programma nucleare (da cui gli Usa uscirono nel 2018), avviando così la procedura per la reimposizione di sanzioni che erano state revocate sulla base di quell'intesa. I tentativi dei tre Paesi europei di reintrodurre le sanzioni sono "un fattore destabilizzante", mentre la Russia ritiene che sia "importante prevenire una nuova escalation sul programma nucleare iraniano", afferma in una nota il ministero degli Esteri. "Li invitiamo a tornare in sé e riconsiderare la loro decisione errata prima che essa porti a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia", afferma ancora la diplomazia russa, ricordando l'attacco israeliano e americano del giugno scorso alla Repubblica islamica.

Iran promette una risposta contro le sanzioni europee

L'Iran ha promesso di rispondere "in modo appropriato" alla nuova imposizione di sanzioni Onu da parte di Regno Unito, Francia e Germania dopo che i tre Paesi europei, firmatari dell'accordo sul nucleare iraniano del 2015, hanno avviato il processo di 30 giorni per reintrodurre le misure contro l'Iran che erano state revocate con il patto nucleare di dieci anni fa. "La Repubblica islamica dell'Iran risponderà in modo appropriato a questa misura illegale e ingiustificata da parte dei tre paesi europei per proteggere i propri diritti e interessi nazionali", ha affermato il capo della Diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, durante una telefonata con l'alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea (Ue), Kaja Kallas, come riferisce Mehr. "Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran respinge categoricamente e condanna con la massima fermezza la dichiarazione illegale di Francia, Germania e Regno Unito (E3) al Consiglio di Sicurezza in merito alla Risoluzione 2231 (2015). Questa azione ingiustificata, contraria al Meccanismo di Risoluzione delle Controversie (DRM) del Piano d'Azione Congiunto Globale (Jcpoa), costituisce un tentativo illegale e ingiustificato di ripristinare le risoluzioni abrogate ed è chiaramente in contraddizione con la Risoluzione 2231 (2015)", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri iraniano.

Trenta morti a Gaza dall'alba, 5 in una "zona sicura"

Almeno 30 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani di prima mattina a Gaza, cinque dei quali nella zona di al-Mawasi, una cosiddetta "zona umanitaria sicura" designata da Israele, nel sud della Striscia. Lo riportano Wafa e Al Jazeera. Altri cinque palestinesi sono stati uccisi e diversi altri feriti dopo che un'abitazione è stata colpita nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City. Nella zona di Sudaniya, a nord-ovest di Gaza City, quattro palestinesi sono stati uccisi e altri feriti quando le forze israeliane hanno preso di mira una tenda che ospitava famiglie sfollate. (

Primo ministro Houthi ucciso in raid israeliano

Il primo ministro del governo degli Houthi in Yemen, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso in un raid israeliano ieri, secondo quanto riferisce il canale televisivo yemenita Al-Jumhuriya, ripreso da Times of Israel. L'emittente precisa che al-Rahawi si trovava in un appartamento a Sanaa. Il quotidiano Aden Al-Ghad aggiunge che il primo ministro è stato ucciso con diverse altre persone.

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