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Da Bonelli a Landini, dall'Anpi a Casarini, sinistra in tilt

Le opposizioni del governo sono intervenute con note in cui chiedono che l'esecutivo si esprima. Tajani: "Clima incandescente in quella parte di mondo"

Da Bonelli a Landini, dall'Anpi a Casarini, sinistra in tilt
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L'operazione americana a sorpresa condotta nella notte locale in Venezuela ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Antonio Tajani, intervenendo allo speciale TG2 prima che emergesse la notizia della cattura ha parlato di "clima veramente incandescente in quella parte del mondo". Palazzo Chigi in una nota ha reso noto che "il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione in Venezuela, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali". Il una dichiarazione di Palazzo Chigi diffusa nel pomeriggio si legge: "Coerentemente con la storica posizione dell'Italia, il Governo reputa che l'azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico".

Il sottosegretario alla Giustizia e deputato di FdI, Andrea Delmastro ha divulgato in una nota social: "Venezuela libero: catturato il dittatore Maduro. Si chiude la pagina di una brutale e sanguinaria dittatura comunista che ha privato il popolo di tutto, di beni, di assistenza sanitaria, di libertà, di futuro. Si chiude l’era della 'Tumbà il terribile centro di detenzione situato quattro piani sotto terra dove la Polizia Speciale Sebin torturava i dissidenti politici. Si chiude l’epoca della malnutrizione, dei bambini che muoiono di fame e senza assistenza sanitaria. Un pensiero anche alla comunità Italo-venezuelana che in questi lunghi anni ha sempre lottato per la libertà". Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha dichiarato che "il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione venezuelana".

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, sostengono che "l'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile. Occorre che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione". Secondo i due leader del partito di sinistra, "le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo,gli Usa attaccheranno la Cina per il fentanyl, o l'Olanda per l'ectasy? Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale". Quindi, l'appello al governo italiano: "Chiediamo con forza che il Governo Meloni prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del diritto internazionale". Il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama in una nota ha dichiarato che "l'attacco al Venezuela e il rapimento del presidente Maduro e della sua famiglia segnano un punto di non ritorno. Non è solo un atto di guerra, ma la sospensione brutale di ogni principio di civiltà, la certificazione che il mondo sta scivolando verso la legge della giungla, dove chi ha più armi decide e gli altri subiscono".

Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo ha rilasciato una nota in cui sottolinea di non aver "mai avuto alcuna simpatia per il regime di Maduro che non rispetta i diritti umani, tiene in carcere dissidenti politici tra cui alcuni Italo-venezuelani e cooperanti come l’italiano Alberto Trentini, ma l’attacco odierno da parte degli Stati Uniti viola gravemente la sovranità territoriale del Venezuela e il diritto internazionale. L’accusa di sostenere il narcotraffico non può in alcun modo giustificare una tale operazione. Siamo di fronte ad un’altra prova di forza messa in atto dal presidente Donald Trump che in ogni circostanza critica, anziché il dialogo e la mediazione, usa le armi, creando ulteriori problemi e instabilità. Per questo ci aspettiamo che l'Italia, l'Ue e tutta la comunità internazionale condannino con forza l’attacco al Venezuela".

Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Pd, in una nota dichiara che "mai come oggi dobbiamo richiamare e riaffermare i nostri principi costituzionali, a partire dal ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. L’aggressione di uno Stato sovrano è una grave violazione del diritto internazionale, rappresenta l’ennesimo tassello dello smantellamento dell’ordine multilaterale e non può che portare caos a livello regionale e globale". Quindi, anche dal Pd arriva l'appello al governo italiano: "Chiediamo al Governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia". Provenzano ha anche voluto sottolineare che il Pd "ha dato impulso a tutte le iniziative in Parlamento di condanna verso il regime di Maduro per la violazione dei diritti umani e, da ultimo, di richiesta di liberazione di Alberto Trentini e di tutti i detenuti politici di cittadinanza italiana. Ma la storia ci ha drammaticamente insegnato che non si esporta la democrazia con le bombe. Trump diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e portato pace, invece sgancia bombe su Caracas e pensa di riproporre la dottrina Monroe".

La vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, ha aggiunto che "l'attacco di Trump contro il Venezuela è un precedente pericoloso e deplorevole. Il regime di Maduro è brutale e per questo abbiamo sempre sostenuto l'opposizione venezuelana. Oggi il sistema di regole internazionali che ha finora evitato guerre su scala globale è ancora più fragile. Quando si afferma la forza dell'aggressione brutale ogni paese del mondo è più esposto". Anche il segretario della Cgil Maurizio Landini ha voluto dire la sua: "La Cgil condanna con fermezza la violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d'America, con l'attacco militare, l'isolamento del sistema di comunicazione, fino alla annunciata cattura del presidente Maduro". E ha chiesto, non è chiaro a quale titolo, "'immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'impegno immediato per il ripristino della legalità internazionale".

Il senatore democratico americano Ruben Gallego ha dichiarato che "non c'è motivo per noi di essere in guerra con il Venezuela" e che "guerra è illegale. È imbarazzante passare dall'essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo". Il senatore democratico Brian Schatz ha aggiunto: "Avremmo dovuto imparare a non cacciarci in un'altra stupida avventura". L'Alta rappresentate per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Kaja Kallas, questa mattina ha parlato con il Segretario di Stato Marco Rubio e con l'ambasciatore Ue a Caracas: "L'Ue sta monitorando attentamente la situazione in Venezuela. L'Ue ha ripetutamente affermato che Maduro manca di legittimità e ha difeso una transizione pacifica. In ogni circostanza devono essere rispettati i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Chiediamo moderazione. La sicurezza dei cittadini dell'Ue nel Paese è la nostra massima priorità".

Il parlamentare della Cdu Roderich Kiesewetter, membro della commissione Esteri del Bundestag, ha dichiarato che "con il presidente Trump, gli Stati Uniti abbandonano definitivamente l'ordine basato sulle regole che ci ha caratterizzato dal 1945. Il Venezuela è certamente uno Stato non democratico, ma non è l'Iran, che minaccia l'esistenza dei paesi vicini come Israele".

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