Guerra in Ucraina

"Vittima della propaganda straniera": Kadyrov contro Papa Francesco

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha commentato le affermazioni del pontefice sui soldati ceceni: "È diventato vittima della propaganda e della perseveranza dei media stranieri"

"Vittima della propaganda straniera": Kadyrov si scaglia contro il Papa
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Una "vittima della propaganda dei media stranieri". Razman Kadyrov ha così definito Papa Francesco, commentando le osservazioni del Pontefice apparse in un'intervista alla rivista statunitense dei gesuiti riguardanti "la crudeltà" delle truppe cecene e buriate coinvolte nella guerra in Ucraina. Il leader ceceno ha affidato la sua replica ad un lungo messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram. Kadyrov ha difeso i combattenti ceceni, spiegando che i soldati in questione sono religiosi, rispettano il nemico e non dimenticano onore e dignità. Ricordiamo che Papa Francesco aveva definito ceceni e buriati "la parte più brutale delle truppe russe in Ucraina".

La replica di Kadyrov

Kadyrov ha prima accusato il Papa di essere finito nella rete della propaganda dei media, poi ha lanciato una dura accusa nei confronti del Pontefice, spiegando che è vergognoso che una personalità del genere non sia a conoscenza dell'atteggiamento mostrato dai musulmani verso i nemici.

"Tutti (i combattenti ceceni ndr) sono profondamente religiosi e ogni combattente sa che in tempo di guerra non bisogna dimenticare l'onore, la dignità e anche il rispetto del nemico", ha scritto Kadyrov, aggiungendo che "è vergognoso che una personalità religiosa famosa in tutto il mondo non conosca l'atteggiamento dei musulmani verso il nemico".

Ricordiamo che le famigerate unità cecene, da più fonti indicate come responsabili di abusi e violenze di ogni genere, stanno combattendo in Ucraina a fianco delle forze regolari russe. A detta di Kadyrov queste truppe sono zelanti nel difendere la loro patria. "Sì, siamo zelanti nel proteggere la nostra Patria, la nostra religione e il nostro popolo. Chiediamo al nemico di arrendersi e ai nostri cittadini di difendersi. Questa è crudeltà?", si è retoricamente domandato il leader ceceno.

Gli attacchi a Papa Francesco

Tra le varie invettive uscite dalla bocca di Kadyrov, nell'ultimo mese il leader ceceno ha invocato l'uso delle armi nucleari tattiche in Ucraina, annunciando di essere pronto a inviare al fronte i suoi tre figli adolescenti di 14, 15 e 16 anni. Adesso Kadyrov attacca frontalmente il capo della chiesa cattolica.

"Come si può determinare sul campo di battaglia se un avversario è allegro, lunatico, sentimentale o feroce? E come si può determinare a occhio in un'unità consolidata la nazionalità di un militare russo, se nel nostro Paese vivono più di 190 popoli?", si legge ancora nel messaggio lasciato da Kadyrov sul proprio canale Telegram. "Il capo del Vaticano, ovviamente, non sarà in grado di rispondere a queste domande - ha concluso - è diventato vittima della propaganda e della perseveranza dei media stranieri".

Le parole del Pontefice

Ma che cosa aveva detto Papa Francesco per scatenare una reazione del genere? Come anticipato, il Pontefice aveva denunciato che "forse i più crudeli" nell'esercito russo in Ucraina sono "i ceceni, i buriati e così via". Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, queste parole sono un'oltraggiosa perversione della verità oltre che una dimostrazione di russofobia.

"Questa non è più russofobia, ma una perversione, non so nemmeno a che livello. Negli anni Novanta e nei primi anni 2000 ci è stato detto esattamente il contrario, che i russi, gli slavi torturano i popoli del Caucaso, e ora ci viene detto che sono i popoli del Caucaso che torturano i russi. Devono essere pervertiti della verità", ha detto Zakharova, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

Nella stessa intervista è emersa la chiara posizione del Vaticano sulla guerra in Ucraina. "Certamente, chi invade è lo Stato russo. Questo è molto chiaro. A volte cerco di non specificare per non offendere e piuttosto di condannare in generale, anche se è risaputo chi sto condannando. Non è necessario che metta nome e cognome", ha spiegato il Papa. Chiarendo poi che la Santa Sede intende cercare la pace, e che la diplomazia vaticana si sta muovendo in questa direzione.

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