Cultura e Spettacoli

Guru Dal boom di Google al flop di Second Life ascese e rovinose cadute al tempo della Rete

Sono i Ford, gli Edison, i fratelli Lumière del ventunesimo secolo. Uniscono la propensione all’avventura creativa dei fratelli Wright alle caratteristiche imprenditoriali che furono dei magnati dell’industrializzazione. Alcuni diventano famosi e sfruttano il proprio nome come fosse un marchio, altri scelgono la riservatezza e sono noti solo agli addetti ai lavori. Altri ancora osano troppo e spariscono, come stelle comete frettolose. Di chi stiamo parlando? Dei Padroni della Rete, ossia di quei cervelloni che inventano software come quelli che fanno funzionare Google, Second Life, oppure Facebook. Formano una casta di nuovi potenti che controlla la più virtuale delle intraprese. E come i grandi tycoon del mondo «reale» sono al centro di pettegolezzi e leggende. Qualche esempio. I veri guru di questo Olimpo sono Larry Page e Sergey Brin. Ancora studenti a Stanford crearono l’algoritmo che ha dato vita a Google e che ancora oggi decide cosa è importante sulla rete e cosa non lo è. La leggenda aurea ce li racconta al lavoro con un server che, per risparmiare, venne infilato in un «case» di mattoncini lego. La leggenda nera si appunta sullo strapotere del motore di ricerca, sulle censure applicate per far contenta la Cina...
Niente in realtà ha però assunto toni epici come la creazione di Second Life da parte di Philip Linden (al secolo Philip Rosedale). Per qualche mese tutti volevano avere un avatar, ogni centimetro di carta stampata disponibile ci ha parlato di questo affascinante mondo parallelo e delle sue conseguenze sulla psiche e sulla società. Ora, con il senno del poi, e nonostante l’esistenza dei lindendollar ( moneta virtuale che si paga davvero, per acquistare cose che non esistono) sembra chiaro a tutti che il mondo è ancora quello di prima. Mentre invece molto vera è la rivoluzione prodotta da YouTube e da Chud Hurley. Insomma se i software sono l’ultima frontiera della tecnologia e del denaro, non è ancora chiaro chi verrà ricordato come Bell e chi farà la fine di Meucci o peggio di Alessandro Cruto. Un esempio: vi ricordate chi è il signor Torvalds?
Probabilmente il nome non vi dice niente, eppure ha fatto tremare Microsoft (per un po’).

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