Hopa: ok all’aumento di capitale di Consorte

da Milano

Il consiglio d’amministrazione della Hopa ha ieri esaminato la situazione delle partecipazioni industriali e l’adesione all’aumento di capitale di Unipol. Nessuna decisione importante è stata adottata: i consiglieri non hanno affrontato i temi scottanti dei possibili cambiamenti al vertice della holding bresciana. Emilio Gnutti (al rientro dopo la scadenza dell’interdizione), che potrebbe lasciare la guida a un presidente di garanzia, ha normalmente guidato i lavori del consiglio, il cui amministratore delegato unico è ora Romano Marniga. Mentre non si è parlato del possibile arrivo di un direttore generale. Le principali società industriali partecipate sono Snia, Sorin, Vemer, Sangemini (per un portafoglio intorno ai 350 milioni), che Hopa è impegnata a rivedere per quanto riguarda le strategie e la creazione di valore. In altri termini si tratta del polo «produttivo» di Hopa, il cui patrimonio è per il resto investito in partecipazioni finanziarie (Telecom) o bancarie. L'impegno a sostegno di Unipol supera i 70 milioni e non tutti i soci si erano mostrati entusiasti dell'idea di un esborso in un momento particolarmente delicato. Sarebbe comunque prevalso l'orientamento di non far diluire, a seguito della ricapitalizzazione, la partecipazione oggi al 2,75% nella compagnia assicurativa, che a sua volta è socia di Hopa col 6,67%% ed è rappresentata nel board dal presidente Giovanni Consorte.
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