I Comuni devono 31,6 miliardi alle imprese

Una cifra da capogiro: 31,6 miliardi di euro. Sono i soldi che i Comuni capoluogo italiani hanno messo a bilancio, ma per una serie di ragioni non hanno ancora erogato. Ad attendere questi pagamenti sono migliaia di imprese che, nel frattempo, hanno realizzato (e spesso già ultimato) lavori, opere pubbliche, interventi di manutenzione o semplici forniture di beni e servizi.
A denunciare questa drammatica situazione è la Cgia di Mestre che ha analizzato i bilanci dei Comuni capoluogo di Regione, mettendo in luce l’ammontare dei residui passivi accumulati al 31 dicembre 2008 (ultimo dato disponibile). Tra i Comuni peggiori pagatori spicca Avellino con «sospesi» per un importo pro capite pari a 4.102 euro. Seguono Napoli, con 3.617 euro, e Sanluri, in Sardegna, con 3.367 euro.
Il sindaco più «virtuoso» risulta essere quello di Enna che presenta un residuo passivo pari a 562 euro pro capite. Al secondo posto si piazza Sondrio con pagamenti non ancora onorati per un importo di 631 euro pro capite. Al terzo posto, Arezzo con un residuo passivo procapite di 679 euro.
«Molti primi cittadini - spiega il segretario dell’organizzazione, Giuseppe Bortolussi - sono da tempo nelle condizioni di onorare gli impegni di spesa presi ma, purtroppo, i vincoli di bilancio imposti dal Patto di stabilità non lo consentono. Va segnalato che il meccanismo della competenza mista introdotto nel 2008, a esempio, ha il limite di disincentivare il pagamento delle opere pubbliche e degli investimenti già stanziati dai Comuni».

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