I conti in tasca alla moda: Una sfilata? 100mila euro

«Niente top sulla nostra passerella, ma solo ragazze “normali” da mille euro a sfilata. Anche così siamo riusciti a tagliare i prezzi delle collezioni». Parola di Saverio Moschillo al termine della sfilata di John Richmond (marchio che produce e distribuisce da tempo). Una sfilata, la sua, fatta «per invogliare le donne a rifarsi il guardaroba», che alla base ha (anche) questa politica di contenimento dei prezzi. Di un'altra idea Franco Tardito, amministratore dell'azienda torinese che produce Kristina T: «Quella delle modelle è una delle tante voci del budget totale di una sfilata, che è fatta anche di location, allestimento, musica, luci, regia, uffici stampa, sarte, pr, inviti…». Una macchina organizzativa complessa, insomma. Che per i défilé «standard», quelli organizzati al Milano Fashion Center di via Gattamelata, può costare dai 100 ai 130mila euro. Qui, infatti, solo la sala costa intorno ai 20mila euro, a cui vanno sommate le altre voci. Certo, poi le sfilate in location più prestigiose o in tensostrutture costruite ad hoc, i prezzi lievitano. E spesso a incidere di più sono le scenografie: se molto ricche, superano i 100mila euro. Anche se poi, una bella sfilata si può organizzare con molto meno come assicurano da Lorenzo Riva che ha organizzato uno show ispirato a Mimmo Rotella in una sala del nuovo hotel Boscolo.
Quanto guadagna invece una modella? Dipende dalla notorietà della modella e dallo stilista con cui lavora. Sfilare per big come Gucci, Armani, Versace e Dolce&Gabbana (che prendono sì le top, ma lanciano molti volti nuovi) per le emergenti è un privilegio: dunque il cachet non è alto, perché poi arrivano altri contratti. Per le altre griffe è diverso. Ma comunque i cachet possono andare dai 500 ai 50mila euro a sfilata. «Dipende molto dalle agenzie e dalle ragazze. Le nostre? Dai duemila agli ottomila euro per le più richieste», spiegano da Frankie Morello, che in passerella ha portato molte modelle viste anche a New York. Cachet più alti da Roccobarocco: «Ho voluto Natasha Poly e tutte le nuove top. Quanto le ho pagate? Di preciso non so, ma credo dai 4mila ai 20mila euro ciascuna, a seconda della ragazza». Budget totale di 100mila euro invece per le circa 20 modelle (e i quattro modelli) che hanno sfilato da Dsquared2. C'è poi chi in passerella vuole il personaggio, e allora i costi lievitano. Ma anche qui dipende. Da Pin Up Stars, ad esempio, hanno sfilato la tennista Flavia Pennetta, l'attrice Laura Torrisi, e Belen Rodriguez, «ragazze serie e molto professionali, che non hanno chiesto molto, a differenza di altre più esose», ovvero una cifra fra i 10 e i 20mila euro a testa. Più elevato il cachet di una super top come Natalia Vodianova, voluta da Scervino per il suo défilé: almeno 50mila euro (così si dice) parte dei quali però «andranno in beneficenza».
Capitolo a parte, quello degli ospiti. «Niente cachet, sono amici», dicono più o meno tutti. Ma sarà poi vero che nessuna celebrity sia pagata per presenziare alle sfilate? Secondo gli esperti, una star internazionale, per sedersi nel parterre di stilisti importanti non riceve cachet, perché il ritorno di immagine è reciproco. Ma la maison deve sostenere dei costi (volo, albergo, cene, macchine, sarte per gli abiti su misura…). Per le sfilate «minori» invece c'è il gettone di presenza (dai 2.500 euro in su). E chi non ha già un contratto come testimonial, riceve comunque abiti e accessori in regalo. Poi c'è chi fa eccezione: Janet Jackson ha devoluto in beneficenza all'Amfar il corrispettivo di un ipotetico cachet che avrebbe recepito da Versace, Zanotti e Dsquared2.

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