I doni profani del cardinale Sepe pacchetti di sigarette ai carcerati

Tu chiamale, se vuoi, tentazioni. Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, non si è presentato a mani vuote in visita all’ospedale psichiatrico giudiziario di Secondigliano, a Napoli, in questi giorni di festa. Ha portato anzi regali per tutti i detenuti. Rosari? No. Bibbie? Macché. Santini? Niente di tutto questo. Più semplicemente schede per la pay-tv per seguire l’esaltante cavalcata della squadra di serie A azzurra nel campionato italiano e in Champions League e stecche di sigarette per i detenuti. Che il presule fosse molto attento all’avventura sportiva della squadra cittadina lo dimostra il fatto che, a chiudere il Giubileo partenopeo, qualche giorno fa, aveva voluto accanto a sé nella basilica di San Francesco di Paola i calciatori del Napoli Edinson Cavani e Morgan De Sanctis (nella foto assieme a Sepe), ma che addirittura l’arcivescovo chiudesse un occhio sul vizio del fumo e mettesse sotto l’albero i pacchetti di sigarette non se lo aspettava nessuno. San Gennà, acqua (santa) in bocca.
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