Un anno nel segno di Gomorra. Editoria, teatro e cinema brindano alla gallina dalle uova d'oro. Il libro di Saviano (edito da Mondadori) ha già toccato il milione di copie e altrettanto bene sono andati lo spettacolo di Mario Gelardi (tra i dieci allestimenti teatrali più applauditi dell'anno appena concluso) e il film di Matteo Garrone. Se quest'ultimo è ancora scottato della mancata selezione nella cinquina che concorrerà per l'Oscar da assegnare al miglior film straniero, il suo produttore (Domenico Procacci) e gli esercenti tutti, gongolano del risultato portato a casa. Questi ultimi, oltretutto sono tra i pochi a poter mostrare segnali in controtendenza - rispetto al generale andamento dell'economia - con una buona tenuta dei film italiani nel 2008. A fare loro compagnia anche i cinema d'essai che per inclinazione e vocazione accendono schermi e proiettori sulle produzioni meno commerciali dell'industria cinematografica. Nell'anno del successo di pellicole come il già citato Gomorra e Il Divo di Paolo Sorrentino, si registrano risultati positivi esclusivamente per questa categoria di esercenti. Secondo Cinetel, che per la prima volta ha elaborato i dati isolati riguardanti l'esercizio d'essai, il 2008 ha visto le presenze rimanere praticamente invariate (+0,07%) rispetto al 2007, per un totale di 13,7 milioni di biglietti staccati, e gli incassi aumentare del 1,04%, arrivando a 76,7 milioni di euro. Se si considera che l'intero mercato ha registrato un calo di circa il 4% delle presenze e che il confronto viene fatto con un anno estremamente positivo come il 2007, la stabilità dell'essai acquista un valore decisamente significativo. «Sono dati indubbiamente positivi - commenta sul Giornale dello Spettacolo Mario Lorini, presidente della Fice (federazione dei cinema d'essai, che rappresenta circa 800 schermi) - in particolare per un segmento come il d'essai che è arrivato nel 2008 a rappresentare quasi il 14% delle presenze dell'intero mercato. È un dato confortante per gli esercenti che, malgrado le difficoltà, stanno portando avanti con passione la propria attività». «Ho la sensazione - aggiunge Lorini -, però, sulla base di ciò che dicono gli associati, che i dati siano meno positivi per quelle strutture che si trovano nei centri piccoli e che non sono censite da Cinetel». E sul rischio di riduzione di risorse pubbliche all'esercizio, Lorini sottolinea che «la sala ha diritto ai finanziamenti perché rappresenta innanzitutto un luogo di aggregazione, strategico a livello sociale, oltre a essere il luogo dove inizia la vita di un film e dove se ne decide il futuro commerciale». Per Lorini un grande aiuto al settore è arrivato nel 2008 anche «da un'offerta cinematografica italiana di qualità eccezionale»: la quota di mercato per il cinema italiano, comprese le coproduzioni, nelle sale d'essai registra un risultato pari al 40%, ovvero l'11% in più rispetto al dato del mercato complessivo dell'esercizio, che già di suo è positivo.
La conferma di questo risultato la si vede già nella classifica dei primi dieci film nei cinema d'essai, con la presenze di ben cinque produzioni italiane: Gomorra, Il Divo, Caos Calmo, Bianco e nero e la sorpresa dell'anno, Pranzo di Ferragosto. Bene anche la quota di mercato dei film di altre nazionalità che, escludendo le produzioni statunitensi, arriva al 25%.I film d'autore fanno bene al botteghino (alla faccia dei tedeschi)
Pubblicati i dati Cinetel sui cinema d'essai: in controtendenza rispetto all'intero comparto con un 11% in più rispetto alle sale dove si proiettano film commerciali
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