I nazional-sociali si mettono in fila per il Partito nuovo

Partito Unico o Partito Nuovo, va bene. Ma solo a certe condizioni. Il Movimento Nazional Sociale, formazione di estrema destra, ribadisce la volontà di individuare convergenze nello schieramento di centrodestra. E lo fa «con insistenza, facendo un appello a tutti quei movimenti d’area, interessati all’unificazione “momentanea“ fino alla fusione di un unico soggetto», nella prospettiva di «una più forte volontà di una grande confederazione, dove tutti possono aderire, senza chiedere loro, alcun cambiamento delle proprie regole, e della propria identità». La dichiarazione, una sorta di appello, propone in sostanza «una forte alleanza d’area, senza alcun passaggio, ad altre realtà; ma utile a noi tutti - sottolinea il documento - per rafforzarci e contarci, per non essere tagliati fuori da qualsiasi contesto politico».
Le ragioni del mantenimento dell’identità del movimento sono comunque ribadite con forza: «Noi del Movimento Nazional Sociale siamo i primi a dichiarare che non intendiamo fonderci con nessun altro movimento o partito, al di là di alleanze elettorali di qualsiasi genere fossero, solo in questi casi, si potrebbe ritoccare con accordi reciproci alcune modifiche, del tipo, simbologia o programmi elettorali». Dopo di che, insistono i rappresentanti del movimento, «tutto ritorna nella normalità di partenza, mantenendo sempre costantemente i rapporti camerateschi, e di ottima collaborazione in qualsiasi caso necessitassero in particolar modo per le manifestazioni di piazza». Nel frattempo, tanto per confermare un impegno più volte espresso in passato, «il Movimento Nazional Sociale, si associa alle dodici regioni italiane, che contestano contro l’immigrazione selvaggia e il continuo sbarco di migliaia di clandestini sulle nostre coste».

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