I residenti a Chinatown chiedono piste ciclabili al posto delle aiuole

A Milano si è conclusa da pochi giorni la giornata nazionale della bicicletta, ma in via Paolo Sarpi, a quanto pare, non è rimasta traccia. Nella strada, una Ztl a senso unico in fase di riqualificazione, non è stata prevista la ciclabilità nei due sensi di marcia, provocando la protesta dei residenti della zona. Un comitato di cittadini, infatti, si è rivolto al sindaco Moratti, ad alcuni assessori e al Cantieresarpi con una lettera per richiedere un intervento nella zona.
«Dicono - si legge nella missiva - che nessuno aveva chiesto una seconda corsia e che la via è troppo stretta. Ma non è la mancanza di spazio il vero impedimento: sono le due lunghe file di aiuole che tolgono spazio alla corsia ciclabile. L’intervento sarebbe semplice e minimo: una corsia ciclabile di 1,25 metri al posto di una delle due aiuole».
In effetti, anche a cantiere aperto, le modifiche per fare una nuova corsia richiederebbero poche correzioni e sia il Comune sia il cantiere hanno espresso la loro disponibilità a rivedere il progetto. «I ciclisti - prosegue la lettera - non sono un partito politico o un’etnia esotica. La mobilità sostenibile deve essere il futuro di questa città, perciò chiediamo alle autorità che il progetto venga urgentemente rivisto per integrare una corsia ciclabile. Sarpi si farà bella, ciclabile e sostenibile».
I residenti, consapevoli dell’«errore» già dall’inizio dei lavori, hanno cominciato a tempestare Cantieresarpi di mail di protesta e parallelamente, sulla rete, esprimevano la loro preoccupazione. A quel punto, gli uffici di progettazione del cantiere si sono dichiarati disponibili a rivedere i termini del loro intervento.
«Rifiutare ora di attuare quelle minime correzioni - conclude il comunicato - sarebbe colpevole negligenza, soprattutto nel momento in cui è stato appena presentato il Piano della Mobilità ciclabile 2010 - 2011 da parte del sindaco Moratti. E’ inspiegabile che proprio le vie che potrebbero far guadagnare chilometri ciclabili alla città, come Paolo Sarpi e Buenos Aires, non inseriscano poche ma fondamentali modifiche nel loro progetto di riqualificazione».

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