I silenzi dei professionisti del solito lutto «prestampato»

I silenzi dei professionisti del solito lutto «prestampato»

(...) Non dovevate fare neppure la fatica di aprirlo. L’orrore era in prima pagina, e più in vista non sarebbe potuto essere. A voi che siete sempre pronti a chiedere (e ottenere) ospitalità sul nostro Giornale per correggere una virgola dell’ultima brevina che vi riguarda, stavolta probabilmente deve essere sfuggita la notizia. A voi che il buon nome di Genova serve a mettervi in vetrina se le due squadre sono in testa alla classifica, non è parso necessario prendere le distanze da quella Genova che si è macchiata del disgustoso «-6». Così come da sei anni non fate cancellare i tanti «10,100, 1000 Nassirya» sparsi per i muri, perché non vi consentono di gridare al «rigurgito fascista» o al «rischio democratico».
Nei prossimi giorni, almeno cercate di non chiedere alle vostre assemblee di rispettare un minuto di raccoglimento. Risparmiateci gli accorati discorsetti dei presidenti che - pure loro - non hanno sentito il dovere di intervenire a condannare quei bravi ragazzi del collettivo studentesco, ma useranno toni e parole solenni quando, con la voce rotta, giocheranno a esprimere cordoglio e costernazione. La prova d’appello potreste averla, ma non con i bla bla bla. Il coordinatore regionale del Pdl, Michele Scandroglio, che esprime la vergogna per la «marmaglia non ancora emarginata» che a Genova ha innalzato il vessillo del «-6», ha invitato tutti i consiglieri del partito, in ogni assemblea, a proporre l’intitolazione di una strada, una via, uno spazio pubblico, ai nuovi martiri di Kabul.
Signor Burlando, signor Repetto, signora Vincenzi, abbiate il coraggio di guardare in faccia i vostri compagni e i vostri più stretti alleati e di invitarli a tacere e a ingoiare il rospo. Fateli votare compatti a favore dell’ordine del giorno che stigmatizzi la «marmaglia» che ha disonorato Genova e dell’ordine del giorno che voterà l’intitolazione della via agli eroi. Senza se e senza ma. Non cancellerà la vergogna del silenzio, lo renderà meno assordante.