Ibra esce, il Barcellona vince con la sua riserva

Montecarlo. E sono cinque: cinque titoli consecutivi per il Barcellona di Guardiola e Messi. L’uno comanda dalla panchina, l’altro ci mette sempre il tocco che conquista. Ed ecco la Supercoppa europea, con lo Shakhtar di Lucescu coraggioso, ma con poca fortuna alla conclusione. Gol vincente di Pedro Rodriguez, un esordiente, guarda caso il sostituto di Ibrahimovic. Ma ha fatto tutto la Pulce delle meraviglie.
Finalmente vince anche Ibra. Peccato che, quando il Barça ha infilato il gol, lui era nello spogliatoio da un po’. Dev’essere il suo destino. In realtà Ibra e Messi sono stati coppia da sbadiglio. Lo svedese ha toccato la prima palla dopo sei minuti. Al 12’ ha provato l’azione personale conclusa contro Kucher. Pochi tiri nel primo tempo, ancor meno nella ripresa. E i dubbi sono arrivati nei finali dei tempi: due occasioni da rigore, due dormite dell’arbitro. Primo caso sul finire dei 45 minuti: punizione dal limite di Messi, Hubshmann tocca di mano, arbitro in silenzio. E così nella ripresa per un intervento di Kucher sulla gamba di Ibrahimovic.
Nei tempi regolari ritmi scarsi e scarse occasioni. Ibrahimovic sempre più fantasma, Messi ogni tanto ha fatto intravedere la spettacolarità del suo calcio. Appena lo Shakhtar gli ha lasciato spazio, è filato via. Val la pena mettere sul conto delle negatività quel Rat che ha messo il piedone sulla coscia di Tourè. Brutta idea che valeva l’espulsione.
Gli uomini del Barça hanno provato realmente a vincere dalla mezzora della ripresa. Prima Messi, poi Henry hanno messo i brividi al portiere e tolto dallo sbadiglio il pubblico. Shakhtar in affanno fisico e perfino Ibra è riuscito ad entrare nel match con un tiro fiacco. E, poco dopo, lo svedese ha chiesto il rigore, che poteva starci. Giusto in tempo prima di uscire (minuto 36). Invece Messi, dopo aver provato l’azione più bella, ha rischiato l’espulsione per un testa a testa con Srna: l’uno l’ha solo appoggiata, la Pulce ha provato a colpire. Graziato: ammonito.
Poi, nei supplementari, tiri in porta, gran parate dei portieri, un rigorino negato allo Shakhtar. Brividi per tutti. Insomma spettacolo. Fino alla magia finale di Messi a 4 minuti dalla fine: colpo secco a smarcare Pedro che ha radiocomandato la palla verso il gol.

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