Imu, diteci almeno quanto si deve pagare

(...) ricevuto nulla in cambio, sarebbe un gesto carino tenere quest’aliquota ingiusta al minimo. Fino ad ora gli intendimenti della giunta sembrano però di altro avviso, anzi, si è più volte insistito sull’intenzione di alzare al massimo le aliquote sulle seconde case, portandole nel caso degli appartamenti sfitti fino al massimo dell’1,06%. Questi propositi bellicosi, uniti all’ulteriore nebbia che avvolge la futura rivalutazione delle rendite catastali, sembrano perfettamente coordinati per preparare una stangata bis sufficiente per stordire un mulo. Forse non ci si rende conto, ma una tassazione patrimoniale calcolata in punti percentuali è una grandezza clamorosa. Per un appartamento sfitto di media grandezza già oggi si pagheranno 800 euro a giugno e un saldo da quasi millequattrocento euro a dicembre. Se poi si dovessero rivalutare gli estimi queste cifre potrebbero crescere a dismisura. Il fatto è che per la sinistra (e, a quanto pare, per molti «tecnici») il possesso di un bene corrisponde ad una presunzione di evasione. Il concetto era stato espresso in maniera cristallina da Tabacci che ha dichiarato che «a Milano se un appartamento è sfitto è perché il proprietario lo affitta in nero». Forse non farebbe male andare a farsi un giro a vedere quanti cartelli ci sono fuori dalle porte delle case. Ovviamente nemmeno a pensare di ribaltare la tassa su un futuro ignaro inquilino perché se non si riesce ad affittare a prezzi di mercato figuriamoci a prezzi aumentati. In ogni caso è il principio ad essere sbagliato: trattare i proprietari di beni come una massa di evasori è un insulto a chi ha sempre dichiarato tutto e su quei beni ha già pagato tasse all’acquisto e tasse sul reddito risparmiato per comperarli. Lo sfregio finale è non far loro nemmeno sapere quanto dovranno pagare. Neanche ai condannati si nasconde l’entità della pena.
Twitter @borghi_claudio
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