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Inchiesta G8, Anm: "Toghe corrotte, giro di vite"

L'associazione delle toghe: "La magistratura è un corpo sano" ma "ha il dovere di guardare con rigore e intransigenza al proprio interno fissando regole di condotta e di comportamento che assicurino la piena trasparenza dell’operare dei magistrati"

Inchiesta G8, Anm: "Toghe corrotte, giro di vite"

Roma - "La magistratura è un corpo sano capace di trovare al proprio interno gli anticorpi necessari a individuare e isolare i comportamenti singoli contrari alla legge", ma, ciò nonostante, "ha il dovere nei confronti dei cittadini di guardare con rigore e intransigenza al proprio interno fissando regole di condotta e di comportamento che assicurino la piena trasparenza dell’operare dei magistrati". È quanto ribadisce con forza l’Associazione nazionale magistrati, il cui ’parlamentinò ha deliberato oggi di "istituire una commissione di studio per l’individuazione di modifiche al codice deontologico e allo statuto dell’Anm che fissino regole rigorose sui temi della questione morale e del rapporto tra magistratura e politica". Il sindacato delle toghe, infatti, ha ricordato così l’inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena che ha fatto "emergere la preoccupante diffusione di fenomeni di corruzione della vita pubblica" e "visto il coinvolgimento in indagini anche di magistrati", come l’ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro. Il comitato direttivo centrale dell’Anm, dunque, si riunirà di nuovo a breve "per un dibattito approfondito" sulla questione morale nella magistratura.

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