Indagini sul rogo di Genova denunciati 4 operai del Comune

GenovaÈ scoccata da un cimitero la scintilla capace di innescare il devastante incendio che ha assediato per oltre due giorni Genova e divorato centinaia di ettari di vegetazione, insinuandosi pericolosamente tra le case del capoluogo ligure. Responsabili, pare involontari, dell’immenso rogo sono considerati quattro operai del Comune che avevano il compito di smaltire rami, vecchie corone, fiori secchi e altri residui della pulizia fatta nel camposanto di Nervi, la delegazione a levante della città. Così i quattro hanno pensato bene di dare fuoco al mucchio di sterpi e poi coprirlo sommariamente di terra. Pessima scelta, in quanto il cumulo si è trasformato in una specie di carbonaia. Poche ore dopo i tizzoni incandescenti hanno dato fuoco alla vicina macchia mediterranea riarsa dalla siccità. E l’incendio è divampato in tutta la sua violenza: alcuni focolai sono stati spenti solo nella serata di ieri.
A scoprire come sono andate le cose è stato il Nucleo indagini antincendi boschivi della Forestale regionale, e l’inchiesta è sfociata in una denuncia alla procura della Repubblica dei quattro «comunali» con l’imputazione di incendio colposo. La ricostruzione dei fatti ha per certi versi dell’incredibile: nel pomeriggio di sabato i quattro operai hanno coperto con la terra il falò improvvisato, nonostante il divieto assoluto di accendere fuochi disposto dalla Regione per tutto il territorio. E nella stessa serata di sabato le fiamme hanno cominciato a serpeggiare tra le vecchie «fasce» e la boscaglia di Nervi. Poi domenica hanno attaccato la vicina pineta di Monte Moro. Da lì, l’incendio, favorito dal vento teso, si è propagato a tutto il crinale: dapprima il fuoco è salito verso l’alto, distruggendo in poche ore centinaia di ettari di bosco e sottobosco, poi è ridisceso superando la cresta che va da Monte Moro a Monte Fasce, direttamente alle spalle della città. Il cielo di Genova si è coperto di una nuvola di fumo rossastra, mentre «nevicava» abbondante cenere sugli eleganti quartieri residenziali del levante.
Questo per quanto riguarda l’inizio del rogo. Ma nel corso di indagini particolarmente approfondite, coordinate dall’unità di crisi istituita in Prefettura, gli investigatori della Forestale hanno scoperto anche rudimentali inneschi, che proverebbero la volontà precisa di appiccare il fuoco, in un’altra zona, quella di Bavari e Borgoratti, colpita a sua volta quando il primo incendio aveva già messo a dura prova centinaia di vigili del fuoco, agenti della forestale e volontari. Nelle stesse ore è stata denunciata dalla Forestale, sempre per incendio colposo, una quinta persona che sabato scorso aveva dato fuoco a delle sterpaglie nel proprio uliveto, ma le fiamme si erano subito estese a dei terreni vicini, in zona di Apparizione.
Ieri, finalmente, sono stati spenti gli ultimi focolai che minacciavano le case, anche con l’aiuto dei lanci d’acqua di tre Canadair e quattro elicotteri, due della Regione e due Erickson S64 della Protezione civile. Ed è cominciata la lunga opera di bonifica, che - spiega la responsabile provinciale della Forestale, Paola Tomassone - vedrà impegnati vigili del fuoco e addetti del Corpo per almeno tre giorni. All’opera, ventiquattr’ore su 24, 100 vigili del fuoco per ciascun turno, 40 agenti della Forestale e 240 volontari impiegati sul terreno. Tutto per un cumulo di sterpaglie accese nel cimitero, e per l’intervento determinante di chissà quanti ignoti piromani.