Influenza, i pediatri non vorrebbero chiudere le scuole

I pediatri liguri non hanno chiesto di chiudere le scuole ma hanno detto di essere disponibili a collaborare. Nella peggiore delle ipotesi si potrebbe anche arrivare alla chiusura degli istituti che è uno scenario che può essere previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. È quanto sostiene Alberto Ferrando, pediatra e vice presidente dell’Ordine dei Medici di Genova, in merito alla pandemia di influenza A e all’ipotesi di chiusura delle scuole che deve essere, precisa, «l’ultima ratio in caso di contagio di massa». La riunione dell’Unità di Crisi prevista mercoledì a Roma «dovrà fornire direttive valide su tutto il territorio nazionale», ha aggiunto Ferrando. A preoccupare i pediatri è la possibilità della rapida diffusione del virus tra i più piccoli, tenuto conto che il vaccino, attualmente in fase di sperimentazione sull’uomo, non sarà pronto prima di novembre.
«Cosa sta facendo in termini di prevenzione per l’influenza di tipo A la Regione Liguria?». È quanto chiede il consigliere regionale del Pdl Luigi Morgillo. «Sono molto preoccupato - dichiara - in quanto sento parlare di rinvio dell’apertura delle scuole, ma nello stesso tempo apprendo che fino a novembre non sarà possibile iniziare il piano di vaccinazioni in quanto mancano i farmaci. Cosa si farà fino a novembre?». Intanto Morgillo chiede di verificare se la normativa regionale che prevede procedure a garanzia della qualità dell’aria che si respira nei luoghi dotati di impianti di climatizzazione o di aerazione, sia stata applicata.