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"Il 25 aprile tradito". Il j’accuse del saggista ebreo Roger Abravanel

Lo scrittore, figlio di una donna internata dagli italiani in un campo di concentramento libico, accusa: "Gli italiani che tacciono dopo i fatti di ieri, 25 aprile, fanno come gli struzzi dimenticando che l’antisemitismo in Italia è stato solo di poco inferiore a quello che c’è stato in Germania"

"Il 25 aprile tradito". Il j’accuse del saggista ebreo Roger Abravanel
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“Gli italiani che tacciono dopo i fatti di ieri, 25 aprile, fanno come gli struzzi dimenticando che l’antisemitismo in Italia è stato solo di poco inferiore a quello che c’è stato in Germania”.

A scriverlo sul sito setteottobre.com è Roger Abravanel, saggista ebreo italiano, figlio di una donna “internata dagli italiani in un campo di concentramento nella Libia italiana” che “stava per essere imbarcata sulla nave per la Germania quando fu liberata dagli inglesi”. Abravanel ricorda che “il 30% degli ebrei tedeschi andò nei campi di sterminio e in gran parte vi morì", ma “lo stesso valse per il 20% degli ebrei italiani". All’epoca, “gli ebrei in Italia erano solo 45 mila contro 530 mila in Germania”, si legge nell’articolo dove si osserva che ciò significa che gli ebrei italiani mandati nei campi di sterminio furono 7-8mila.

Abravanel, poi, racconta che i suoi genitori “divennero vittime dei pogrom antisemiti in Libia che causarono l’esodo di tutti gli ebrei dalla Libia”, chi verso l’Italia chi verso Israele. “I miei arrivarono a Milano con serie preoccupazioni per la loro sopravvivenza anche perché l’Italia non li aiutò, come invece fece Israele con il milione di profughi dai paesi arabi antisemiti”, ricorda Abravanel che, dopo essersi laureato al Politecnico di Milano, fece il servizio militare in aeronautica. “Papà mi disse che, anche se gli italiani anni prima avevano quasi mandato lui e mamma nei campi, era stato un errore che non si sarebbe mai ripetuto ed era arrivato il momento di dimostrare la lealtà al mio Paese”, racconta Abravanel che rivela di essere diventato uno sionista “informato”. E accusa gli italiani: “Va avanti da sempre ma dopo il 7 ottobre - si legge - è diventato un vero tormento vedere come in Italia oggi il 70% degli italiani sia diventato vittima della propaganda sui media e sui social fatta dagli islamisti che vogliono la sharia nel lungo termine nel nostro Paese”. Abravanel si definisce “ebreo, sionista ma italiano” e considera quanto successo ieri una grave ferita.

“Speriamo che il presidente Mattarella prenda una posizione altrettanto forte contro questa vergognosa manifestazione antisemita come ha fatto quando ha condannato il ‘genocidio’ di Gaza.

E che convinca gli ebrei italiani che la gravissima ingiustizia commessa anni fa nei loro confronti, non molto inferiore a quella commessa dai nazisti, non si ripeterà mai più”, scrive Abravanel che, poi, sentenzia: “Non solo a parole ma coi fatti”.

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