Flop dei pm: Berlusconi non comprò senatori

Nell'inchiesta di Woodcock sul caso De Gregorio non ci sono le prove di corruzione o forzature

Volevano processare subito Silvio Berlusconi per una presunta compravendita di deputati all'epoca del governo Prodi, inchiesta napoletana nota come caso De Gregorio. Ma era soltanto l'ennesima bufala di una magistratura sciagurata e ieri la gip ha fermato i due pm, il solito Woodcock e l'inseparabile collega Piscitelli, che avevano chiesto il rito immediato e ventilato addirittura la possibilità di arresto istantaneo per l'ex premier. La motivazione non lascia spazio a fantasia: non ci sono prove evidenti che De Gregorio abbia votato contro Prodi per dare vantaggi a Berlusconi, tantomeno che questo sia avvenuto dietro compenso, non c'è stata alcuna corruzione.
L'inchiesta era stata gettata come una bomba post elettorale, così tanto per fare un po' di casino, e minacciava di interferire pesantemente sulle trattative per la formazione del nuovo governo. Già sinistra - Pd in prima linea - e grillini assaporavano il piacere di votare per l'arresto di Berlusconi e inaugurare così la legislatura all'insegna del giustizialismo politico. Gli è andata buca, il presunto impresentabile Berlusconi non è un corruttore di parlamentari, resta invece impresentabile Lucia Annunziata, campione di diffamazione impunita e arrogante.

Se non è questa persecuzione giudiziaria, dite voi. Nessuna cautela, nessun controllo, parole in libertà tramutate in prove schiaccianti: questa è la nostra giustizia, e purtroppo non soltanto nei confronti di politici scomodi alla casta dei pm. Migliaia di italiani, senza mezzi per resistere e lontano dai riflettori, subiscono ogni anno trattamenti del genere: uomini, famiglie e imprese rovinate dalla sciatteria dei magistrati, che se poi si salda con l'Annunziata di turno, addio. Vai poi a spiegare all'opinione pubblica, a parenti e amici che si era trattato di un clamoroso errore dovuto a malafede e imperizia. Ci piacerebbe conoscere in merito l'opinione del neopresidente del Senato, Piero Grasso, fresco ex procuratore d'assalto. Avrà il coraggio di condannare l'ennesimo assalto al senatore Berlusconi o tacerà? Si accettano scommesse, ma io un'idea ce l'ho già: butterà a mare i suoi nuovi colleghi per difendere i vecchi. Perché? Non si sa mai.

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