Sgarbi settimanali / Se i pm indagano anche sulla cuccia del cane

Mentre lo Stato si consente un mostro come la teca dell'Ara Pacis, a Dell'Utri non è consentito costruire una casetta su un albero del giardino della sua villa; e per di più smontabile

Sgarbi settimanali / Se i pm indagano anche sulla cuccia del cane

Conosco Malagò, l'attuale presidente del Coni, da tanti anni. Possiamo dirci amici per una spontanea simpatia. L'ho visto correre, l'altra sera, in televisione: un atteggiamento informale, molto singolare per un presidente, certamente atletico. Mentre correva, lo speaker del telegiornale annunciava la sua decisione di ritirare le tessere omaggio per gli stadi ai parlamentari. Malagò ha deciso di usare il suo potere contro uno dei (marginali) privilegi della casta. Giusto? Sbagliato? Malagò ha voluto dimostrare che l'aria era cambiata. Può darsi che abbia ragione, anche se resta a lui il potere di concedere tessere gratuite ad altri. Il calcio è un divertimento, ed è giusto che, per divertirsi, si paghi. Io avrei in mente un'operazione contraria. Estenderei a tutti i cittadini il libero accesso ai musei perché non si dia lo scandalo che per conoscere la bellezza, qualcuno debba pagare. Comincerei a mandare una tessera gratuita a Malagò.

***

Pino Corrias mi attribuisce di aver influenzato alcune «bionde» deputate del Pdl, suggerendo loro un accostamento tra Berlusconi e Pasolini relativo alla vita sessuale. Ma Corrias non è d'accordo e vuole difendere Pasolini cercando di ricondurne la morte a un complotto: «Quel nome lo avevano appena imparato da Sgarbi che da qualche tempo va in tv a difendere B. citando questo antico poeta: “Pasolini! Anche lui si scopava i ragazzini, e allora? Nessuno lo ha mai perseguito!”. Ingannate dalla vita e da Sgarbi, le bionde ignorano che Pasolini fu assai perseguitato: in vita e in morte». In realtà, un processo ha stabilito che Pasolini è stato ucciso da Pino Pelosi, minorenne da lui pagato per prostituirsi. Qualcosa di più reciprocamente violento e drammatico del destino di Ruby, che appare tutto meno che parte lesa. Ma l'onore di Pasolini deve essere salvato anche contro la sua stessa volontà e decisione, impedendogli di stare dalla parte del male. Perché Pasolini è, comunque, buono; e Berlusconi è, comunque, cattivo. Non c'è niente da fare: il moralismo non sopporta la verità. Berlusconi è impunito, nonostante un ridicolo e infamante processo nel quale egli è chiamato a rispondere di quello che non ha fatto, e a pagare per tutti. Anche l'arbitrio, nel caso di Berlusconi, diventa giusto processo; mentre Pasolini è, comunque, stato processato ingiustamente e, oggi, commiserato da Corrias sull'Unità. Esattamente quello che è avvenuto per Berlusconi, considerato «impresentabile». Ma, in ogni caso, nonostante la non richiesta difesa di Corrias, Pasolini non fu particolarmente perseguitato: dopo essersi masturbato e avendo masturbato tre ragazzi suoi allievi minorenni, fu cacciato dal Partito comunista (non un gran danno), processato e prosciolto perché il fatto non costituiva reato e non c'era querela di parte. Non vedo differenza con Berlusconi. E non credo che Pasolini si sarebbe permesso di ritenere colpevole qualcuno per i suoi stessi comportamenti sessuali, se con persone consenzienti. In una cosa era diverso da Berlusconi: non voleva donne.

***

Esempi di accanimento. Avevamo pensato fino a ieri che fossero le soprintendenze a riconoscere e a sanzionare gli abusi edilizi, e che inappellabile fosse il loro giudizio sulle infrazioni. E invece questo non vale per Dell'Utri, condannato a nove mesi dal tribunale di Como per abuso edilizio e alterazione delle bellezze paesaggistiche. Mentre lo Stato si consente un mostro come la teca dell'Ara Pacis, a Dell'Utri non è consentito costruire una casetta su un albero del giardino della sua villa, poco più che un gazebo, una deliziosa casetta per bambini, giudicata dall'architetto del Comune «spazio ideale per l'avvistamento degli uccelli e per ammirare la fauna tipica del luogo e la natura circostante», non certo per abitare; e per di più smontabile. A favore di Dell'Utri si è pronunciata con precisione anche la Soprintendenza, negando le violenze paesaggistiche. Niente da fare: il giudice ha condannato l'imputato e ha inviato gli atti al Pm perché valuti se incriminare il tecnico per abuso d'ufficio. A quando il processo per la cuccia del cane? Così va il mondo. Intanto le pale eoliche divorano il paesaggio.

Commenti