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Gerardo Bianco, addio all'ultimo "Professore" della Democrazia Cristiana

Muore a 91 anni Gerardo Bianco, uomo politico di peso nell'ultima fase della Dc e, soprattutto, raffinato intellettuale

Gerardo Bianco, addio all'ultimo "Professore" della Democrazia Cristiana

A 91 anni è morto a Roma Gerardo Bianco, storico esponente della Democrazia Cristiana, nove volte deputato (1968-1994; 2001-2008), Eurodeputato dal 1994 al 1999, Ministro della Pubblica Istruzione tra il 1990 e il 1991 nel governo Andreotti VI. Uomo proveniente dalla provincia di Avellino, come il suo grande amico e alleato politico Ciriaco De Mita, vicinissimo alla corrente Forze Nuove di Carlo Donat Cattin e a Fiorentino Sullo, Bianco è stato l'ultimo "Professore" di una lunga serie di politici con lo scudo crociato.

Fosse nato alcuni anni prima avrebbe convissuto l'epopea di Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira nella scrittura delle linee guida della Costituzione, del sistema a economia mista, del futuro del Paese rinato dopo la guerra. Classe 1931, visse da protagonista soprattutto la fase terminale del potere democristiano, distinguendosi però per uno spirito di dialogo bipartisan e, soprattutto, per la grande cultura umanistica e giuridica. Alumno del Collegium Augustinianum della Cattolica di Milano come Fanfani, De Mita e Romano Prodi, laureato in lettere classiche, già docente di storia della lingua latina e letteratura latina presso la facoltà di lettere e filosofia (già Magistero) dell'Università degli Studi di Parma Bianco era il centrista cattolico doc in un'epoca in cui il "partito-Stato" aveva perso gradualmente ogni slancio propositivo e operava una strutturale, necessaria ma autoreferenziale gestione del potere.

Il rapporto con Mattarella

"Il Parlamento è la mia passione”, amava ripetere, anche di recente, quando criticava l'idea dell'elezione diretta del Capo dello Stato. Vicepresidente della Camera ai tempi della presidenza della comunista Nilde Iotti, seppe costruire con la storica compagna di Palmiro Togliatti un rapporto franco e cordiale. Attento alla mediazione, mostrò grande stima e rispetto per il Partito Radicale di Marco Pannella. Nella fase terminale della Dc fu assieme a Mino Martinazzoli il protagonsita di un'era chiusa con la fine dello scudo crociato e la nascita del Partito Popolare Italiano. Dal 1992 al 1994 proprio Bianco fu l'ultimo presidente del gruppo parlamentare Dc. Al suo fianco, in quegli anni, lo ha ricordato in una delle ultime interviste concessa ai nostri microfoni a Federico Bini, Bianco coltivò un rapporto speciale con l'attuale capo dello Stato Sergio Mattarella: "Con Mattarella ho avuto rapporti eccellenti da tutti i punti di vista. Il rapporto è stato poi eccellente perché io ero presidente del gruppo e lui relatore della legge che porta il suo nome, il Mattarellum. Nel ’94 io sono diventato segretario del Partito popolare e lui nel ’96 è eletto capogruppo dei popolari alla Camera. Il presidente Mattarella lo ricordo come austero, severo, cordiale e amico".

Di recente aveva anche perorato la necessità di ricostruire lo spazio politico centrista e cattolico partendo dai valori, non dagli uomini. "Non si può fare il grande centro senza un grande popolo”, ha detto Bianco a Formiche nel giugno scorso. Aggiungendo che "una cultura di centro non si costruisce solo invocandola: serve una visione di civiltà, della politica estera, una teoria economica e sociale".

E tale visione a Bianco non mancava. Lo testimonia l'appassionato impegno culturale che ha continuato a portare avanti anche durante il suo cursus honorum. Bianco nei decenni è stato collaboratore dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana per l’Enciclopedia virgiliana, oraziana e per il Dizionario biografico degli Italiani con voci su argomenti agrari, concetti etici e biografie di latinisti. È stato autore di studi su Varrone, Sallustio, Virgilio, Orazio, Ovidio e scritto diverse monografie. Oltre a La balena bianca, libro sugli ultimi anni della Dc (1990-1994) Bianco ha scritto saggi sulla critica letteraria di Francesco De Sanctis e sulle radici greche delle Metamorfosi di Apuleio. Nel 2019 l'ultima sua pubblicazione: Tellus. La sacralità della terra nell’Antica Roma. Un saggio in cui parlava della necessità di coniugare visione ideale, religiosa, spirituale e giuridica per capire in profondità l'armonia della civiltà romana. E che probabilmente rifletteva anche la visione ideale dell'ultimo grande uomo di cultura protagonista dell'epopea politica della Dc.

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