Anche all'estero si stanno accorgendo di Francesca Albanese, al punto che la Francia ne ha chiesto le dimissioni dall'Onu dopo l'ennesimo grave episodio che l'ha vista protagonista, con il suo intervento all'Al Jazeera Forum a cui hanno partecipato anche un ministro iraniano e il capo di Hamas Khaled Meshaal. "Albanese deve dimettersi per l'odio contro Israele", tuona il ministro degli Esteri francese Barrot.
C'è imbarazzo anche in Italia. Ma qualcuno la continua a difendere. I "soliti noti", che la vedono come una vera e propria eroina. Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde: "La richiesta di dimissioni di Francesca Albanese, avanzata anche in Italia da Lega e Fratelli d'Italia, è il frutto di una campagna di manipolazione politica costruita dal gruppo UN Watch, che fa campagne contro l'Onu e che ha realizzato un video su Albanese tagliato ad arte per attribuirle una frase mai pronunciata. È un'operazione grave, che ha manipolato le sue parole per alimentare una polemica strumentale finalizzata a delegittimare chi denuncia i crimini contro l'umanità del governo israeliano. Siamo di fronte a un meccanismo pericoloso - prosegue nella sua arrampicata sugli specchi -: si estrapola una frase, la si decontestualizza e la si usa per delegittimare chi svolge un mandato internazionale scomodo. Si chiedono le dimissioni di Albanese, che denuncia un sistema che ha occultato il genocidio a Gaza, ma si fanno affari e si intrattengono rapporti politici con Benjamin Netanyahu, un criminale che si è reso responsabile di crimini contro l'umanità per aver bombardato scuole, ospedali, case e campi profughi e assassinato oltre 80 mila palestinesi, e forse più. Spostare il dibattito su una frase manipolata serve solo a evitare il confronto sui fatti. Il governo francese dovrebbe scusarsi con Francesca Albanese e i governi europei spieghino perché non hanno mai sanzionato chi si è reso complice dello sterminio del popolo palestinese, per noi un genocidio".
La deputata M5S Stefania Ascari sulla propria bacheca Facebook scrive che "Francesca Albanese non ha mai pronunciato le parole per cui si chiedono le sue dimissioni da relatrice Onu, e basta ascoltare il suo intervento per rendersene conto. Questi attacchi sono pretestuosi, costruiti ad arte per colpire una voce che, con documenti e dati alla mano, denuncia i crimini commessi dal governo israeliano e le complicità della comunità internazionale. Francesca Albanese dà fastidio perché sbatte in faccia la realtà e perché sa farsi ascoltare". Poi va oltre e aggiunge: "Non potendo smontare le sue argomentazioni sul piano giuridico, si scelgono la calunnia e la mistificazione per delegittimarla e ridurla al silenzio. Ma colpire chi denuncia non cancella i fatti, li rende solo più evidenti. Chi oggi la attacca non ha mosso un dito per fermare un governo genocida, ma è pronto a inventare falsità pur di screditare chi quei crimini li ha denunciati. È esattamente questo il meccanismo malato e corrotto che Albanese descrive, il "nemico" a cui si riferisce. E oggi è, più che mai, sotto gli occhi di tutte e tutti noi".
Non è da meno Nicola Fratoianni di Avs: "Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite. La richiesta di dimissioni dall’Onu da parte della Francia e di tutti coloro - conclude il leader di SI- che in queste ore nella politica italiana si stanno associando a questa richiesta, è una assurda e incredibile strumentalizzazione politica. Solidarietà a Francesca Albanese".
"Francesca Albanese non ha mai detto quello di cui viene accusata - afferma il deputato M5S Dario Carotenuto -. C'è un video che lo dimostra in maniera inequivocabile. Delle due, una: o chi ne sta chiedendo le dimissioni non comprende le lingue - e non ci stupirebbe dal momento che spesso travisa anche l'italiano - o, altrimenti, conferma proprio la tesi della Albanese, e cioè che il male dell'umanità è proprio quel sistema che difende per partito preso Israele e ha così consentito che avvenisse un genocidio. Lo stesso sistema che oggi sta ignorando l'annessione della Cisgiordania, che sta avvenendo di fatto in queste ore e invece di denunciare questo orrore, se la prende con la Albanese".
La difesa d'ufficvio arriva anche dal Pd. "Non ho letto cosa ha detto Albanese. Ma ho visto che ha già chiarito tutto", dichiara il deputato Pd Arturo Scotto. "Mi sembra tuttavia singolare che si chiedano le dimissioni di Francesca Albanese nel giorno in cui Israele decide nei fatti di annettere la Cisgiordania.
Come ha denunciato da sempre la relatrice speciale delle Nazioni Unite in tutti i suoi rapporti. Mi aspetterei altro in queste ore dai governi europei, a partire dalla sospensione del Trattato di cooperazione, vista la palese violazione dei diritti umani nei confronti dei palestinesi"