«Ursula vai a casa» urlano i leghisti in Piazza Duomo, Milano. «Chi non salta comunista è, è» e molti saltano. Il primo caldo non ha fermato il popolo della Lega, dei patrioti. Magliette sportive con slogan accattivanti, mani giganti di spugna con l'indice puntato verso l'alto. Verso l'Europa «cattiva». Le bandiere del Piemonte, del Veneto sventolavano numerose. «Non si molla, dobbiamo far sentire la nostra voce» ci dice il signor Giovanni, proveniente dalla bergamasca. C'è anche chi ha preso un pullman dalla Campania per essere a Milano, al fianco di Matteo Salvini e dei leader europei. «Non possiamo accogliere tutti, dobbiamo essere più severi. Pensare ai nostri interessi» dice la signora Maria, con in testa il cappellino bianco con lo slogan dell'evento: «senza paura». C'è chi dice che la piazza non è piena, facciamo notare agli addetti ai lavori. «Siamo 10, 12 mila... c'è chi ha fatto delle foto prima che cominciasse la manifestazione».
Di fronte al Duomo, all'ombra della Madunina, anche i trattori. I clacson non hanno mai smesso di suonare. La Lega è anche
a loro che si rivolge. «Crediamo in Salvini, è uno dei pochi al nostro fianco» ci dice un agricoltore della bassa padana. La grande bandiera con il simbolo della Lega sventola. È la stessa di Pontida. «Noi non manchiamo mai!» dice lo sbandieratore. Molti manifestanti spulciano l'elenco degli interventi, cercano di capire chi siano i patrioti europei. Il più gettonato è il francese Bardella. Deputati e senatori si mischiano tra la folla. Silvia Sardone è carica. Claudio Durigon fa selfie tra i fans mentre Laura Ravetto, insieme ad altre donne, sfila con un lungo striscione. Si sarebbe dovuto parlare di remigrazione, ma alla fine in piazza Duomo si è parlato di tutto quello che non va. Di come cambiare l'Europa, un'Europa che «non deve rompere i cogl**ni ai Paesi sovrani» per citare il leghista Claudio Borghi che, circondato dai manifestanti, imprecava contro l'Unione Europea. Ci tiene ad aggiungere altro. Prendiamo appunti: «Bisogna far capire a qualche nostro alleato che non vogliamo essere moderati. Essere moderati non paga, se giochiamo con queste regole europee non ne usciamo vivi». Un avviso agli «amici» di Forza Italia? Fa spallucce.
Gli azzurri, in mattinata, si sono radunati sotto l'Arco della pace insieme a un gruppo di «italiani di seconda generazione». Una sorta di contromanifestazione dicono i più maliziosi. Tra i forzisti, al fianco del consigliere comunale meneghino Alessandro De Chirico la prima consigliera comunale musulmana italiana, Sumaya Abdel Qader, eletta con il Pd ormai dieci anni da. Gianluca Comazzi, consigliere comunale e assessore al Territorio e sistemi verdi di Regione Lombardia di Forza Italia ha rassicurato: «Non è stato un sit-in contro la Lega».
Intanto, a piazza Duomo, la situazione si è scaldata e un vecchio signore urla a squarciagola a favore di telecamere «Europa ladrona, la Lega non perdona!». Mentre a pochi metri la polizia carica i manifestanti sinistri i leghisti ballano, ridono e sperano. Sperano che qualcosa cambi «per i nostri figli, i nostri nipoti. Se la situazione va avanti così siamo rovinati!».