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Avs in piazza con i violenti di Askatasuna. Centrodestra attacca: "È terrorismo rosso". Conte condanna. Mattarella chiama Piantedosi

Dalla Regione Piemonte ora si chiede che Avs venga escluso dalla giunta di Stefano Lo Russo: "La cittadinanza torinese non è più disposta a perdonare questo scempio"

Avs in piazza con i violenti di Askatasuna. Centrodestra attacca: "È terrorismo rosso". Conte condanna. Mattarella chiama Piantedosi
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"Noi siamo qua per dire che il governo non avrà lo scalpo di Torino e penso che in qualche modo questo è anche un segnale, che Torino non vuole essere Minneapolis e nessuno vuole, diciamo, stare in questa idea sovranista e trumpiana di come si piegano le democrazie, e quindi noi siamo qua anche per questo". Queste le parole di Marco Grimaldi, deputato di Avs, poco prima che la frangia violenta del corteo per Askatasuna, non composta da infiltrati ma parte integrante della manifestazione che ha sfilato per e vie di Torino, andasse all'assalto degli agenti. Era ovvio e prevedibile che sarebbe finita con lo scontro, il centro sociale e i suoi sodali lo avevano preannunciato da tempo, ma nonostante questo Avs, unica forza politica parlamentare, ha scelto comunque di essere in piazza. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze. Lo fa sapere il Quirinale.

"Askatasuna è parte di questa città, l'ha arricchita così come ha arricchita Vanchiglia e questa è l'idea più simile al bene comune che intendo, cioè l'idea che in qualche modo un centro sociale non è solo il suo collettivo politico, è un pezzo di società. Noi siamo qua, non abbiamo le stesse pratiche di Askatasuna, spesso, diciamo, abbiamo anche discusso in questi anni", ha messo le mani avanti Grimaldi, che però era lì in piazza insieme a chi la violenza la usa come pratica di dissenso contro un corpo dello Stato. "Pensiamo che con ogni spazio che viene meno in questa società, la democrazia arretra, diventa più fragile e non serve, diciamo, a quello che invece è il futuro delle nostre città", è la conclusione di Grimaldi, che era presente anche in altre manifestazioni del centro sociale.

"Quanto accaduto oggi con l’ennesimo, pesantissimo, assalto alla polizia da parte dei violenti di Askatasuna è intollerabile e deve essere chiamato col suo nome: terrorismo rosso. Non sono manifestanti, sono professionisti della violenza, agitatori che vogliono il ritorno alla lotta armata e che meritano solo il carcere, non la tolleranza di cui godono da troppo tempo. È gravissimo che esponenti di sinistra, tra cui rappresentanti di Alleanza Verdi Sinistra abbiano partecipato al corteo", ha dichiarato Silvia Sardone, vicesegretario della Lega. "La coalizione di centro sinistra ha un problema di estremismo di cui è prigioniera. A dare l’adesione non è solo qualche personaggio locale ma addirittura un parlamentare che sceglie la strada di andare oltre la legittima manifestazione delle sue idee e si spinge all’adesione ad un corteo che sta costringendo l’impegno di migliaia di agenti delle forze dell’ordine proprio per la pericolosità che si insinua nell’organizzazione", ha aggiunto Augusta Montaruli, vicecapogruppo di FdI alla Camera.

Ma in piazza c'era anche Valentina Sganga del M5s. Nonostante questo, il presidente dei pentastellati ha rilasciato una dichiarazione sostenendo che "Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell'ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità.Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà", ha dichiarato Giuseppe Conte.

"Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell'Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un'aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto", sono le parole di Elly Schlein.

"Torna la violenza degli anarchici di Askatasuna contro le forze dell’ordine. A Torino devastano il centro della città come hanno sempre fatto. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando. Sono solidale con poliziotti, carabinieri e finanzieri che garantiscono l’ordine pubblico nel nostro Paese", ha dichiarato il vicepremier Antonio Tajani. Dello stesso avviso anche l'altro vicepremier, Matteo Salvini: "Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza". Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha aggiunto: "Ancora una volta per colpa di Askatasuna e il resto della feccia dei centri sociali abbiamo esponenti delle forze dell'ordine feriti a Torino. Questi criminali vanno messi all'angolo. Portano violenza, vogliono occupare sedi, sono i fautori dell'illegalità protetta e promossa dalle sinistre di ogni tipo. Totale solidarietà alle forze dell'ordine che hanno non solo il diritto ma il dovere di sgomberare le strade da questa presenza portatrice di violenza, di prepotenza e di disordine. Ognuno può manifestare le sue idee, in maniera ordinata e rispettando i diritti altrui. Questi centri sociali protetti dalle sinistre di ogni tipo rappresentano una presenza nefasta e non è più tollerabile che le forze dell'ordine debbano subire violenze da costoro. Anche per questo bisogna varare nuove norme che ristabiliscano il primato dello Stato e della legalità. Chi dovesse fiancheggiare questa gente sappia che si mette dalla parte del terrore e dell'anti-stato".

"Quanto sta avvenendo a torino e’ gravissimo perché non stiamo parlando solo di atti di violenza ma violenze da una piazza che ha visto la partecipazione attiva del centrosinistra. Ora si spiega perché hanno sempre osteggiato e osteggeranno i pacchetti sicurezza del Governo: a forza di essere in balia degli estremisti manifestano per e con loro", ha dichiarato Augusta Montaruli, deputata di FdI. "Purtroppo non sono capaci di sorprenderci: rimangono fedeli al loro orgoglio di violenza e sopraffazione. Saranno pure 15 o 20mila, tuttavia non è rilevante il numero, ma la stantia e vergognosa pratica fascista dello scontro fisico, del dileggio alle regole della civile convivenza, del rifiuto alla legalità. Sono indignato alla notizia della partecipazione a questa gazzarra da parte di rappresentanti delle istituzioni. Il signor Grimaldi, non riesco proprio a chiamarlo onorevole, che parla di risposta a un assedio, alla repressione della libertà in una Torino antifascista, si vergogni di ciò che afferma, si vergogni del sostegno ai violenti, si vergogni dell’incapacità di comprendere che i veri fascisti sono quelli che lui sostiene e a cui dà voce. I cittadini di Torino non ne possono più di queste manifestazioni di violenza, non ne possono più di sentire queste menzogne sulla repressione degli spazi di dialogo; Askatasuna non dialoga, Askatasuna prevarica, delinque, ruba spazi e serenità alle persone per bene. E chi si oppone alla loro violenza diventa un bersaglio, come è successo nei giorni scorsi alla Rettrice Cristina Prandi, che aveva la sola “colpa” di voler impedire che il diritto allo studio si trasformasse impunemente nel diritto a delinquere", sono le parole del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

Si fa sentire anche l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone, ideatore della norma Anti-Askatasuna: "Oggi un partito che governa la città di Torino è sceso ufficialmente in piazza insieme all'orda antagonista accorsa da tutta Italia e dall'estero per invaderla e saccheggiarla, di fronte agli occhi indignati dei torinesi. Il Sindaco Lo Russo abbia il coraggio politico di mettere AVS fuori dalla giunta e dalla maggioranza o volterà le spalle a tutta la cittadinanza torinese, che non è più disposta a perdonare questo scempio, inflitto a Torino per un calcolo di poltrone in Sala Rossa".

Grande rabbia anche da parte della polizia, che conta i feriti di un'ennesima giornata di scontri. "È scandaloso e inaccettabile che alcuni soggetti, in piazza oggi a Torino, pretendano di trasformare l’illegalità in una condizione normale, addirittura rivendicata come diritto politico. Quello che ruota attorno ad Askatasuna non è dissenso, ma una chiamata esplicita alla rivolta alimentata da soggetti che arrivano da altre regioni e persino dall’estero, come dimostra la presenza di militanti provenienti anche dalla Francia e intercettati grazie all’attività preventiva della Polizia. Non si tratta di manifestazioni spontanee, ma di azioni organizzate, con passamontagna, materiali atti a offendere e una strategia precisa di tensione. Chi parla di protesta pacifica mente sapendo di mentire: qui siamo di fronte a un modello di illegalità strutturata, che usa l’occupazione abusiva, la violenza e l’intimidazione come strumento politico. Restituire legalità e sicurezza ai territori significa avere il coraggio di sgomberare luoghi simbolo dell’illegalità come Askatasuna, senza ambiguità e senza tentennamenti, perché ogni esitazione dello Stato viene letta come una resa", ha dichiarato Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp.

"“In ogni democrazia i conflitti sociali dovrebbero essere gestiti e risolti dalla politica. Anche la protesta, se non violenta ed esercitata nel rispetto delle regole basilari del quieto vivere civile è una delle prerogative che si possono esercitare. Ma quando i tentativi di mediazione falliscono e il diritto alla protesta si trasforma in aggressione, devastazione e soprattutto linciaggio di chi rappresenta lo Stato e la legalità, lo Stato ha il dovere di intervenire per ristabilire la legalità. La chiusura di Askatasuna, ha portato oggi quasi 15000 manifestanti per le strade di Torino. Il finale, visti i prodromi, purtroppo sembrava già scritto: non diritto alla protesta ma solo violenza e devastazione. Le immagini tremende di delinquenti certi della totale impunità che mostrano un branco di codardi linciare un poliziotto a terra con una violenza inaudita, se ce ne fosse ancora bisogno, e la prova di chi veramente deve essere perseguito rispetto a chi invece, si trova li solo per adempiere al proprio lavoro e al proprio dovere. Ci auguriamo che non serva un'altra tragedia come quella del collega Raciti per far comprendere chi sono i violenti, chi i delinquenti e chi invece tale violenza la subisce. “Sono vicino a tutti i colleghi feriti, oltre 15, ovviamente in particolare al collega vittima del violento linciaggio. Esprimendo contemporaneamente un plauso per la professionalità, l’equilibrio e soprattutto per il senso dello Stato che hanno dimostrato anche stasera durante l’ennesima gravissima aggressione subita. Altresì ferma condanna in tutti coloro i quali scientemente anche solo da irresponsabili, si schierano dalla parte di questi delinquenti cercando di farli passare come povere vittime del sistema e non per quello che sono: picchiatori seriali. Colleghi che considero il vanto del nostro Paese, ragazzi che non hanno esitato a prendere servizio stamane, consapevoli di quello che avrebbero dovuto subire e che hanno puntualmente subito. Stanotte torneranno a casa vigliacchi con un passamontagna nascosto in tasca e uomini con una divisa sporca di sangue. L’Italia sia fiera dei nostri uomini in divisa", sono le parole di Felice Romano, segretario Generale del Siulp.

"Lo abbiamo già detto in passato è un associazione criminale eversiva che violentando la democrazia vuole imporre la propria ideologia con la violenza traviando anche le menti dei giovani. Anche oggi Torino e’ sulla cronaca nazionale non per le sue bellezze ma per questo gruppo di criminali che vuole legittimare le proprie violenze e le occupazioni abusive. Ingenti danni per cittadini e commercianti oltre che per l’immagine della città. Anche oggi i Poliziotti hanno messo in gioco la propria incolumità per dire no alla violenza e riaffermare la presenza dello Stato e delle regole che non possono essere calpestate da questi terroristi di piazza. L’unico spazio concedibile ai membri di askatasuna sono quelli del carcere. Chiediamo di riconoscere Askatasuna come associazione terroristica e di perseguire chi si riconosce in essa e chi anche dalla politica difende il suo operato, perché è chiaro che vogliono la morte dei poliziotti e la morte di chi governa e della democrazia espressa dai cittadini. Sono un pericolo vero per chi non si riconosce in loro e oggi hanno privato della libertà i cittadini per bene di Torino che sono rimasti a casa o hanno chiuso le loro attività per paura", si legge in una nota di Luca Pantanella, segretario del sindacato Fsp a Torino. "Una carneficina annunciata, mai più cortei del genere. Si vietino queste manifestazioni prima che succeda qualcosa di irreparabile", è l'appello lanciato dal segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, "I violenti non meritano di manifestare".

"Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti, ma il conto continua a salire di ora in ora. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti sono ancora lì a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare una guerriglia più che annunciata, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia.

Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega", ha scritto nella nota Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato.

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