Mala tempora currunt per Sigfrido Ranucci, Report e il suo consulente chiave Gian Gaetano Bellavia, con la Rai vaso di coccio a farci la figura peggiore, come ricorda Maurizio Gasparri di Forza Italia, che invoca l’intervento di Viale Mazzini.
Gli uffici del commercialista milanese, secondo quando scrive il Corriere della Sera di oggi - quotidiano dove lavora la mentore del vicedirettore Rai, Milena Gabanelli - sarebbero stati perquisiti dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura di Milano. L’ipotesi dei pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo è che il professionista 71enne avrebbe indebitamente custodito copia di atti giudiziari di cui si sarebbe dovuto disfare definitivamente dopo la restituzione in tribunale e la deposizione delle sue perizie.
Tutto nasce dall’esfiltrazione di milioni di dati in possesso di Bellavia - frutto anche delle consulenze professionali a lui assegnate da Report in passato - da parte dell’ex dipendente di Bellavia Valentina Varisco (anch’essa coinvolta nella perquisizione, accusata a sua volta di accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita), che alla notizia della prossima chiusura dello studio di commercialista dove la donna lavorava avrebbe ottenuto una mole di materiale «copiandolo» da server non adeguatamente messi in sicurezza (c’è un fascicolo anche al Garante della Privacy) come un tesoretto di informazioni da spendere. Un furto avvenuto nel marzo 2025 che Bellavia ha denunciato in Procura ma non al Garante, come invece prescrive la legge.
Secondo la ricostruzione del quotidiano di Via Solferino Bellavia è accusati di aver omesso di restituire carte ottenute tra 2005 e il 2018, «trattenendo indebitamente copie di intercettazioni, annotazioni di polizia giudiziaria, verbali di perquisizione, documentazione contabile patrimoniale, ben oltre il tempo necessario alla predisposizione delle consulenze». Si tratterebbe, secondo i magistrati di una «reiterata e indebita attività di raccolta, organizzazione, conservazione e archiviazione di dati personali, in alcuni casi neppure pertinenti e/o rilevanti rispetto all'oggetto dell'incarico, e comunque in violazione della legge sul trattamento dei dati personali». In pratica, un vero e proprio dossieraggio.
Nell’indagine Gdf sono finite anche due società di investigazioni aziendali, Axerta e Argo. A fare gola sono le personalità della politica e dell’economia, più di 100 persone coinvolte in almeno 19 inchieste di magistrati che si sono rivolti a Bellavia per una consulenza, contenute in un elenco pubblicato per primi dal Giornale, di cui Bellavia ha prima negato poi ammesso la paternità. «Ma la Rai non ha niente da dire sullo scandalo Bellavia-Ranucci-Report? Io ho denunciato il commercialista Bellavia e registro che la magistratura milanese sta proseguendo nella sua indagine - dice al Giornale lo stesso Gasparri, componente della commissione di Vigilanza sulla tv di Stato.
«Ho il sospetto che tutte queste consulenze potrebbero consentire un giro di carte e un uso frenetico di documenti che un consulente di una Procura dovrebbe trattare con adeguata riservatezza», sottolinea il senatore azzurro, parte lesa di questo traffico di dati (c’è una sua dettagliata denuncia in Procura), frutto a suo dire di «una condotta quantomeno disinvolta e meritevole di indagini approfondite». La domanda che si pone Gasparri è semplice: «A quali dossier e a quali carte attinge Bellavia per dare i suoi pareri? Usa fonti aperte o si avvale anche della immensa quantità di carte che ha ottenuto dalla magistratura?». E se queste carte sono state trattenute e fatte circolare illegittimamente, cosa rischia Report per aver contribuito a diffondere un potenziale dossieraggio? «È uno scandalo enorme, la Rai deve cautelarsi da queste attività promiscue e confuse».
Ai quesiti sollevati da Gasparri ha risposto Ranucci su Facebook, dando appuntamento a domenica su Rai3 alle 20.
30: «Il vero scandalo è il fatto che Gasparri ancora non abbia risposto sul suo ruolo di presidente della Cvberleam, società di Cyber security che aveva all’interno soci che facevano parte dei servizi segreti israeliani. Domenica Report tornerà su questa vicenda mostrando anche i legami della società con Ecm, il software istallato sui 40mila pc degli uffici giudiziari e che consente di entrare nei computer dei magistrati».