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Berlusconi, il giorno più lungo

Dalla manifestazione in piazza all'attesa per il voto sulla decadenza a Palazzo Madama. Ma in serata niente Porta a Porta

Berlusconi, il giorno più lungo

Hanno tentato di convincerlo a soprassedere ma lui ha posto al centro della propria decisione una domanda: come faccio a restare nella maggioranza, fianco a fianco con i miei carnefici? Così Silvio Berlusconi ha posto fine alle larghe intese e si è preparato in questo modo ad affrontare quello che sarà, per lui, il giorno più lungo: la giornata in cui il Senato voterà per decidere sulla sua decadenza dal parlamento, in cui siede dal marzo 1994.

Il Cavaliere non pensa miminamente ad arrendersi. Convinto più che mai delle proprie ragioni e della profonda ingiustizia che sta per essere consumata sulla sua pelle - l'estromissione forzata dalla politica, dopo quasi venti anni - vuole combattere fino in fondo. Per spiegare agli italiani la sua verità, dimostrando l’assoluta innocenza per i casi Mediaset e Ruby. Ma per chiudere il suo "giorno più lungo" (domani sera) Berlusconi ha deciso che di non partecipare a Porta a Porta.

"Nella tarda serata - fa sapere Bruno Vespa - ci ha fatto sapere che pressioni famigliari lo hanno indotto a rientrare ad Arcore prima del voto di decadenza e dopo il comizio".

"Il presidente di Forza Italia - ha spiegato ancora Vespa - rientrerà ad Arcore", dunque, "domani sera prima del voto di decadenza e dopo il comizio alla manifestazione di solidarietà promossa dai suoi sostenitori. Raiuno - ha aggiunto Vespa - conferma la prima serata per seguire in diretta il voto del Senato e analizzarne le conseguenze politiche".

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