Con la scusa del 25 aprile la sinistra radicale si prepara a mettere in atto un disegno eversivo per provare a far cadere il governo Meloni. Non solo i CARC finiti nel mirino delle procure con perquisizioni e indagini ma anche il PMLI (Partito Marxista Leninista Italiano) che ha pubblicato un documento inquietante per sovvertire l’ordine democratico.
Già il titolo “Uniamoci per buttare giù il governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella” è emblematico anche perché nasce “nello spirito del 25 aprile” ma, ciò che colpisce, sono i contenuti dell’appello.
Il documento si apre affermando: “81 anni fa, il 25 aprile 1945, trionfava l'eroica guerra di Resistenza partigiana per liberare il Paese dall'esercito invasore nazista e i suoi sgherri repubblichini” da qui la constatazione che “celebrare oggi il 25 Aprile significa non solo ricordare la pagina più luminosa della storia del nostro popolo, ma anche ispirarsi al suo spirito e ai suoi insegnamenti per sconfiggere il nuovo fascismo che si presenta sotto nuove forme 'democratiche' e costituzionali, e che è tornato al potere con il governo neofascista Meloni, Mussolini in gonnella”.
Per questo vengono riportate le parole di Giovanni Scuderi, il Segretario generale e fondatore del PMLI secondo cui: “Il governo Meloni è una dittatura neofascista in contrasto persino con la democrazia borghese. Va quindi combattuto e abbattuto senza esclusione di colpi, usando tutte le forme di lotta, legali e illegali, parlamentari e extraparlamentari, pacifiche e violente di massa. Una lotta che va portata avanti fino alle estreme conseguenze, alla guerra civile, se risponde alla volontà delle masse”. Dichiarazioni inquietanti (già pronunciate durante il congresso del partito) che vengono però rilanciate a pochi giorni dell’inchiesta nei confronti del partito comunista dei CARC a cui, non a caso, il Partito Marxista Leninista Italiano ha espresso solidarietà per le perquisizioni.
Parole da non sottovalutare anche alla luce della storia del PMLI fondato a Firenze nel 1977 e con alle spalle numerose vicende giudiziarie e processi. Anche perché sta sempre di più emergendo una saldatura tra i mondi della sinistra radicale, i centri sociali, i collettivi e i pro Pal. Secondo i dati della Polizia lo scorso anno sul fronte del terrorismo di sinistra, di matrice anarchica e marxista-leninista, sono stati arrestati 13 soggetti, denunciati 524 e adottate altre misure coercitive per 19 persone riguardo singoli e gruppi coinvolti in azioni eversive e propaganda politica violenta. In generale, l’estremismo di sinistra ha visto l’arresto di 38 individui, 3.243 denunce e 42 ulteriori misure coercitive.
Numeri che non si possono ignorare di fronte a chi invita a usare “tutte le forme di lotta, legali e illegali, pacifiche e violente” invitando alla “guerra civile” con un comunicato pubblicato proprio in occasione del 25 aprile.