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Cagliari e Genova aprono alle carriere alias

Nel capoluogo sardo approvata la norma sulle carriere alias dei dipendenti (e non solo), ma FdI annuncia battaglia. A Genova, la giunta guidata da Silvia Salis è pronta a seguire l’esempio di Cagliari

Cagliari e Genova aprono alle carriere alias
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Il Comune di Cagliari ha dato il via libera alle carriere alias per i propri dipendenti, mentre quello di Genova guidato da Ilaria Salis si appresta a farlo.

Nel capoluogo della Liguria è stata l’assessore alle Pari opportunità e Politiche di genere Rita Bruzzone ad annunciare, nel corso di un'intervista all'edizione locale de 'la Repubblica' alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omolesbotransbifobia, il riconoscimento dell’'identità alias dei dipendenti e dei cittadini per permettere alle persone trans e non binarie di autodeterminarsi. "È doveroso da parte dell'amministrazione rappresentare tutti”, ha commentato Bruzzone che ha ricordato come il sindaco Silvia Salis e la sua giunta abbiano voluto aprire un Ufficio per i diritti Lgbtqia+. Ilaria Gibelli, consulente del Comune per le tematiche Lgbtqia+, ha detto: "Siamo convinti che l'azione della pubblica amministrazione incida sul benessere di dipendenti e cittadinanza. Ecco perché stiamo lavorando ad azioni concrete, come il riconoscimento dell'identità alias, perché se il Comune è al tuo fianco con politiche attive che contrastino le discriminazioni, i cittadini si sentono più sicuri di camminare nella città". La Gibelli è una figura che ha generato notevoli polemiche sia per il lauto compenso (156mila euro) sia per aver i partiti cattolici di centrodestra “omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti”. Questa iniziativa, quindi, l’ennesima provocazione della giunta Salis.

A Cagliari, invece, ieri è arrivato l’ok del Consiglio comunale alla mozione presentata dalla commissione Pari opportunità. "Il profilo alias è uno strumento amministrativo che consente alle persone trans e non binarie che non abbiano completato il percorso di rettifica anagrafica di utilizzare il nome e l'identità di genere corrispondenti a quelli vissuti e percepiti nella quotidianità", fanno sapere in una nota i consiglieri di maggioranza. Il Comune di Cagliari ha esteso tale diritto anche a “tutte le persone che, a diverso titolo, intrattengono rapporti con l'amministrazione" e, dunque, non lo ha previsto soltanto per il personale dipendente, “ma anche la cittadinanza utente dei servizi comunali e gli organismi propositivi e consultivi". Inoltre, non sarà più “necessario aver avviato il percorso medico e giuridico di affermazione di genere, oggi lungo, complesso ed economicamente dispendioso, per poter accedere allo strumento, nella prevalenza del principio di autodeterminazione della persona". Fermamente contrario il centrodestra che ha promesso battaglia sul tema.

“Preannuncio che, in modo provocatorio, per mettere in evidenza il bug che genera questa norma, io ed altri colleghi presenteremo la richiesta di avere un profilo alias”, ha detto il consigliere comunale d’opposizione di FdI Corrado Maxia durante la seduta del Consiglio.

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