Calabria, spunta l'ipotesi Di Cesare con Tridico: il post sibillino

La professoressa de La Sapienza, nonché opinonista di La 7, potrebbe essere la capolista della lista di Pasquale Tridico, candidato del M5s

Calabria, spunta l'ipotesi Di Cesare con Tridico: il post sibillino
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Pasquale Tridico del M5s starebbe ultimando la sua squadra per la candidatura in Calabria come presidente della Regione. Una candidatura sostenuta dal centrosinistra compatto che per il momento si basa su ritorno del reddito di cittadinanza che, per l'occasione, verrebbe chiamato "reddito di dignità". Il Quotidiano del Sud rivela che a guidare la lista "Tridico presidente" ci sarebbe Donatella Di Cesare, professoressa di Filosofia all'Università la Sapienza di Roma ma anche volto noto dei talk politici di La7.

La professoressa è stata al centro delle polemiche un anno e mezzo fa, quando ha espresso cordoglio per la morte di Barbara Balzerani, ex terrorista delle Brigate Rosse. Il post, poi rimosso, recitava: "La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee. Con malincuore un addio alla compagna Luna". Questa frase ha suscitato una forte reazione, in particolare da parte del mondo politico e di molti cittadini, che l'hanno considerata un'offesa alla memoria delle vittime del terrorismo, anche perché Balzerani ha partecipato al sequestro e all'uccisione di Aldo Moro nel 1978, sebbene non fosse direttamente presente in Via Fani. Per quanto non esistano ancora conferme sulla possibilità che Di Cesare sia coinvolta da Pasquale Tridico nella sua lista, il Manifesto di qualche giorno fa ha inserito tra professoressa in un "elenco di personalità gauchiste che stanno bussando alla porta di Tridico chiedendo di partecipare al progetto".

La professoressa, di origini calabresi, da qualche giorno ha iniziato a pubblicare una serie di post sui social che sembrano appoggiare l'ipotesi di una possibile candidatura. "Quale speranza resta ai giovani della Calabria? Alle ragazze e ai ragazzi che già sui banchi di scuola sono costretti a pensarsi altrove? Incertezza, timore, ansia ne minano dal fondo l’esistenza. La comunità va disgregandosi, mentre cresce il senso di impotenza. Ciascuno di loro dovrà farsi valere per sé, uno contro gli altri, nella metropoli della competizione spietata che recide i legami umani.

Chi ascolta quelle ragazze e quei ragazzi?", ha scritto nella mattinata di oggi la professoressa, che poi ha concluso: "Noi a vent’anni volgevamo lo sguardo in alto, avevamo fiducia e fede. Perché un’altra Calabria sembrava già possibile. È dal futuro di una comune speranza - la loro e la nostra insieme - che occorre ricominciare".

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