Al carcere di Taranto lo sciopero della fame lo fanno gli agenti

Dopo gli ultimi due suicidi e aggressioni, gli agenti del carcere di Taranto iniziano lo sciopero della fame

Al carcere di Taranto lo sciopero della fame lo fanno gli agenti
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Sciopero della fame nel carcere di Taranto. Questa volta però a farlo non sono i detenuti, ma gli agenti della polizia penitenziaria.

Il sindacato Sappe ha proclamato lo sciopero della fame per denunciare, soprattutto alla luce delle ultime aggressioni da parte di detenuti, il problema del sovraffollamento e della carenza di organico.

Il carcere di Taranto è purtroppo anche quest’anno primo nella triste classifica del sovraffollamento degli istituti penitenziari, con oltre il 200 per cento rispetto alla capienza prevista.

I detenuti vivono in condizioni disumane e degrandanti, non rispettando neppure i tre metri quadri previsti dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo.

Di contro non sono stati aumentati gli agenti e il personale amministrativo, che è sotto organico rispetto alla pianta organica.

Per questo gli agenti hanno deciso di attuare “l’autoconsegna”, un’azione che prevede di rimanere in carcere a fine turno.

Lo rende noto Federico Pilagatti, della segreteria nazionale del Sappe, aggiungendo che "i poliziotti dopo un anno di lavoro infernale non potranno nemmeno fruire delle ferie per mancanza di personale".

Solo nell’ultimo mese due detenuti si sono suicidati nel carcere di Taranto. Mentre agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti al suo interno.

Pilagatti fa sapere che gli agenti "sospenderanno la protesta in attesa di urgenti risposte da Roma, che se non dovessero arrivare faranno riprendere le iniziative di lotta in maniera più dura ed eclatante, anche con sit-in sul ponte girevole, in prefettura, al palazzo di giustizia e in municipio".

Sullo stato inumano del carcere di Taranto interviene anche l’Associazione Marco Pannella: “da anni chiediamo al Sindaco di Taranto di rispettare la delibera comunale del 2017 con cui il Comune di Taranto ha istituito la figura del Garante dei detenuti. Ma che da allora non è mai stato nominato. Il carcere di Taranto è il più sovraffollato d’Italia ed è vergognoso che il comune di Taranto sia uno dei pochi rimasti in Italia a non avere ancora il garante dei detenuti. Come è vergognoso che le istituzioni più prossime a questa realtà se ne disinteressino, se non per passerelle elettorali con telecamere al seguito. I detenuti e tutta la comunità penitenziaria hanno bisogno che i loro diritti vengano fatti rispettare. Per questo- conclude l’associazione Pannella- continuano a chiedere la nomina del Garante comunale die detenuti”.

Il carcere di Taranto, conclude Pilagatti, "è quello messo peggio in tutta la nazione con una proporzione agente/detenuto di 0,35 a fronte di uno 0,66 nazionale; ciò vuol dire che per restituire un po’ di serenità ai poliziotti di Taranto sarebbero necessari almeno 100 poliziotti subito.

E questa sarà la richiesta che il segretario Capece presenterà ai suoi interlocutori romani, nonché lo sfollamento di almeno 200 detenuti da mandare in altre carceri nazionali quasi vuote".

Ora che in sciopero della fame sono gli agenti, il Partito Democratico andrà a trovarli come ha fatto con il terrorista Cospito al 41bis in Sardegna?

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